Studenti dovranno rimborsare il “bonus cultura”, sequestro per un’azienda

Il Bonus Cultura è stanziato per spese legate alla cultura, come cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera

 

CROTONE – La Guardia di Finanza ha eseguito una verifica su oltre 4 mila soggetti che compiuto il diciottesimo anno di età nel corso del 2016, 2017 e 2018 hanno avuto diritto al beneficio, ed hanno scoperto che oltre l’80% non sarebbero state regolari. Accertati infatti 3.516 presunti illeciti amministrativi nei confronti di altrettanti ragazzi che ora dovranno rimborsare le somme. I provvedimenti arrivano al termine di una complessa indagine effettuata dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle fiamme gialle di Crotone, coordinati dalla Procura della Repubblica pitagorica, che hanno così eseguito anche un sequestro preventivo, disposto dal Gip Romina Rizzo, nei confronti di una società calabrese e di sei soggetti per i quali è stata dimostrata una indebita percezione, tra il 2017 e il 2018, di contributi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del cosiddetto Bonus Cultura.

Gli accertamenti hanno portato a svelare l’esistenza di un vero e proprio sistema, all’interno di una società, che attraverso delle false attestazioni trasmesse al Mibac, avrebbe consentito ai giovani fruitori del bonus di acquistare beni non previsti dalla normativa per un danno alle casse dello Stato di oltre 1,4 milioni di euro. Gli studenti, pertanto, dopo la notifica del verbale sono obbligati a pagare una sanzione che è pari al valore dei beni non ammessi al beneficio e che nella stragrande maggioranza si è rilevato relativo all’intero bonus, ovvero i 500 euro. Nei confronti dell’azienda controllata è stata invece inoltrata una segnalazione al Ministero dei Beni culturali per l’avvio della procedura di recupero dell’intero beneficio oggetto del presunto illecito. Sotto gli aspetti di carattere penale, poi, e in esecuzione del provvedimento giudiziario, le fiamme gialle crotonesi hanno eseguito il sequestro dei beni per un controvalore complessivo di più di 1,3 milioni: in particolare i sigilli sono scattati a quote societarie, denaro in contante, un immobile, conti correnti postali e bancari e cinque auto.