La Sila si prepara a tre giornate di studio sulle farfalle del Parco Nazionale

La ricerca servirà a capire quale influenza hanno sui lepidotteri i cambiamenti ambientali registrati nell’area del Mediterraneo.


CATANZARO – Tre giornate di studio in campo dedicate alle farfalle saranno effettuate nel Parco Nazionale della Sila, partner del progetto in occasione della seconda “Settimana delle Farfalle” organizzata dal team di ricercatori internazionali del progetto “Barcoding delle Farfalle Italiane” (BIB) fra Basilicata e Calabria. “La prima edizione – spiega l’ente parco – si e’ svolta con grande successo nel 2014 nelle isole dell”Arcipelago Toscano e quella del 2015 e’ ormai pronta a partire tra la Calabria e la Basilicata. Si tratta di un’iniziativa di ricerca che coinvolge ricercatori e cittadini in una diversa destinazione, cosi’ che per una settimana un gruppo di ricercatori internazionali viaggia attraverso splendide regioni italiane per raccogliere e studiare le farfalle allo scopo di scoprirne e descriverne la diversita’, ancora in gran parte sconosciuta.

 

Durante questi viaggi i ricercatori incontrano il pubblico per spiegare l’importanza delle farfalle e per coinvolgere i cittadini nella collezione e nelle azioni di conservazione”. In particolare, i ricercatori coinvolti nello studio Sabato 6 giugno promuoveranno una giornata scientifico-divulgativa, dal titolo “Alla scoperta delle farfalle della Sila”, allo scopo di far conoscere il progetto e la biodiversita’ del Parco della Sila ai turisti e, piu’ in generale, agli appassionati di montagna. L’evento avra’ inizio alle 9.30 con il raduno dei partecipanti al Centro Visita del Cupone (Camigliatello Silano); alle 10 ci si muovera’ verso la Fossiata per poi percorrere a piedi l’itinerario Fossiata-Sbanditi-Macchialonga e rientrare verso le 14. “Lungo l’itinerario – recita la nota – i ricercatori saranno a disposizione dei partecipanti, che potranno approfondire le conoscenze sulle farfalle e sui lepidotteri in generale.

 

Sara’ presente Stefano Scalercio, ricercatore dell’Unita’ di Ricerca per la Selvicoltura in Ambiente Mediterraneo coinvolto nel progetto BIB, che studia la distribuzione delle specie di lepidotteri nel paesaggio mediterraneo al fine di valutare i rischi che le farfalle corrono a causa di cambiamenti ambientali di diversa origine. Calabria e Basilicata sono state scelte per la Butterfly Week perché sono situate in una posizione chiave nel Mediterraneo, infatti uniscono due tra le aree di maggior ricchezza e individualità genetica conosciute in Europa, il comprensorio Alpino-Appenninico e la Sicilia”. I ricercatori evidenziano che “le indagini preliminari dal progetto Barcoding suggeriscono che l’Appennino meridionale rappresenta una chiave di volta dove si incontrano e si mescolano popolazioni provenienti da una gran numero di aree diverse (Sicilia, Alpi, Balcani) a seguito della complessa evoluzione climatica degli ultimi millenni e delle ultime decine e centinaia di migliaia di anni. Portare alla luce una tale miniera di diversita’ rappresenta il punto di partenza per provvedere al suo mantenimento tramite la pianificazione di azioni specifiche basate su rigorose analisi genetiche e biogeografiche”.