Cliniche private a Cosenza, Poggi risponde alla CGIL: ”Io non porto i soldi in Svizzera”

Sulle accuse mosse dai sindacati CGIL ed USB in merito ai mancati pagamenti dei lavoratori delle cliniche Villa Silvio, Villa Toscano e Villa Santo Stefano la dirigenza intende rendere nota la propria posizione.

 

COSENZA – Massimo Poggi Madarena, Legale Rappresentante della Medical Sport Center S.r.l. affidataria della Residenza Sanitaria Assistenziale e Riabilitativa Villa Torano e Legale Rappresentante dell’Associazione Interregionale Vivere Insieme, affidataria delle RSA Villa Silvia e Villa Santo Stefano, in merito ai fatti ascritti alle strutture in oggetto, contesta che non si comprende, e si stigmatizza fortemente, il richiamo a presunte minacce di mancato pagamento degli stipendi del 2015, che per preciso modus vivendi dell’istante, mai sarebbero e mai sono state avanzate nei riguardi del proprio personale, che, in verità, rappresenta (come ha sempre rappresentato) il fulcro nevralgico delle proprie strutture e che viene, sempre, portato ad esempio in tutte le più svariate occasioni, riconoscendo allo stesso, il ruolo preminente e indiscusso di vero sostegno dell’azienda, che ha compreso, appieno, la reale situazione negativa vissuta con la Regione Calabria.

 

Ancora, riguardo i bilanci, per quanto concernente le proprie strutture, non risulta al sottoscritto che gli stessi siano mai stati celati a chicchessia; anzi, più volte, vengono evidenziati, per far meglio comprendere come i ritardi nel pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, siano da ricondurre ai ritardi accumulati dal Dipartimento dei Servizi Sociali nella corresponsione della quota di competenza, (circa 39 mensilità arretrate negli ultimi settanta mesi). Senza contare, di poi, come la D.G.R. 125/2009 abbia abbattuto le rette, diminuendole sensibilmente nel mese di Aprile 2009, e retrocedendole al 01.08.2008, e come, benanche, il Regolamento Regionale n. 13 dell’01.09.2009 abbia obbligato gli erogatori della sanità ad adeguarsi ai nuovi oneri di cui al ridetto regolamento (con maggiori spese), nonchè la Regione a rideterminare una nuova retta entro 60 giorni.

 

A tutt’oggi, però, si precisa, mentre gli erogatori sono stati costretti ad adeguarsi a tutti i nuovi dettami di legge, a pena di decadenza dell’accreditamento, la Regione non ha ancora rideterminato alcunché, nonostante il Tar Calabria dal 2012 ad oggi abbia sollecitato la definizione delle nuove tariffe. A ciò aggiungansi ulteriori solleciti dello stesso TAR Calabria, esperiti nel 2014 e nel 2015. Riguardo, di poi, l’asserzione del sindacalista Iorno, che gli incassi dall’ASP di Cosenza verrebbero trasferiti in banche svizzere, qualora la stessa si riferisca al gruppo rappresentato dal sottoscrittore, è bene rimarcare come la fantasiosa illazione si smentisca da sola, risultando questa solo una ulteriore calunnia, che sarà posta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, con l’aggravante di costituire l’attribuzione di un fatto specifico e determinato, assolutamente insussistente.

 

Infine, in merito all’ulteriore fantomatica accusa di utilizzare il personale per prestazioni superiori a quelle pianificate, in quanto le cliniche accetterebbero più pazienti rispetto di quanto previsto dalla convenzione, si contesta anche tale ennesima congettura e si puntualizza come da Dicembre 2014 ad oggi, le strutture, amministrate da chi scrive, abbiano registrato un vistoso e considerevole calo dei ricoveri, senza però far ricadere alcuna penalizzazione sulla testa dei relativi lavoratori (ad es. licenziamenti, riduzione orari, cassa integrazione, ecc.). Per quanto sopra, si auspica di aver chiarito, seppur a grandi linee, la deplorevole lettura, descritta nelle dichiarazioni rese alla stampa dalla CGIL.