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In un libro sul mondo Ultras anche Cosenza, giornalista BBC in cittĂ  per la storia dei rossoblu (FOTO)

Tobias Jones è un giornalista e scrittore inglese. Oltre ad essere autore di libri collabora con la BBC, il The Guardian e in Italia con la Rai. Il suo prossimo lavoro editoriale sarĂ  dedicato al mondo ultras e Cosenza, farĂ  parte del volume che racconta la passione per il ‘pallone’, con gli occhi rivolti al sociale

 

COSENZA – Tre giorni a Cosenza per conoscere la storia degli ultrĂ  rossoblu non sono certo bastati ed infatti tornerĂ  presto, forse ad aprile. Tobias Jones, scrittore e giornalista inglese, lavora per testate internazionali come BBC e The Guardian,  e nei giorni scorsi ha contattato la redazione di Quicosenza per chiedere un contributo, informazioni, una mano per realizzare il suo prossimo lavoro e districarsi nella cittĂ  alla ricerca di ricordi e particolari sulla storia dei supporter rossoblu.

Insieme al fotografo di Quicosenza, Marco Belmonte, ha trascorso e viaggiato nel mondo rossoblu per tre giorni ed ha raccolto elementi, voci, notizie, curiositĂ  da inserire in una parte dedicata al tifo cosentino, del suo prossimo libro. Tobias infatti, è anche autore di “Il cuore oscuro dell’Italia” e del volume “Sangue sull’altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e e della difficile ricerca della veritĂ ”: “Gildo Claps è un mio carissimo amico – ci ha raccontato – e vado spesso a Potenza. Poi Danilo Restivo era in Inghilterra e quindi c’è questo legame con il caso che ha fatto tanto discutere”.

La passione per il calcio e la scelta di Cosenza

“Mi sono sempre occupato di calcio, e due anni fa ho pensato che i tifosi sono molto piĂą interessanti dei calciatori. I canti, le battute, la vita dei tifosi è un patrimonio… E Cosenza ha tanta storia. Per questo libro – svela – sceglierò non piĂą di 5 città tra cui sicuramente Genova (Genoa) che ha una tifoseria caldissima e molto impegnata nel sociale. Cosenza l’ho scelta in parte perchĂ©, per gli inglesi, è una cittĂ  sconosciuta e così presento anche una realtĂ  nuova. E poi c’è tanto da dire: da Padre Fedele al caso Bergamini fino al grande impegno nel sociale. Ci vorrĂ  un bel pò di tempo per finire questo libro, perciò abbiate molta pazienza”. Laureato in storia moderna al Jesus College dell’UniversitĂ  di Oxford, Tobias Jones ha potuto conoscere i tanti personaggi che hanno fatto la storia del mondo ultras cosentino.

Padre Fedele, “da ‘maracanĂ ’ al complotto”

Il primo giorno della sua permanenza a Cosenza, ha incontrato Padre Fedele Bisceglia che lo ha accolto con in mano il suo libro “La sciarpa sul saio” ed ha raccontato a Tobias la sua passione per i colori rossoblu fin da quando era bambino; il suo percorso da quando frequentava l’oratorio fino al suo arrivo, all’inizio non ben visto, in curva sud: “dicevano: un prete allo stadio?”.

tobiasjones901Il racconto di Padre Fedele è iniziato da Piero Romeo passando a Sergio Crocco, Paride Leporace… fino all’intesa tra il frate e gli ultras ed al “lancio” del mitico coro “maracanà” per poi convogliare il tutto, alla prima mensa dei poveri realizzata proprio insieme ai tifosi rossoblu. Un racconto fatto di tante iniziative sociali e dell’importante viaggio in Africa dove Padre Fedele ha portato con se un gruppo di ultras. Un viaggio nella memoria che lo ha riportato nell’85 al primo raduno con tutti gli ultras d’italia con Padre Fedele  in prima linea. E poi ancora la creazione dell’Oasi Francescana e il suo calvario. Padre fedele ha fatto affacciare Tobias dal balcone del “Paradiso dei poveri” e indicando l’oasi ha anche confidato al giornalista inglese di quel complotto e delle accuse infamanti, di aver perdonato la suora e della sua fede, che lo ha sempre accompagnato in ogni suo percorso.

Tobias poi gli chiede: “come vede il tifo oggi?” ed ecco il pensiero di Padre Fedele: “mi dispiace che la curva oggi, sia divisa. Se avessi 30 anni di meno l’avrei sicuramente risolta questa situazione”. Il giornalista inglese a quel punto domanda “lei ha mai pregato per una partita?”. Padre Fedele risponde senza esitare: “io prego sempre, anche per una partita”. Un pensiero poi al caso Bergamini e Padre Fedele a riguardo non ha alcuna esitazione “è stato ucciso, sono stato il primo a vedere Bergamini dopo la sua morte e non sembrava essere stato trascinato per decine di metri. Il suicidio non sussiste. Era un giocatore pulito”.

