Morto a 81 anni Gigi Simoni. Allenò il Cosenza nella stagione 89/90

Il tecnico “gentiluomo” era malato da tempo e lo scorso anno era stato ricoverato in gravissime condizioni a seguito di un ictus

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COSENZA – Lutto nel mondo del calcio. Si è spento all’ospedale di Lucca l’ex allenatore Luigi Simoni. Il tecnico “gentiluomo” era gravemente malato e lo scorso anno, a causa di un ictus accusato nella sua abitazione di San Piero a Grado, venne ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cisanello di Pisa dove è rimasto per diversi mesi. Solo da poche settimane era tornato nella sua abitazione, ma la situazione clinica si è aggravata nelle ultime ore fino al nuovo ricovero nell’ospedale di Lucca dove si è spento questa notte.

L’ex tecnico di Genoa, Inter e Cremonese aveva 81 anni. Persona perbene, sempre garbato e allenatore competente ha avuto anche un passato come allenatore del Cosenza CalcioFu chiamato alla guida dei rossoblu nella stagione 1989/1990, dopo che l’anno prima il Cosenza sfiorò la promozione in serie A con Bruno Giorgi. Ma il tecnico bolognese, con una squadra smembrata dai pezzi migliori, navigava nei bassifondi della graduatoria. Venne esonerato dopo 19 gare e fatale fu la pesante sconfitta interna contro il Pisa per 1 a 4. I rossoblu alla fine terminarono il campionato al 14 posto, salvandosi solo grazie alla classifica avulsa. L’apice della carriera da tecnico per Gigi Simoni  arrivò nel 1998 quando guidò l’Inter alla vittoria della Coppa Uefa contro la Lazio e sfiorò la vittoria dello scudetto. Era seduto sulla panchina nerazzurra, infatti, anche il 26 aprile del 1998 giorno della partitissima Juventus-Inter e ricordata ancora oggi per il famoso scontro tra Ronaldo e Iuliano.

Dopo aver disputato 368 partite da calciatore, di cui 187 in Serie A con 32 reti all’attivo e vestito le maglie di Mantova, Napoli, Torino, Juventus, Brescia e Genoa, Simoni ha iniziato la sua avventura da tecnico al Genoa in Serie B nella stagione 1974/75, conquistando un anno più tardi la prima delle otto promozioni ottenute nel corso di una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, che oltre a quella rossoblu lo ha visto sedere sulle panchine di Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, Cska Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Negli ultimi anni, pur continuando a seguire il calcio, si era ritirato a vita privata.

Il Cordoglio della Lega “grande protagonista del calcio italiano”

“Il mondo del calcio piange la scomparsa di Luigi Simoni, uno degli allenatori più rispettati e amati d’Italia, morto oggi all’età di 81 anni”. In una nota, la Lega di serie A esprime il cordoglio per la scomparsa dell’ex allenatore sottolineando che è stato “grande protagonista della storia del calcio italiano“. “Conosciuto da tutti come ‘Gigi’ – si legge nella nota della Lega di A – dopo aver appeso gli scarpini al chiodo il tecnico di Crevalcore mosse i primi passi in panchina alla guida del Genoa nel 1975, ottenendo l’anno dopo il suo primo incarico la promozione in Serie A. La consacrazione da allenatore risale alla stagione 1997/1998, quando fu scelto da Massimo Moratti per allenare l’Inter, con cui conquistò la Coppa Uefa a Parigi battendo in finale la Lazio. In totale furono 17 i Club guidati da Gigi Simoni in quasi 40 anni di carriera“. “La Lega Serie A porge ai familiari le più sentite condoglianze per la scomparsa dell’amato Gigi, grande protagonista della storia del calcio italiano”.

“Ciao Gigi ci mancherai”. L’omaggio dell’Inter

“Ci ha lasciati oggi, 22 maggio. Una data non casuale, la data più interista di tutte. Di Gigi Simoni ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione. Sulla panchina nerazzurra arrivò nel 1997, assieme al Fenomeno, Ronaldo. Un binomio, quello Simoni-Ronaldo, che resterà per sempre nel cuore di tutti, non solo degli interisti. Un rapporto paterno, la benevolenza nei confronti di un calciatore speciale. “Ho imparato più io da lui che lui da me, in quella stagione”, amava raccontare Simoni. Una frase che spiega tanto, della persona che è stata. Ha incarnato l’interismo più genuino. Il 6 maggio 1998 disegnò il suo capolavoro da allenatore. Imbrigliò una grande Lazio e non le diede scampo. Al Parco dei Principi Zamorano, Zanetti e Ronaldo regalarono all’Inter la terza Coppa Uefa in una notte dolcissima e magica”.

Il mondo del calcio perde un bravo allenatore e una persona meravigliosa. Nella sua carriera da calciatore vinse una Coppa Italia con il Napoli e la Serie B con il Genoa. In panchina alzò, oltre alla Coppa Uefa con l’Inter, la Coppa Anglo-Italiana con la Cremonese e conquistò cinque campionati di Serie B (tre con il Genoa, due con il Pisa). Nel 1998 ricevette la Panchina d’Oro come miglior allenatore italiano. Un riconoscimento doveroso. Noi lo ricordiamo così, coi suoi capelli bianchi, sulla nostra panchina, mentre con un sorriso si godeva le magie di Ronaldo, circondato dall’orgoglio e dall’affetto dei tifosi dell’Inter”.

Ciao Gigi, ci mancherai.