Le mani della 'ndrangheta sull'oro nero: "frutta più della droga" - QuiCosenza.it
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Calabria

Le mani della ‘ndrangheta sull’oro nero: “frutta più della droga”

Il procuratore Nicola Gratteri riporta lo stralcio di un’intercettazione ambientale sul business del petrolio e la “nefasta sinergia” tra mafia e colletti bianchi

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COSENZA – “Ci sta fruttando più della droga” è lo stralcio di una intercettazione ambientale riportata da uno degli indagati coinvolto nel blitz “Petrolmafie Spa”. A riferirlo il l procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa sull’operazione congiunta di questa mattina e avviata dalle procure di Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e di Eurojust. L’indagine – che ha portato al sequestro di beni per circa un miliardo di euro e ha dato esecuzione a provvedimenti cautelari a carico di una settantina di persone – è “un filone di Rinascita-Scott –  ha detto Gratteri – perché contempla uno degli aspetti del riciclaggio operato dalla famiglia Mancuso di Limbadi”.

Sinergia tra ‘ndrangheta e colletti bianchi

Una “nefasta sinergia” tra mafie e colletti bianchi, senza l’apporto dei quali le prime difficilmente avrebbero potuto far fruttare al massimo le frodi fiscali nel settore degli oli minerali. E’ quella portata alla luce dall’operazione ‘Petrolmafie Spa’. Dalle indagini è emersa, riferiscono gli investigatori, “la gigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose originariamente diverse nel business della illecita commercializzazione di carburanti e del riciclaggio di centinaia di milioni di euro in società petrolifere intestate a soggetti insospettabili, meri prestanome”. A condurre le indagini i finanzieri dei Nuclei di Polizia economico finanziaria e dello Scico di Roma nonché, su Catanzaro, del Ros dei carabinieri che hanno evidenziato il coinvolgimento del clan camorristico Moccia nel controllo delle frodi negli oli minerali, e dei clan di ‘ndrangheta Piromalli, Cataldo, Labate, Pelle e Italiano nel Reggino e Bonavota di S. Onofrio, gruppo di San Gregorio, Anello di Filadelfia e Piscopisani a Catanzaro.

Petrolmafie Spa “un filone di Rinascita-Scott”

Sul versante delle indagini sulla ‘ndrangheta, l’indagine, avviata nel giugno 2018 dalla Dda di Catanzaro quale prosecuzione dell’operazione “Rinascita-Scott”, si è incentrata sulle figure di alcuni imprenditori vibonesi, attivi nel settore del commercio di carburanti, ritenuti espressione della cosca Mancuso di Limbadi, e collegati alle articolazioni Bonavota, Anello e Piscopisani nel vibonese e Piromalli, Italiano e Pelle nel reggino. Sono stati accertati due sistemi di frode, riguardanti il commercio del gasolio, attraverso il coinvolgimento di 12 società, 5 depositi di carburante e 37 distributori stradali, elaborati, organizzati e messi in atto proprio dagli indagati. Oltre all’evasione dell’Iva e delle accise su prodotti petroliferi, l’associazione avrebbe commesso innumerevoli reati fiscali ed economici. La frode consisteva nell’importazione, perlopiù dall’est-Europa, di prodotti petroliferi artefatti e oli lubrificanti, successivamente immessi in commercio come gasolio per autotrazione. Un’altra tipologia di frode, riconducibile a una seconda associazione, contemplava lo strumentale ricorso al deposito fiscale romano dalla società Made Petrol Italia promossa e organizzata a Vibo con il contributo dei medesimi imprenditori vibonesi e con la partecipazione di indagati, soprattutto romani e napoletani, intranei ad associazioni camorristiche napoletane. A Reggio Calabria, infine, le indagini hanno riguardato una struttura organizzata, attiva nel commercio di prodotti petroliferi, ritenuta responsabile di aver utilizzato sistemi di frode allo scopo principale di evadere le imposte attraverso l’emissione e l’utilizzo delle “Dichiarazioni di Intento”.