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L’incontro con Claudio Dionesalvi invece, avviene nei pressi di piazza Kennedy, seduti al tavolino di un bar, informale e amichevole. Dopo le presentazioni si apre subito l’argomento “libri” con i due scrittori a confronto e si scopre che Tobias aveva giĂ  dei libri di Dionesalvi, il quale con ironia racconta “io scrivo libri non per fare soldi ma per perdere soldi” e regala a Tobias il suo ultimo lavoro. I due parlano soprattutto della storia ultras italiana che, racconta Claudio, è un mondo a parte: “Lo stadio è come un tempio mostrare e gli striscioni e i cori, come dire una messa. Tanti gli argomenti affrontati: dalla tessera del tifoso alle divisioni ultras: “Mi dispiace, siamo stati manovrati e ci siamo cascati”.

Reggina – Cosenza, vittoria in terra amaranto dopo 58 anni

Il viaggio per conoscere il mondo ultras di Cosenza, per Tobias Jones, continua poi alla “Casa degli ultrĂ ” a via Milelli. Qui l’accoglienza è festosa e il fatto che alcuni ragazzi parlino bene l’inglese, mette subito a proprio agio il giornalista della BBC al quale viene raccontato il progetto nato in quello stabile, abbandonato al degrado e poi riqualificato. “Siamo solo agli inizi, vogliamo che la cosa si allarghi, che le curve escano dagli stadi e che ogni tifoseria abbia un progetto simile quindi che ci sia una “casa degli ultrà” in ogni cittĂ ”. tobiasjones101

Tobias riceve una sciarpa del Cosenza e l’invito a partecipare, il giorno dopo (martedì) alla trasferta di Reggio Calabria. E così Marco Belmonte, accompagna Tobias allo store dove esegue tutte le procedure per il rilascio della tessera del tifoso e per l’acquisto del biglietto. Il giorno seguente, Tobias in tenuta stadio, pantalone mimetico, sciarpa e anfibi in clima derby, insieme a Marco parte alla volta del Granillo circondato dai tifosi e in un clima di festa: tra pane, formaggi e salsiccia, panini e un bicchiere di vino che non può mancare.

Il giornalista inglese resta affascinato dalla moltitudine di colori, “canti” (così li chiama). E dopo le prime tensioni, arrivati nella cittĂ  amaranto, inizia la partita tra cori, tamburi e stendardi. Lui esulta e canta insieme ai ragazzi. Il terzo e ultimo giorno del suo tour tra i colori rosso e blu di Cosenza è davvero ricchissimo. La prima tappa è negli studi di Rlb Radioattiva, storica radio che ha trasmesso gli anni migliori del Cosenza Calcio con un’intervista amichevole e informale con Simona Gambaro e Francesco Straticò.

ASCOLTA L’INTERVISTA

Ultimo giorno per Tobias, dicevamo, con Sergio Crocco che lo ha accolto nella sede in via Rebecchi dell’associazione “La Terra di Piero” per parlare dei viaggi in Africa e di Piero Romeo, un ragazzo umile, disponibile e con un cuore enorme. Sergio ha raccontato a Tobias la storia del tifo organizzato a Cosenza, da Valente a “prima linea 78” e poi ancora “Gigino u lupu” figura rappresentativa del tifo cosentino. Il presidente dell’associazione cosentina, ha parlato anche dei tempi di Padre Fedele: “lui era sempre lì, a sedare la rissa prendendo a volte anche qualche colpo”. E poi ancora le curiositĂ  di Tobias che chiede a Crocco qual’è stato, per lui, il giocatore piĂą forte che ha mai visto?”… Sergio non esita: “Gigi Marulla”. L’incontro prosegue sulla scia della storia ultras, che per Sergio è praticamente finita ormai in Italia: “Se avessi 15 anni farei altro oggi, gli ultras per me sono morti in italia, ma avrei scelto sicuramente di appoggiare la Terra di Piero”. E con un regalo a Tobias (la sciarpa la Terra di Piero, il libro Conzativicci e le sue opere in dvd) si chiude il primo viaggio del giornalista inglese a Cosenza, dove ha conosciuto una realtĂ  variegata, una storia importante, due colori sentiti ma… dice sorridendo: “il vostro dialetto è davvero difficile… a presto!”.




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