(VIDEO) Utilizzavano la tecnica del card sharing per guardare le pay tv a “scrocco”: tra i clienti un cosentino

Denunce e arresti in tutta Italia. Sequestrati decoder e apparati informatici e decine di hard disk. Identificati 83 clienti che truffavano le piattaforme televisive a pagamento. Tra questi anche un cosentino

 

TRENTO – Un’associazione a delinquere radicata in più regioni e dedita al fenomeno illegale del ‘card sharing’, ossia la condivisione illecita, attraverso Internet di contenuti televisivi e di servizi di alcune tra le maggiori piattaforme televisive a pagamento e dei loro numerosissimi clienti. Truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Trento in collaborazione con altri reparti, che ha effettuato perquisizioni con sequestri, in Trentino Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Veneto e Calabria.

Sequestrati decoder e apparati informatici – L’indagine, durata circa un anno è stata condotta dall’unità di ricerca informativa del Comando Provinciale di Trento ed è stata coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica di Trento. Sono stati sequestrati una serie di decoder, apparati informatici, PC e hard disk, usati dai presunti associati e dai clienti per guardare in chiaro i contenuti televisivi a pagamento senza avere regolare abbonamento. Il danno al mercato di settore può essere stimato in circa un milione di euro, con un conseguente danno per l’Erario, derivante dal mancato introito della relativa tassazione fiscale.

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Fornivano accesso a server esteri per vedere in chiaro programmi PayTV – Con un canone mensile, l’organizzazione forniva ai clienti le keys digitali per accesso ad alcuni server esteri, necessarie per leggere in chiaro tutti i programmi televisivi a pacchetto e pay per view di alcune tra le maggiori società di settore, attraverso apparati in gran parte forniti dalla stessa organizzazione (decoder client) già modificati per la ricezione delle trasmissioni Oip (Over internet protocol). Il servizio offerto dall’organizzazione, in piena distorsione del mercato di settore, comprendeva la totalità dei pacchetti e programmi televisivi forniti a pagamento, in particolare, Sky e Mediaset Premium. con un risparmio che arrivava anche all’80% del listino ufficiale, a cui si affiancava un’assistenza a 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sia on-line (telefonica ed in remoto via internet), sia a domicilio, nei casi in cui risultava necessario intervenire di persona sull’apparecchio di ricezione modificato.

Centinaia di clienti a “scrocco” in tutta Italia. Uno anche a Cosenza– Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Trento (procuratore capo Giuseppe Amato e pubblico ministero Davide Ognibene), hanno permesso di denunciare tutti e nove i presunti componenti dell’associazione per delinquere (2 residenti in provincia di Trento, 5 a Roma, uno a Viterbo e uno a L’Aquila) e di identificare e segnalare 83 clienti (28 residenti in Trentino, 50 a Roma, 2 a L’Aquila, uno a Rieti, uno a Verona e uno a Cosenza), anch’essi destinatari delle perquisizioni in atto e, in quanto utilizzatori dei decoder modificati e dell’illecito servizio, passibili di sanzioni penali. Secondo l’accusa si tratta di un’associazione a delinquere finalizzata all’illecita vendita, installazione e modifica di apparati atti alla decodifica di trasmissioni ad accesso condizionato e alla frode informatica a livello nazionale.