Clan camorristi e i rapporti con Max Petroli SRL

Sul fronte anti-camorra hanno operato le Dda di Napoli e Roma con indagini, rispettivamente, sul clan Moccia – ritenuto uno dei più potenti e pericolosi dell’organizzazione camorristica – e sulla Max Petroli. Dalle indagini è emerso il rapporto avviato dal gruppo con la Max Petroli SRL – ora Made Petrol Italia – di Anna Bettozzi. Quest’ultima, secondo l’accusa, trovandosi a gestire una società in grave crisi finanziaria, sarebbe riuscita a ottenere forti iniezioni di liquidità da parte di vari clan di camorra, riuscendo a far passare il volume d’affari da 9 a 370 milioni di euro in tre anni. Anna Bettozzi, per l’accusa, avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i classici sistemi di frode con 20 società “cartiere” per eludere con la Made Petrol le pretese erariali. La rilevanza del business dei Moccia provoca anche reazioni violente da parte di altri clan della camorra. Alberto Coppola, per esempio, subisce due attentati prima che Antonio Moccia riesca ad imporre una pax mafiosa.

Calabria

Contagi senza sosta in Calabria. Da ieri altri 577 casi, nel cosentino sono +234

Oltre 4mila tamponi processati e contagi nuovamente vicino a quota 600, con la provincia di Cosenza che rimane la più colpita

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COSENZA – Dopo il calo di ieri, dovuto al basso numero di tamponi analizzati, torna a salire sopra quota 500 il numero dei nuovi contagi in Calabria. Quasi la metà dei casi accertati nelle ultime 24 ore arriva ancora una volta dalla provincia di Cosenza che resta di gran lunga la più colpita con 4 comuni in zona rossa e diversi che hanno chiuso le scuole e introdotto misure più restrittive. Rispetto a ieri resta stabile il numero dei ricoveri in area medica mentre cresce nelle terapie intensive. Cresce di poco il numero delle vittime, quasi tutte nel cosentino.

Oltre 4mila tamponi processati

Sono +577 i nuovi positivi accertati oggi dal dipartimento salute (ieri erano stati +226) con un deciso numero dei tamponi analizzati, sia molecolari che antigenici: ne sono stati processati 4.086(ieri erano stati 1.887). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 663.250 soggetti per un totale di 708.566 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la regione raggiunge i 52.484 casi totali da inizio pandemia.

La provincia di Cosenza resta la più colpita

Per quanto riguarda i contagi nel cosentino oggi sono stati accertati +234 nuovi contagi (in deciso aumento rispetto ai +118 di ieri). Segue la provincia di Reggio Calabria, che registra un ulteriore crescita con +143 nuovi casi, e quella di Catanzaro con +92 positivi. Tornano a crescere i contagi anche nella provincia di Crotone che dallo zero di ieri passa ai +83 di oggi. Stessa cosa in provincia di Vibo Valentia che ieri non aveva fatto registrare nuovi casi mentre oggi sono +19. infine 6 nuovi casi tra persone residenti in altre Regioni o stati esteri.

Quattro le vittime, tre a Cosenza

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, non si arresta la crescita continua delle persone attualmente positive che restano sopra quota 12mila: sono in totale 12.907 i casi attivi al momento, 337 in più rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 38.667, con un incremento di 236 persone in più. Rispetto a ieri sale il dato sulle vittime. Sono 4 i decessi registrate nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 910: tre di questi nel cosentino e uno a Catanzaro.

Stabile il numero dei ricoveri, su le intensive

Cresce leggermente il numero dei ricoveri negli ospedali calabresi. Rimane invariato in area medica, mentre cresce di tre unità nelle terapie intensive. Ad oggi sono 514 le persone ricoverate complessivamente nei nosocomi calabresi. Di queste, 471 si trovano nei reparti di malattie infettive (+0) e 43 in terapia intensiva (+3). Infine sale a 12.393 il numero di persone in isolamento domiciliare, 334 in più rispetto a ieri. Di queste, 67 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 6.685 (117 in reparto AO di Cosenza; 28 in reparto al presidio di Rossano;18 al presidio ospedaliero di Acri; 27 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’Ospedale da Campo; 19 in terapia intensiva, 6.476 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.156 (9.746 guariti, 410 deceduti)

Catanzaro
ASI ATTIVI 2.856 (60 in reparto all’AO di Catanzaro; 11 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 29 in reparto all’AOU Mater Domini; 15 in terapia intensiva; 2.741 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.926 (4.817 guariti, 109 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 1.054 (37 in reparto; 1.017 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.670 (3.610 guariti, 60 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 450 (15 ricoverati, 435 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.144 (4071 guariti, 73 deceduti).

