Cosenza calcio amarcord: l’undici più forti di tutti i tempi

La speranza di tornare a certi livelli c’è sempre, anche se in realtà il campionato cadetto è già un ottimo risultato. Eppure ai tifosi sognare non costa nulla e il pensiero non può che immaginare una promozione in Serie A.

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Gli appassionati di scommesse sportive, invece, sono molto più realisti e sanno perfettamente come l’obiettivo della squadra cosentina, quest’anno, sia quella raggiungere la salvezza il prima possibile. Puntare sulla serie B, in ogni caso, è davvero un gioco da ragazzi, anche per via del largo numero di casino online che sono presenti sul Web e che offrono la possibilità di scommettere in modo semplice ed estremamente rapido, anche direttamente tramite il proprio smartphone, evitando quindi di dover sempre usare un pc, ma è sufficiente avere una valida ed efficace connessione al web.

Una squadra che rimane nel cuore

Nonostante passino gli anni e con loro i protagonisti del campo, i tifosi del Cosenza non possono proprio scordare una squadra che porteranno inevitabilmente sempre nel cuore. Si tratta di un gruppo di calciatori che ha scritto una pagina di storia indimenticabile per il club calabrese. Una formazione trascinata dall’entusiasmo e dalla freschezza dei giovani, in cui però spicca inevitabilmente il contributo di alcuni senatori che sono diventati dei simboli per l’intera provincia. Non è un caso, infatti, che proprio Cosenza sia stata, per diversi anni, considerata come un trampolino di lancio a tutti gli effetti per un gran numero di giovani, così come un luogo ideale per rilanciarsi in caso di campioni accantonati con troppo approssimazione e velocità da alcune big del calcio italiano. Creare una squadra che potesse comprendere i calciatori più forti nella storia di una società non è mai facile, dal momento che si rischia sempre di fare un torto a qualcuno, lasciando fuori dei simboli che non meriterebbero di stare in panchina. Proviamo, però, a capire quale potrebbe essere, in maniera divertente e anche un po’ romantica e nostalgica, l’undici migliore per la compagine cosentina.

L’undici migliore

Ad allenare, in panchina, non ci può che essere Bruno Giorgi, la cui unica stagione in riva al Crati non ha portato solo per un soffio la promozione in Serie A, che sfumò solamente per colpa di una maledetta classifica avulsa, che premiò la Cremonese ed escluse dalla promozione nella massima serie Reggina e proprio Cosenza. A difendere la porta del Cosenza c’è Gigi Simoni, il portiere che trascinò il Cosenza in Serie B nel 1988, anche se effettivamente l’alternativa rappresentata da Giacomo Zunico è senz’altro di qualità. Una difesa schierata a quattro, in cui a destra, stando anche alle preferenze espresse più volte dai tifosi troviamo Pierantonio Tortelli, di origine bresciane, ma cosentino ormai d’adozione, anche se pure in questo caso, Ciccio Marino è una di quelle alternative che tutti gli allenatori vorrebbero avere. In mezzo alla retroguardia, non si può che schierare Ugo Napolitano e Giovanni Bia, che furono compagni di squadra nella stagione 1992/1993, quando in panchina sedeva Fausto Silipo. Come terzino sinistro, invece, c’è Claudio Lombardo, uno dei tanti artefici della promozione nella serie cadetta negli anni Ottanta. A centrocampo, un altro trio che ha fatto la storia, raggiungendo poi i vertici del calcio italiano. Stiamo parlando dell’indimenticabile Denis Bergamini, in compagnia di due talenti come Stefano Fiore e Stefano Morrone. Entrambi due cosentini doc che, dal settore giovanile della compagine calabrese, sono stati in grado di raggiungere addirittura la maglia azzurra. Infine, in attacco è impossibile non fare riferimento a un trio che ha fatto letteralmente innamorare un po’ tutti i tifosi rossoblù, ovvero Alberto Urban, Gigi Lentini e quel talento pazzesco di Gigi Marulla, che detiene ancora il record di presenza con questi coloro e simbolo del calcio cosentino.