È morto Diego Armando Maradona, incantò il mondo con il suo "pibe de oro" - QuiCosenza.it
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È morto Diego Armando Maradona, incantò il mondo con il suo “pibe de oro”

Marco Garofalo

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Morto a 60 anni Diego Armando Maradona, tra i più forti calciatori di tutti i tempi e stella del Napoli con cui vinse due scudetti alla fine degli anni 80. Nelle scorse settimane era stato operato alla testa e l’intervento era andato bene

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Addio a Diego Armando Maradona. Il mondo del calcio piange la scomparsa di uno dei suoi più grandi protagonisti, forse il più forte. El “pibe de oro”, una vera e propria leggenda e al contempo tra i più discussi per i suoi eccessi, è morto a 60 anni. Il giornale ‘Clarin’ riferisce che sarebbe morto per un arresto cardiorespiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres, dopo essere stato dimesso dalla clinica dov’era stato operato al cervello. Sul posto sono poi sopraggiunte tre ambulanze.

Straordinario fuoriclasse, calciatore dal sinistro magico, nel 1996 trascinò da solo al successo nella Coppa del mondo l’Argentina, competizione nella quale realizzò all’Inghilterra il goal più bello di tutti tempi mai segnato in un mondiale di calcio. In quella stessa competizione gli fu anche dato il soprannome di “Mano de Dios” (spagnolo per Mano di Dio) per la rete segnata con una mano nei quarti di finale alla stessa Inghilterra. L’Argentina vinse la partita, disputatasi allo Stadio Azteca di Città del Messico, con il risultato di 2-1 e si laureò in seguito campione del mondo dopo aver battuto il Belgio in semifinale e la Germania in finale.

Maradona fece grande in Italia il Napoli e lo portò alla vittoria di due scudetti nelle stagioni 1986-1987 e 1989-1990. In quello stesso anno perse la finale mondiale a Roma contro la Germania e venne fischiato dai tifosi italiani usciti dalla competizione in semifinale proprio contro Maradona. Dopo 4 anni, nel 1994, tornò a vestire la maglia della nazionale albiceleste, ma venne squalificato per la positività alla cocaina. Fu quello l’inizio del suo tramonto sportivo.

Maradona nelle scorse settimane era stato operato con successo alla testa nell’ospedale di Buenos Aires Maradona. L’intervento era riuscito e Maradona era uscito solo pochi giorni fa, stava meglio. Doveva trascorrere un lungo periodo di convalescenza a casa. “Tutti si aspettano le nostre parole. Ma quali parole possiamo usare per un dolore come quello che stiamo vivendo? Ora è il momento delle lacrime. Poi ci sarà il momento delle parole. Ciao Diego” scrive con un tweet il Napoli Calcio. Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino e annuncia: “Intitoliamo lo Stadio San Paolo a Diego Armando Maradona!”.

 

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Il Cosenza blinda il portiere Matosevic. Contratto fino a giugno 2024

Il portiere sloveno, nato a Capodistria il 5 giugno 1997, ha firmato un accordo fino al 30 giugno 2024

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COSENZA – La Società Cosenza Calcio comunica di aver rinnovato l’accordo per il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Kristjan Matoševič. Il portiere, nato a Capodistria (Slovenia) il 5 giugno 1997, ha firmato un accordo fino al 30 giugno 2024. L’estremo difensore giunto nel Cosenza nell’ottobre 2020 dalla Triestina, finora ha collezionato 22 presenze in maglia rossoblù tra campionato, play out e Coppa Italia. Complimenti Kristjan!

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Le lacrime di Di Marzio per i lupi di papà Gianni e l’amore dei tifosi. Presentato il Cosenza

Una serata dai brividi, gioiosa e colorata che ha avuto come ospite d’onore Gianluca Di Marzio. A suo papà Gianni sarà dedicato il piazzale del Marulla

