Lavoratori della cultura e dello spettacolo Calabria: “da maggio chiediamo sostegno e ascolto”

Siamo tutti “Figli di Calabria”, scrive il movimento Approdi che raggruppa i lavoratori e le lavoratrici del settore della cultura e dello spettacolo e “in questo tempo assurdo intere categorie di lavoratori subiscono una sorta di “esproprio” del loro stesso futuro”

 

COSENZA – “L’emergenza sanitaria rende ulteriormente problematiche le relazioni e le modalità di ascolto tra le persone, e nel quale intere categorie di lavoratori subiscono una sorta di “esproprio” del loro stesso futuro. La notizia della scomparsa della Presidente Santelli – scrive il movimento Approdi – produce sgomento, tristezza, sincero cordoglio, che noi di Approdi abbiamo già tempestivamente espresso, attraverso un comunicato sui social, precisando che qualsiasi “differenziazione di visione politica o di orientamento culturale” non possono che passare in secondo piano di fronte alla tragedia della scomparsa di una “Figlia di Calabria”; come molti, con sincero empito poetico, hanno voluto definire Jole Santelli”.

“Le conseguenze di questo evento inatteso e drammatico, non colpiscono, però, solo la persona e la famiglia, non producono solo lo sgomento della Comunità dei Calabresi, raggiungono immediatamente i vertici della massima espressione politica e amministrativa del territorio e, in piena emergenza Covid19, addensano nubi minacciose sulle prospettive di un Governo regionale che, dovendo assumere per legge un profilo di Ordinaria Amministrazione fino alla nuova chiamata alle urne, si trova ad affrontare le sfide del protrarsi della pandemia, con i ridotti strumenti amministrativi e decisionali della Gestione Ordinaria”.

Approdi, movimento di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura già da maggio 2020, ha ininterrottamente sollecitato l’Ente allo scopo di ricevere dalla Giunta regionale il dovuto ascolto in merito alle tremende criticità che la pandemia ha generato nel nostro comparto, a tutti i livelli, sia nella declinazione delle attività relative alla formazione, all’organizzazione e alla produzione, sia riguardo a quelle attività in filiera che si riferiscono allo spettacolo dal vivo.

Il settore del “live”, primo a fermarsi e mai realmente ripartito

“Il nuovo DPCM nazionale produce ulteriori limitazioni operative al nostro settore: primo a fermarsi e mai realmente ripartito. Questo richiede, improrogabilmente, così come sul livello nazionale, anche in ambito regionale, una urgente necessità di adottare misure a favore di un settore che vede in attuale pericolo la propria stessa sopravvivenza. E come più volte sottolineato, Approdi non opera e lotta solo in quanto categoria o comparto, ovvero nella chiave di una rivendicazione di tipo settoriale o peggio ancora corporativo, al contrario guarda ed opera nella dimensione politica e civile della massima salvaguardia del tema Costituzionale del Diritto delle Comunità di vedersi garantito l’accesso alla libera fruizione dell’Arte e della Cultura. Proprio nelle ore che hanno preceduto il tragico evento della scomparsa della Presidente Santelli, il Movimento Approdi era in attesa di ricevere notizie sulla data di una nuova convocazione in Regione, convocazione richiesta, in collaborazione unitaria con la SLC CGL, con la prospettiva di aprire un Tavolo Paritetico tra Regione, Parti sociali e Rappresentanze sindacali del Settore Spettacolo e Cultura, avente come fine primario di istruire strumenti di immediato sostegno alle sofferenze che il comparto sopporta da marzo 2020 in conseguenza dell’emergenza sanitaria”.

“Considerata la nostra condizione di Lavoratori Spettacolo, nel contesto pandemico, la nostra preoccupazione è tangibile e produce inevitabilmente questa primaria urgenza: aprire un immediato confronto con la Regione Calabria che sia in primo luogo, un atto di riconoscimento della nostra presenza su un territorio che tanto potrebbe investire in questo campo, essendo ricco di storia, arte e cultura, attraverso un’azione di valorizzazione di quelleprofessionalità altamente qualificate che vi risiedono e che non trovano spesso altra alternativa che non sia l’emigrazione. Nel contesto attuale è necessaria quindi una presa d’atto dell’assoluta urgenza di fornire strumenti di sostegno e tutela. Siamo consapevoli che il “tempo” che l’Ente Regione sta attraversando sia ora inedito e complesso, ma sappiamo anche che questo è per i Lavoratori Spettacolo e Cultura un “tempo” che mette a rischio la loro stessa sopravvivenza. Vedere morire di stenti questo settore equivarrebbe a raddoppiare il dolore, e sarebbe un dolore sociale. E sarebbe una sconfitta della Funzione Pubblica. E sarebbe ciò che tutti noi “Figli di Calabria” non potremmo tollerare”.