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.795 (107 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 22 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 1657 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.372 (16.114 guariti, 258 deceduti)

Altra Regione o stato estero CASI ATTIVI 67 (61 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti).

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Calabria

Caldo fuori stagione e gelo, raccolti devastati nel cosentino. Chiesto lo stato di calamità

Lo chiede Coldiretti alla Regione per diversi comuni della Calabria: “danni nelle campagne con cali della produzione agricola e perdita di reddito per gli agricoltori”

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COSENZA – “Una primavera in anticipo con una fioritura anticipata della vegetazione è stato un terreno fertile per l’ondata di freddo gelido nel fine settimana scorso che ha colpito duramente nelle campagne, dove le produzioni in molti territori sono state danneggiate, in particolare pesche e kiwi ma anche fragole e ortaggi”. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Calabria sugli effetti dell’ondata di freddo che ha devastato i raccolti in diverse aree della regione ed in particolare nei comuni interni del Fondo Valle del Crati, della piana di Rosarno – Gioia Tauro e nel lametino.

“Per quanto riguarda le serre – riferisce Coldiretti – è stato aumentato il livello di riscaldamento con costi aggiuntivi per le imprese. Una situazione ancora una volta pesante per molte imprese agricole che hanno perso nell’arco di una giornata il lavoro di un intero anno. Oltre a frutta e verdura, a rischio perché sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo. Ancora una volta i repentini cambiamenti climatici con un’alternanza, in questo caso, di caldo fuori stagione e freddo, creano danni nelle campagne con cali della produzione agricola e perdita di reddito per gli agricoltori”.

“La Regione attivi le procedure per lo stato urgente di calamità”

“Occorre che la Regione – chiede Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – attivi le procedure per la dichiarazione urgente dello stato di calamità, gli uffici della Coldiretti hanno iniziato una prima raccolta di dati. Sono ancora troppo poche le superfici assicurate ed è ormai necessario che le imprese prendano atto della situazione di cambiamento e, vista anche l’esiguità degli aiuti pubblici, agiscano in anticipo assicurando le proprie produzioni. Ricordo che Coldiretti ha promosso il Consorzio di Difesa (Co.Di.P.A.Cal) consorzio di imprenditori agricoli che opera per rispondere alle esigenze delle imprese nel dialogo istituzionale con gli organismi pubblici, su temi relativi al rischio e alla difesa delle colture, che sono sempre più soggette a perdite e danni da gelo, siccità/alluvioni ecc., stipulando polizze collettive calibrate su misura con le maggiori compagnie assicurative a tutela sempre del territorio e del lavoro degli imprenditori locali”

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Calabria

Il settore della bonifica è in stato di agitazione: «senza risposte rallentamenti nei Consorzi»

Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil Calabria chiedono alla Regione un incontro “urgente”: «La situazione è diventata insostenibile per i lavoratori»

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LAMEZIA TERME (CZ) Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil Calabria proclamano lo stato d’agitazione del settore della bonifica e chiedono alla Regione un incontro urgente «a seguito dell’ultima richiesta di incontro inviata in data 11.12.2020, a cui non ha fatto seguito alcuna risposta da parte dell’Assessorato regionale competente nonostante le successive sollecitazioni, rese note anche a mezzo stampa». Così «con la presente proclamano lo stato di agitazione dell’intero settore della bonifica calabrese», si legge nella comunicazione inviata dai Segretari generali regionali delle tre organizzazioni Michele Sapia, Bruno Costa e Andrea Luvarà all’Assessore Regionale all’Agricoltura e Forestazione, Gianluca Gallo e, per conoscenza, al Dirigente Generale Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, Giacomo Giovinazzo e al Presidente dell’Urbi-Anbi, Calabria Rocco Leonetti.

«Considerata la situazione sempre più insostenibile registrata nella maggior parte degli Enti consortili calabresi, per varie e diverse questioni che interessano lavoratori dipendenti ed anche lavoratori attualmente in quiescenza – si legge ancora nel testo –, si richiede la convocazione di un incontro urgente, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate in indirizzo, comprese le Organizzazioni Professionali Agricole regionali. Si precisa che, in assenza di risposte anche per quest’ultima comunicazione, le scriventi preannunciano, sin da ora, la possibilità di ulteriori iniziative sul territorio e a livello regionale, con il concreto rischio di rallentamenti nelle attività dei Consorzi, in particolare in riferimento all’imminente campagna di irrigazione».

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