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Cosenza nel baratro, il Venezia domina e cala il tris. La salvezza diventa un miraggio

Cosenza mai in gara surclassato da un Venezia arrembante che ha dominato il match in lungo e largo. Per i rossoblu sembra la resa definitiva

Marco Garofalo

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VENEZIA – Se non è la sentenza definitiva poco ci manca. Il Cosenza torna sconfitto dalla trasferta di Venezia e resta nel baratro, staccato di due punti dall’Ascoli, cinque da Pordenone che deve però recuperare una partita. L’annata disgraziata dei rossoblu sta tutta nella gara di questo pomeriggio al Penzo. Ed è una fotografia impietosa e amara dove c’è stata una squadra (il Venezia) che ha martellato per 90′ minuti, lottando su tutti i palloni, creando occasioni  a ripetizione e trovando anche tre goal. L’uno a zero a fine primo tempo con il colpo di testa di Ceccaroni. A metà ripresa il raddoppio di Cenigoj con un missile terra aria dai 20 metri, il tris al 79′ con una splendida punizione di Esposito. Dall’altra una squadra spenta, senza ne capo ne coda. Sicuramente le assenze a centrocampo hanno pesato, ma in campo si è vista la solita squadra confusionaria, scollata nei reparti e pericolosa una sola volta su calcio d’angolo. Anche Occhiuzzi sembra oramai nel pallone e lo dimostra il triplo cambio dopo il due a zero, che non ha fatto altro che scollare ancora di più una sqaudra che ha letteralmente spento la luce certificando la sua resa. Di questo passo anche i play-out diventano un’impresa.

La Cronaca – Reduce dalla pesante sconfitta contro la Cremonese, il Cosenza arriva in laguna in piena emergenza, soprattutto a centrocampo, e chiamato alla partita della vita per cercare di rimanere in scia dell’Ascoli e del Pordenone. Il tutto contro una formazione reduce da tre sconfitte casalinghe consecutive e assetata di punti per continuare la corsa play-off. Premesse per un match vibrante che inizia subito su ritmi altissimi con leggero predominio territoriale dei lagunari che al 12′ colpiscono il palo con l’inzuccata dell’ex Fiordilino e al 15′ vanno alla conclusione con il sinistro di Aramu dai 20 metri che termina largo. Si combatte e si lotta su tutti i palloni anche se per attendere una nuova occasione bisogna attendere il 34′ con la girata di Cenigoj in area deviata con i piedi da Falcone. Due minuti dopo si vede anche il Cosenza con un tiro-cross di Crecco che costringe Maenpaa alla respinta in tuffo per anticipare l’intervento di Gliozzi. Al 42′ però il Venezia passa: corner dalla sinistra, Ingrosso fa involontaria sponda per l’accorrente Ceccaroni che da due passi corregge di testa in rete battendo Falcone.

La ripresa si apre con l’ingresso di Bahlouili al posto di Kone per un Cosenza più offensivo. Ma è il Venezia a sfiorare il raddoppio con l’incursione di Aramu. L’attaccante arancioneroverde si presenta davanti a Falcone ma allarga troppo il sinistro e la palla si perde sul fondo. Al 52′ arriva anche l’occasione per i rossoblu che su calcio d’angolo sfiorano il pareggio con il colpo di testa di Ingrosso che Maenpaa toglie dall’angolino con un vero e proprio miracolo. Capovolgimento di fronte e Idda si perde Di Mariano che entra in area e calcia sul primo palo, Falcone si distende e devia in angolo. Ma al 58′ il portiere rossoblu non può nulla sulla sventola di Cernigoj che scarica il destro dai 20 metri insaccando il pallone nell’angolo. Una mazzata per le speranze del Cosenza che sparisce dal campo nonostante gli ingressi contemporanei di Sacko, Corsi e Sueva. Il Venezia è padrone del campo e al 79′ cala il tris con la punizione gioiello di Esposito che pennella nell’angolino dove Falcone non può nulla. È la resa definitiva.

 

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VENEZIA FC (4-3-2-1): Maenpaa, Mazzocchi, Aramu (64′ Esposito), Forte(76′ Dezi), Fiordilino (85′ Rossi), Di Mariano (64′ Johnsen), Maleh, Svoboda, Ricci, Ceccaroni, Cernigoj (85′ St Clair)
Panchina: Pomini, Ferrarini, Molinaro, Cremonesi, Dezi, Felicioli, Johnsen, Rossi, St Clair, Bocalon, Karlsson, Esposito
Allenatore: Paolo Zanetti

COSENZA CALCIO (3-4-1-2):  Falcone, Idda, Carretta (59′ Sueva), Bouah (59′ Corsi), Sciaudone (59′ Sacko), Legittimo, Tremolada (69′ Trotta), Gliozzi, Kone (46′ Bahlouli), Crecco, Ingrosso
Panchina: Saracco, Matosevic, Corsi, Tiritiello, Bahlouli, Sacko, Schiavi, Vera, Trotta, Antzoulas, Sueva
Allenatore: Roberto Occhiuzzi

Arbitro: Signor Giacomo Camplone di Pescara
Assistenti: Signori Marco Scatragli di Arezzo e Alessio Saccenti di Modena
IV Uomo: Signor Matteo Gariglio di Pinerolo

Ammoniti: Idda (C), Maleh (V), Sciaudone (C), Legittimo (C), Forte (V)
Espulsi:

Angoli: 8-3
Recupero: 1′ p.t. –

Note: Pomeriggio nuvoloso a Venezia con scrosci di pioggia e temperatura di circa 11 gradi. Terreno del Penzo in discrete condizioni, gara a porte chiuse per le disposizioni anti-covid. Prima del fischio d’inizio le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo dell’ex presidente del Cosenza Giuseppe Carratelli scomparso questa notte.

