Elezioni a Marano Marchesato e presunto voto di scambio con clan Rango – Abbruzzese, nove indagati

Il vicesindaco Belmonte, dirigente del Metropolis, avrebbe dovuto ‘regalare’ almeno cinque posti di lavoro in cambio del sostegno ricevuto dalla ‘ndrina.

 

 
COSENZA – Nove persone sono indagate nell’ambito delle indagini sugli atti intimidatori perpetrati il 7 maggio del 2014 nei confronti del sindaco, del vice sindaco e di un assessore del comune di Marano Marchesato. I Carabinieri del Reparto Operativo di Cosenza, nella mattinata di oggi, hanno notificato, nel capoluogo e a Marano Marchesato , i relativi avvisi di garanzia ed il contestuale decreto di perquisizione, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, dei i reati di voto di scambio aggravato dal metodo mafioso in concorso e tentata estorsione in concorso. Nel corso delle perquisizioni di stamane inoltre è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro un giubbetto antiproiettile in casa di Sharon Indrieri e Domenico Mignolo, quest’ultimo genero di Antonio Intrieri imprenditore edile ritenuto elemento di spicco del clan Rango – Bruzzese.

 

L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Investigativo e coordinata dal Sostituto Procuratore della D.D.A. Pierpaolo Bruni, avrebbe permesso agli inquirenti di raccogliere elementi a carico dei destinatari dei provvedimenti, ritenuti responsabili di aver indirizzato, con metodo mafioso, le elezioni amministrative comunali di Marano Marchesato, avvenute nel maggio 2013, e successivamente di aver tentato di estorcere agli amministratori eletti, con minacce e violenze, posti di lavoro. Esplicativo fu il ‘pizzino’ ritrovato sul parabrezza del vicesindaco in cui era scritto ‘I voti sono stati dati. Se entro fine mese non escono 5 posti di lavoro in Comune e al Metropolis, ogni singolo voto diventerà un colpo di pistola sulla vostra pelle’. Le indagini tempo addietro avevano portato ad isolare dal bigliettino minatorio, accompagnato da un proiettile calibro 7.65 e da quattro margherite viola, il DNA del 28enne Domenico Mignolo, presunto affiliato alla cosca Rango – Bruzzese. Insieme ad Alberto Ruffolo ed Alberto Novello, Mignolo fu quindi condannato nel Marzo scorso ad un anno ed otto mesi di reclusione per aver dato al rogo le vetture del sindaco Eduardo Vivacqua e dell’assessore Domenico Carbone. Quest’ultimi interrogati dagli inquirenti hanno hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

 

GLI INDAGATI

– Eduardo Vivacqua

– Giuseppe Belmonte

– Domenico Carbone

– Antonio Intrieri

– Domenico Mignolo

– Francesco Vivacqua

– Alberto Ruffolo

– Alberto Novello

– Sharon Intrieri

Il sindaco Vivacqua: “Non capisco ciò che è accaduto”.
“E’ una situazione assurda che devo chiarire con i miei legali”. Queste le parole del primo cittadino di Marano, Eduardo Vivacqua:  “Sono disponibile – ha aggiunto Vivacqua – a fornire ogni eventuale chiarimento agli inquirenti”.