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Juventus-Roma: Conte “punisce” Zeman con gli interessi

TORINO – Disastro giallorosso in tre mosse e diciotto minuti. Juventus-Roma non era solo una partita di calcio, ma una sfida nelle sfide. Una partita dal sapore decisamente speciale, per via di quelle continue dichiarazioni al vetriolo del boemo Zeman, rilasciate in più occasioni contro la Vecchia Signora per il suo “ruolo” nella vicendfa calciopoli, per gli attacchi ad Antonio Conte e al suo coinvogimento nel calcioscommesse, per il suo atteggiamento verso gli arbitri per quel suo “potere” nel Palazzo del calcio.Juventus-Roma non era solo una partita,

valida per i tre punti, o per stabilire se i giallorossi fossero veramente l’eventuale inseguitrice della “”lepre” bianconera, ma era la partita, la partita dei veleni, delle chiacchiere e dei commenti. Una partitra che i bianconeri vcincono e stravincono, rendendo la formazione capitolina cos’ì brutta ed inguardabile da far pensare che quella scesa in campo allo Juventus Stadium non fosse nemmeno la vera “Giallorossa” per antonomasia. In auna sola serata e in ben 18′ i bianconeri hanno, non solo dato una lezione di calcio agli avversari, ma soprattutto zittito Zeman. Sì, perchè Potrebbe sembrare strano, ma il 4-1 alla fine è un risultato che va stretto alla Juve. Nella partita più attesa di questo inizio stagione, carica di significati soprattutto fuori dal campo, la squadra di Carrera schianta la Roma con una facilità tale da non sembrare vera. In un primo tempo choc per i giallorossi (gol di Pirlo, Vidal e Matri, oltre alle traverse di Marchisio e Vucinic), Zeman, il grande sconfitto della serata, osserva attonito lo show bianconero. Molle e inerte, la Roma tenta di entrare in partita solo nella ripresa, quando i giochi ormai sono fatti da tempo. Al rigore trasformato da Osvaldo risponde nel finale Giovinco. Trascinata da un Marchisio scintillante, la Juve continua quindi la sua corsa inarrestabile in testa alla classifica, colleziona il 45esimo risultato utile consecutivo (il record del Milan capelliano è di 58) e aspetta ora la risposta del Napoli, impegnato a Genova con la Sampdoria.
SOLO LA JUVE – La non-partita della Roma inizia all’8′, quando Matri e Marchisio arrivano in ritardo su una palla tagliata in mezza all’area di Caceres. Prove generali dell’azione che porta tre minuti dopo la Juve in vantaggio. Marchisio, lanciato verso l’area romanista, viene spinto da Taddei: Rizzoli assegna la punizione dal limite. Pirlo prende la mira e la piazza sul palo di Stekelenburg, ma l’olandese forse coperto da un paio di compagni non abbozza neanche un tentativo di intervento e lascia passare la palla in rete. Il tempo di esultare e i bianconeri sono di nuovo a creare panico in area giallorossa. Al termine di un’azione rocambolesca, tra tiri ripetuti e salvataggi scomposti, Castan devia con il braccio una conclusione di Matri. È rigore, che Vidal con freddezza realizza per il 2-0. Sono passati appena 16′, ma per la Roma l’incubo è appena iniziato. Il timido tentativo di Lamela, che smarcato in area da Totti manda a lato da ottima posizione, è solo una breve illusione. Completamente allo sbando, la squadra di Zeman non ha la forza di reagire allo strapotere juventino e crolla senza lottare. La terza rete arriva al 19′ con Matri, presentatosi a tu per tu con Stekelenburg grazie ad un preciso lancio di Vidal. Il passivo potrebbe diventare ancora più pesante, ma la traversa dà una mano alla Roma fermando prima Marchisio e poi Vucinic. Nel disastro romanista del primo tempo c’è anche il tempo per la sostituzione di Balzaretti, uscito sofferente e sostituito dal brasiliano Marquinhos che si piazza a destra con lo spostamento di Taddei sull’altra fascia.
OSVALDO NON BASTA – L’intervallo non cambia l’inerzia della gara. Nei primi 2′ della ripresa la Juve ne potrebbe segnare almeno un paio. Dopo trenta secondi Stekelenburg si allunga respingendo un gran tiro di Vucinic. Il portiere olandese si ripete sull’azione successiva fermando Matri lanciato ancora a rete. Zeman prova a cambiare qualcosa inserendo Destro e Perrotta per Totti e Tachtsidis. Padrona del campo, la squadra di Carrera rallenta un po’ i ritmi consentendo alla Roma di rifiatare. È l’unico errore della Juve, che infatti consente ai giallorossi di affacciarsi in attacco e trovare anche il gol. Fallo in area di Bonucci su Destro, rigore realizzato da Osvaldo. È ancora il 24′, ma la Roma non ha la forza di tentare la disperata rimonta. Carrera sostituisce Marchisio e Matri per Asamoah e Giovinco, ma ormai la gara ha poco da dire. C’è solo il tempo per applaudire la firma finale dell’ex Parma.