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Pensavo fosse un butirro invece era un acido

Una vera e propria bontĂ  di burro con il formaggio intorno in una forma quasi a sacchetto… questo il famoso e buonissimo butirro calabrese…

 

E’ uno dei tanti prodotti della nostra terra. Alla lettura della notizia che nelle zone presilane e silane ci fossero tracce sopra il livello di guardia di acido butirrico la mia mente, ignorante, è volata direttamente sul butirro… invece.

In scienze a scuola non andavo granchè quindi le mie lacune son rimaste, ma se in realtà non si tratta di inquinamento da butirro, si tratta di inquinamento da sversamento, sembrerebbe non controllato, di: acido butirrico che si rinviene a seguito dei processi di rancidificazione (idrolisi) di detti grassi soprattutto nel burro rancido, nei formaggi stagionati (come Parmigiano Reggiano e Grana Padano), eccetera.

Si forma in precisi processi di fermentazione degli zuccheri (fermentazione butirrica), e per i processi di digestione gastrica dei grassi, iniziante con l’idrolisi degli esteri gliceridi ad opera dell’acido cloridrico, si rinviene insieme agli altri acidi deboli nel vomito, oltre che nei frutti del Ginkgo biloba.

L’acido butirrico è caratterizzato dall’odore poco gradevole se presente in elevata concentrazione e dal sapore acre, con un retrogusto dolciastro (fonte autorevole Wikipedia). Allora se nessuno interviene, in primis la Regione Calabria, la parola d’ordine per “campare” è: chiudete le finestre! Ebbene si perchĂ© la “puzza” è tanta ed insopportabile.

Dopo il Mare da bere… la Montagna da respirare… in Calabria siamo capaci di questo ed altro!

E allora “go”…. andiamo… con i nostri fratelli chimici… regionedovesei.it!!!!!… qualcuno mi dice ancora al ristorante dopo la manifestazione di sabato… mah!…