Marco Garofalo

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COSENZA – Erano almeno 4mila i tifosi a accorsi ieri sera in Piazza dei Bruzi per assistere alla presentazione del Cosenza Calcio edizione 2022-2023. Una serata dai brividi che ha avuto come ospite d’onore Gianluca Di Marzio, figlio dell’indimenticato allenatore del Gianni, artefice della storica promozione in Serie B nella stagione 1987-1988. E Gianluca, oggi affermato giornalista sportivo, quella stagione l’ha voluta ricordare e rivivere, leggendo una lunga lettera con i ricordi di un 14enne. L’età che aveva in quella lontana stagione di Serie C, quando suo papà Gianni entrò di diritto nel cuore di tutti i tifosi del Cosenza grazie a quella indimenticabile cavalcata ed una squadra straordinaria. Gianluca legge e ripercorre tutti i momenti vissuti con suo padre, i tanti aneddoti, una città colorata e goliardica, tutti i calciatori, i tifosi storici e gli amici che oggi non ci sono più. I presenti accorsi a Piazza dei Bruzi si spellano le mani e omaggiano Gianni con cori e un eloquente striscione “Di Marzio nel cuore”.

Gianluca piange e si commuove, anche quando il Sindaco Caruso annuncia che a suo padre sarà dedicato il piazzale antistante lo stadio Marulla. E dopo il saluto del DS Gemmi, che annuncia altri arrivi in organico, quello del presidente Guarascio (qualche fischio per lui), tocca ai protagonisti salire sul palco. Vengono chiamati tutti i calciatori che ricevono gli applausi e i cori dei tifosi. Applausi che fanno ancora più fragorosi per bomber Larrivey, per il portiere Matosevic ma soprattutto per i due gioielli Florenzi e Zilli. L’ultimo a salire sul palco e il tecnico Davide Dionigi che ringrazia tutti i tifosi e promette impegno e dedizione. Il resto è colore e festa per una tifoseria pronta ad acclamare i lupi in questa nuova difficile stagione di Serie B oramai alle porte.

 

 

 

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Coppia Italia, Cosenza eliminato dal Bologna. Decide un gran goal di Sansone nella ripresa

Dopo un primo tempo chiuso sullo zero a zero decide un goal di Sansone che batte Matosevic con un destro da fuori area

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BOLOGNA – Il Bologna ricomincia come aveva finito la scorsa stagione: faticando a trovare la via del gol, per merito di un buon Cosenza, bravo a difendersi con ordine anche se dalla cintola su, la truppa di Dionigi ha faticato molto, non riuscendo praticamente  mai a rendersi pericolosa. La differenza di categoria si è vista tutta, con i padroni di casa costantemente nella metà campo del Cosenza a cercare la via della rete, che arriva solo nel secondo tempo e che permette al Bologna di strappare il pass per i sedicesimi di Coppa Italia (i felsinei affronteranno il Cagliari). La squadra di Mihajlovic ha concretizzato un predominio di gioco e occasioni che vede però De Silvestri divorarsi tre occasioni, Arnautovic un paio. Al festival delle occasioni mancate partecipano anche Dominguez, e Sansone, che poi si fa perdonare a metà del secondo tempo con un destro da fuori area all’angolino basso al 65′. Da lì al triplice fischio non succede praticamente più nulla. Per il Cosenza c’è ancora molto da lavorare nonostante si veda la mano del tecnico. La squadra tiene il campo grazie, occupa bene gli spazi, ma manca ancora di qualità e di innesti importanti.

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BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Soumaoro, Medel, Bonifazi; De Silvestri (36’ st Cambiaso), Dominguez(26’ st Aebischer), Schouten, Lykogiannis; Soriano (36’ st Vignato), Sansone (26’ st Barrow); Arnautovic
A disposizione: Bagnolini, Bardi, Motolese, Amey, Angeli, Stivanello, Kasius, Mbaye, Urbanski, Raimondo, Orsolini
Allenatore: Mihajlovic

COSENZA (4-3-3): Matosevic; Rispoli (21’ st Martino), Vaisanen, Rigione, Panico; Florenzi, Voca, Vallocchia (33’ st Zilli); Brignola (39’ st Prestianni), Larrivey (21’ st Butic), D’Urso (33’ st D’Urso)
A disposizione: Sibilano, Lai, Meroni, Venturi, Hristov, La Vardera, Brescianini, Kongolo, Zilli, Arioli. Allenatore: Dionigi 6.

RETE: 20’ st Sansone.

ARBITRO: Camplone di Pescara

NOTE: Spettatori: 10706; Incasso: 99.021

Ammoniti: Schouten, Panico, Arnautovic, Venturi

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Angoli: 6-5 per il Bologna.

Recupero: 2’ pt, 4’ st.

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