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Unical, appello al rettore Crisci: “Salvate gli ex idonei non beneficiari”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione da Antonio Bonifati, rappresentante degli studenti – Commissione paritetica Dipartimento Studi umanistici dell’Unical.

RENDE (CS) – “Ancora una volta l’Università della Calabria approva un Bando Tasse e Contributi che possiamo senza dubbio considerare il peggiore degli ultimi anni. Il nuovo bando rappresenta un vulnus al sistema di solidarietà e di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione calabrese ovvero gli studenti stessi. Alle dimostranze dei senatori accademici degli studenti, Ceravolo, Militerno e Verano che hanno denunciato, nei giorni scorsi, come il bando contenga tutta una serie di inique novità per gli studenti, dalla richiesta di un deposito cauzionale di 100 euro per il posto letto, ai 50 euro richiesti a coloro che intendono soggiornare nelle strutture del campus anche durante i periodi di ferie (gli studenti internazionali per lo più), l’aumento di 5 euro della prima rata destinati a generiche voci, al contenimento dei benefit per gli studenti portatori di handicap, si aggiunge, e questa secondo me è la più grave mancanza del massimo organo di governo, il non essere intervenuti rispetto ai limiti di reddito per la richiesta della borsa di studio.

Il decreto rettorale infatti ha mantenuto fermi i limiti previsti per la richiesta dei benefici di borsa e contributi: come lo scorso anno, oltre ai giusti requisiti di merito, uno studente dovrà dimostrare di avere un ISEEU inferiore ai 15875 euro e un ISPEU inferiore ai 27811 euro. La riconferma di questi limiti è una vera e propria beffa ai danni di tantissimi studenti dell’Unical in quanto per via della riforma del catasto voluta da Renzi che ha coattivamente aumentato del 60% il valore catastale degli immobili, e in virtù dei nuovi criteri che vengono utilizzati per il calcolo dell’Isee, tantissimi studenti che lo scorso anno avevano potuto partecipare alla domanda di borsa di studio, risultando Idonei Non Beneficiari, una figura vergognosa per una comunità civile, ma che comunque permetteva a questi di pagare solo 25 euro di prima rata, di non pagare la seconda e avere delle agevolazioni per il servizio mensa, da quest’anno, proprio in virtù di quelle modifiche di cui ho prima parlato, non potranno nemmeno presentare la domanda. Infatti con queste riforme la cosa sconcertante è che un nucleo familiare che, rispetto all’anno scorso, non ha mutato di un solo euro la propria situazione reddituale sia di persona che patrimoniale, si vedrà aumentati in modo sproporzionato verso l’alto gli indici ISEE ed ISPEU.

Non considerando gli effetti della riforma del catasto e dei nuovi meccanismi per determinare il nuovo Isee e mantenendo inalterati i valori massimali per la presentazione della domanda di borsa di studio, moltissimi studenti saranno, pur avendo fatto enormi sacrifici per raggiungere almeno i crediti necessari per fare la domanda di borsa di studio, impossibilitati ad inoltrare la domanda. La cosa più triste in assoluto è che si continua a dire che non si poteva fare nulla, che i limiti sono imposti dal ministero. Falso. Basterebbe farsi un giro su internet e guardare i bandi di borsa di altri atenei statali, come quello di Bologna o quello della Sapienza, per verificare che sia il limite massimo di ISEE ma soprattutto quello ISEU sono molto più alti rispetto a quelli imposti dall’Università della Calabria per poter presentare la domanda di borsa. Oltretutto il nostro bando parla di ISEU ed ISPEU, che da un punto di vista tecnico non esistono nemmeno più.La soluzione più dignitosa e che potrebbe salvare questa incresciosa situazione che andrà a penalizzare moltissimi studenti e le relative famiglie, che con enormi sacrifici mantengono i propri figli all’Università per dargli almeno la speranza di un futuro più roseo, sarebbe stato quello di aumentare i limiti massimi di ISEE a 20.000 euro, ed ISPEU a poco meno di 40.000 euro, ciò garantirebbe a chi, negli scorsi anni aveva i requisiti reddituali per far domanda di borsa di continuarla a fare. A chi dice che questo comporterebbe un aumento sproporzionato degli idonei e che potrebbe arrecare un buco nelle casse dell’Ateneo, rispondo solo che si potrebbe introdurre una norma di salvaguardia, ovvero che una volta che sono stati raggiunti i limiti di budget per erogare le borse o continuare a dare benefici agli studenti, questi ultimi pagherebbero le tasse e i servizi come tutti gli studenti che non hanno diritto ai benefici. In che modo? Attraverso una graduatoria di merito per gli anni successivi al primo, e di reddito per gli studenti dei primi anni delle triennali e delle magistrali. Ancora non si può intervenire, ancora questo scandalo umano si può evitare. Al Rettore l’invito di considerare questo mio appello e di sanare la situazione”.