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Stadio Marulla, Occhiuto “noi paghiamo tutto e gli altri incassano. Ci sono regole da rispettare”

Il Comune non intende più “cedere” gratis lo stadio. Il sindaco rispondendo a un tifoso “abbiamo sempre dato la massima disponibilità per amore della squadra e della città credendo nella buona fede e assumendoci come al solito tutte le responsabilità, ma non abbiamo ricevuto né il pagamento del giusto canone né quello degli arretrati, né la sottoscrizione di un contratto”

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COSENZA – Continua a tenere banco la querelle sui lavori allo stadio Marulla che preoccupa e non poco i tifosi. Dopo lo scambio di missive tra Palazzo dei Bruzi e Via degli Stadi, è stato il primo cittadino, questa mattina, a chiarire ancora una volta la posizione del Comune di Cosenza che non ha più intenzione di cedere gratis l’impianto ed effettuare lavori di manutenzione e messa in sicurezza senza ricevere in cambio il pagamento del canone con contratto per l’affidamento alla società del presidente Guarascio. Mario Occhiuto ha chiarito ancora una volta la posizione del Comune rispondendo alla domanda di un tifoso preoccupato.

Affidare gratis la gestione o l’uso dello stadio sarebbe illecito

“È molto semplice: lo stadio di calcio, così come tutti gli altri impianti sportivi della città di Cosenza può essere dato in affidamento a privati solo a fronte di un corrispettivo economico. Per gli altri impianti è necessaria addirittura una procedura di gara pubblica, in questo caso viene affidato alla società che gestisce la squadra di calcio locale. Non è tecnicamente e giuridicamente possibile affidare gratuitamente la gestione o l’uso dell’impianto perché sarebbe un illecito. Non vedo neanche come si può pretendere: per quale motivo noi dovremmo dare in gestione un impianto pubblico, realizzato con fondi pubblici, ad un privato che poi incassa somme per il suo utilizzo attraverso la vendita dei biglietti, la pubblicità e i fondi erogati dalla Lega Calcio, svolgendo di fatto un’attività economica. Si pretendono cose assurde: il Comune di Cosenza dovrebbe dare in gestione l’impianto gratuitamente e per di più realizzare di volta in volta le opere necessarie per gli adeguamenti e le manutenzioni ad una società privata che poi incassa tutte le somme della Lega, dei biglietti d’ingresso, della pubblicità e di tutto il resto”.

Noi paghiamo tutto e gli altri incassano

Cioè noi paghiamo tutto, e gli altri incassano tutto. Finora – si legge nel posto del sindaco – non abbiamo mai preso un euro ma abbiamo subito solo rinvii anche per la sottoscrizione del contratto, e così abbiamo fatto gli atti alla società. Il rapporto deve funzionare così invece, come in tutte le città italiane: noi abbiamo un bene pubblico (lo stadio) e possiamo darlo in affidamento dietro un congruo corrispettivo economico, e chi lo prende in affidamento sottoscrive una convenzione ed effettua tutte le opere di adeguamento e manutenzione necessarie per la sua attività e solo dopo può incassare i proventi. Finora abbiamo dato la massima disponibilità per amore della squadra e della città credendo nella buona fede e assumendoci come al solito tutte le responsabilità, ma non abbiamo ricevuto né il pagamento del giusto canone né quello degli arretrati, né la sottoscrizione di un contratto. Per poter giocare in serie B abbiamo realizzato noi in tempo record le opere necessarie, in via straordinaria la prima volta al posto della società che come al solito non voleva anticipare e investire nulla. Non può essere una regola. Trovatemi un solo Comune in Italia dove il sindaco e l’Amministrazione si prendono in carico addirittura il terreno di gioco!”

Sempre vicini al Cosenza, ma la società si assuma le sue responsabilità

“Noi siamo stati sempre vicini al Cosenza Calcio, ci siamo dati da fare generosamente e in ogni modo per farlo ripartire e per farlo risalire, però non vorrei che qualcuno pensasse di approfittare della nostra generosità e dell’amore per i colori della città. Non ce l’abbiamo con nessuno ma ci sono delle regole che devono essere rispettate, e che non dipendono neanche dal sindaco ma dai responsabili amministrativi dell’Ente. Un bene di proprietà del Comune deve produrre un reddito, non solo spese per le casse comunali. È venuto il momento che anche la proprietà capisca che è necessario effettuare i giusti investimenti, considerando questa attività anche come un bene pubblico e sociale e non alla stregua di qualsiasi altra solo per ottenere il massimo profitto senza neanche correre alcun rischio. Spero di essere stato chiaro. Grazie mille