Cosenza in B, Kevin Marulla “è stato splendido”. Le bandiere, i social e Vasco (AUDIO)

L’amore, la passione, l’umiltà e la professionalità spesi per il Cosenza. Caratteristiche che hanno contraddistinto e fatto grande anche la vita di suo papà. “La promozione in B? Credo sia arrivata anche una mano da lassù. Quando guardavo le ultime partite del Cosenza, sia in campo che sugli spalti ci si rendeva conto di avere davanti una vera armata”

 

COSENZA – Kevin Marulla abbiamo imparato a conoscerlo tutti negli ultimi anni. Come fu per suo padre, anche lui il Cosenza ce l’ha praticamente cucito sulla pelle. Gigi fu un grandissimo attaccante. Un calciatore che regalò alla Cosenza “pallonara” sogni, gioie, emozioni e lacrime, quelle che mai si asciugheranno dopo la sua prematura scomparsa. Kevin invece è diventato nel tempo un vero e proprio punto di riferimento per squadra e società, non solo a livello logistico e organizzativo, ma sopratutto umano. Perché il team manger del Cosenza è prima di tutto un ragazzo semplice e umile, mai sopra le righe e con le sue passioni e ambizioni. Marulla, un cognome che non gli sta stretto, anzi. Per Kevin è motivo di fierezza ed orgoglio: “sicuramente a questo cognome sono legati un sacco di ricordi sia per me che per la città di Cosenza. Quello che è accaduto domenica a Pescara e tante altre coincidenze storiche, forse mai come quest’anno questo cognome si è legato ancora di più alle nostre vicende sportive. Non ho un grande rapporto con certe cose, ma credo che quest’anno sia arrivata una mano da lassù e sono felice di esserci stato. In queste ultime ore mi sono detto che la mia presenza è riuscita a fare da tramite per l’influsso positivo che mio padre voleva inviare da lassù“.

Kevin Marulla è intervenuto ai microfoni di Rlb per raccontare le gioie della promozione del Cosenza in serie B ma anche altro. Sfumature della sua vita, ricordi e cambiamenti anche nel mondo del calcio e del tifo.

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Se Kevin non fosse stato il team manager del Cosenza sarebbe diventato….

“Io ho sempre pensato al mondo del calcio come il mio mondo, se non da protagonista sul terreno di gioco sicuramente a livello dirigenziale. Se avessi continuato i miei studi avrei scelto la strada della Giurisprudenza, avrei fatto l’avvocato. Anche perché mia madre mi ha sempre detto che ho una grande parlantina e riesco a girare le frittate a mio favore anche quando non lo sono”.

Dalle bandiere e gli striscioni, ai social network

Proprio in questi ultimi giorni, parlando delle differenze tra il calcio di ieri e quello di oggi, mentre facevamo il giro con il bus scoperto della città notavamo con alcune persone dello staff che rispetto ai video che abbiamo visto con le promozioni storiche del Cosenza, oggi si vedevano un pò meno coreografie, un pò meno bandiere e striscioni esposti sui balconi, ma molti più telefonini e aprendo i social trovi una marea di foto e video rossoblu, con le immagini della festa… il calcio è cambiato anche nel modo di rappresentare e manifestare la gioia: ieri c’erano le bandiere, oggi le foto e i video sui social network. A prescindere dai gusti personali, anche a me che sono comunque giovane, farebbe piacere la manifestazione di gioia con le espressioni storiche di una volta. Ricordo quel balcone con tutta la formazione della squadra che conquistò la promozione nel 1988. Forse oggi è più facile trovare una bellissima immagine modificata su Instagram con i protagonisti della promozione, che non un balcone colorato di rossoblu“.

Però il calcio, come tutte le cose della vita, si evolvespiega Kevin e bisogna anche accettare che si cambi purtroppo o per fortuna. Se infatti questo può dar “fastidio” ai nostalgici è altrettanto vero che l’entusiasmo che si è visto in questi giorni è stato addirittura maggiore rispetto agli anni passati. Oggi infatti, di squadre di calcio come il Cosenza, riescono a saperne un pò tutti, anche i bambini grazie proprio ad Internet. C’è il rovescio della medaglia in tutte le cose“.

Cosenza, una squadra che pensa al sociale

Siamo molto attenti a queste tematiche, ci teniamo a questo tipo di comunicazione e a sviluppare progetti collaterali perché il calcio può dare messaggi positivi e perchè no… proprio adesso con tutto l’entusiasmo che si è creato e la credibilità che abbiamo guadagnato, avere forza ancora maggiore nel portare avanti certi discorsi. Mi auguro che questa promozione possa portare ad ottenere quell’unione d’intenti e quella compattezza dell’ambiente e del tifo che si è vista nelle ultime partite. In quella maniera siamo una potenza dentro e fuori dal campo e nessuno traguardo può essere precluso. Quando guardavo le ultime partite, sia in campo che sugli spalti, ci si rendeva conto di avere davanti una vera armata”.

Il calcio come la musica, capaci di riempire gli spalti di uno stadio

Quando ero bambino e giocavo in casa con i palloncini, la musica non mancava mai. Il calcio e la musica andranno sempre di pari passo. Il mio artista preferito è Vasco Rossi. Eredito questa passione da mio padre che mi ha fatto crescere con i suoi dischi e le sue canzoni. Forse in questo momento, è un periodo in cui ascolto molto ‘canzone“.

Grazie a Kevin, al Cosenza calcio e ai colori di questa città: “è stato splendido”