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Europei di tuffi, Giovanni Tocci a un soffio dall’argento: è medaglia di bronzo

Giovanni Tocci si conferma campione eccezionale e conquista uno splendido bronzo con 402.50 punti ad un soffio dalla medaglia d’argento

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BUDAPESTE – Giovanni Tocci, 25enne tesserato per l’Esercito e la Cosenza Nuoto, ha conquistato una bellissima medaglia di bronzo nel trampolino da un metro ai Campionati europei in corso di svolgimento a Budapest. Il tuffatore cosentino, che aveva già conquistato l’argento nelle rassegne del 2016 e 2018 sempre dal metro (che non è specialità olimpica) ha totalizzato 402,50 punti perdendo l’argento per appena 40 centesimi solo nell’ultima tornata di salti. Spettacolari tutti i tuffi di Tocci effettuati nella finale: l’avvitamento e il triplo e mezzo avanti raccolgono 72 punti, ben 74,40 punti invece con il doppio e mezzo ritornato. Argento che è andato al britannico Jack Laugher che ha chiuso con il punteggio di 402,90. Medaglia d’oro ad uno strepitoso ed inossidabile Patrick Hausding che ha chiuso con 427,75. Quarto l’altro azzurro Lorenzo Marsaglia.

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Cosenza retrocesso, presidente Guarascio: “chiediamo scusa ai tifosi”

Le parole del patron rossoblu dopo la sconfitta a Pordenone e la retrocessione: “Vogliamo che i tifosi tornino ad essere orgogliosi dei propri colori”

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COSENZA – Il Presidente Eugenio Guarascio all’indomani della sconfitta del Cosenza a Pordenone parla di “passo indietro per la prima volta in dieci anni “. “Non era mai capitato di chiudere una stagione con un risultato negativo. Non ci siamo abituati e fa molto male. Fa male perché abbiamo deluso la città, la provincia, i nostri tifosi, gli stessi che insieme a noi hanno gioito in questi anni per i successi e le imprese compiute”.

“E’ evidente che sono stati commessi degli errori e – prosegue il presidente – come succede nel calcio, quando si vince si vince tutti, quando si perde si perde insieme e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa. Io per primo ovviamente. La forza di questa società e delle squadre che l’hanno rappresentata è stata in questi anni la capacità di rialzarsi dopo le sconfitte, sin da quando, dopo aver vinto i play off di Serie D non ottenemmo il ripescaggio. Adesso è il momento di reagire, di immaginare e programmare il futuro, per far sì che nel minor tempo possibile tutti i tifosi rossoblù sparsi nel mondo tornino ad essere orgogliosi dei propri colori”.

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Occhiuzzi “ho sempre difeso e lottato per questa maglia. Cosenza saprà rialzarsi”

Per il tecnico del Cosenza il crollo dopo la vittoria con l’Ascoli “abbiamo perso tutte le certezze. Mi sento colpevole in tutto”

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LIGNANO SABBIADORO (UD) – È un Occhiuzzi affranto e inevitabilmente deluso quello che si congeda dal Cosenza dopo un’ennesima sconfitta, coincisa con una retrocessione amara come è stata tutta la stagione dei rossoblu, letteralmente crollati dopo il successo di Ascoli così come ha confermato lo stesso, oramai ex, tecnico del Cosenza finito inevitabilmente anche lui sul banco degli imputati.

“Cosa non ha funzionato? Dopo la vittoria con l’Ascoli non so cosa sia successo ma siamo crollati. Abbiamo avuto due infortuni importanti, ma quello non ci deve far andare in confusione. Abbiamo cercato di reagire, oggi forse non posso rimproverare nulla perché era la gara della disperazione. Dimissioni quando la barca stava affondando? Non sono il tipo che abbandona la nave, anzi io ci credevo fino all’ultimo minuto. Ho difeso questa maglia, ho lottato per questa maglia e quindi volevo strappare con i denti questa salvezza anche all’ultimo respiro. Più che chiedere scusa alla città perché mi sembra una presa in giro, bisogna assumersi tutte le responsabilità del caso. Futuro? Più che il mio di futuro, penso al futuro del Cosenza. La mia città si è sempre rialzata, lo farà anche ora. Mi assumo le critiche di tutti quanti. Ripeto, dopo Ascoli abbiamo perso tutte le certezze. Poi ho cercato di intervenire a livello mentale – ha ribadito Occhiuzzi – sperando oggi uscirne e portare il Pordenone ai playout. Mi sento colpevole in tutto, è difficile tirare delle somme.

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