Coronavirus i dati della Prociv: 821 contagiati in Italia. Il tampone sul paziente di Cetraro all’ISS

Un secondo test effettuato sul paziente di Cetraro non avrebbe evidenziato positività. Si attende adesso l’esito definitivo dell’Istituto Superiore di Sanità. Il nuovo aggiornamento della Protezione Civile sui dati forniti dalle Regioni in Italia parla di 821 i contagiati da Coronavirus. La metà sta bene e non presenta sintomi

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COSENZA – Nel reparto di virologia dell’Annunziata di Cosenza il tampone naso faringeo eseguito sul paziente di Cetraro tornato dal lodigiano, è risultato positivo al Covid-19. Un secondo tampone eseguito, invece, non avrebbe riscontrato la presenza del coronavirus. Per questo si attende adesso la conferma definitiva dai risultati che saranno effettuati all’Istituto Superiore di Sanità dove è stato inviato il test come vogliono le linee guida del Ministero della Salute in caso di test positivo. Tra domani o dopodomani avremo la conferma dell’eventuale positività oppure che il paziente sia negativo.

Nel frattempo sono stati comunicati gli aggiornamenti con i numeri del Coronavirus in Italia forniti dalla protezione civile alle 18 di oggi con i dati comunicati dalle Regioni. In italia i contagiati sono 821 a cui si aggiungono 46 guariti e 21 deceduti. Per quanto riguarda le persone decedute, il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli ha precisato che si tratta di persone ultraottantenni con patologie pregresse e che la loro morte non è al momento attribuibile al coronavius ma bisognerà comunque effettuare dei test dall’Istituto Superiore della Sanità per capire se c’è una correlazione. Un dato che voglio sottolineare – ha aggiunto Borrelli – sugli 821 positivi la metà, ovvero 412, è asintomatica o presenta sintomi lievissimi. Per questo motivo resteranno in isolamento domiciliare. Sono 345 le persone ricoverate negli ospedali con sintomi e di queste 64 sono in terapia intensiva (+8 rispetto a ieri).

Borrelli ha tenuto a precisare che il numero di 821 è quello comunicato dalle Regioni e risulta diversamente più alto rispetto a quello dell’ISS (circa 383), visto che i dati della protezione civile tengono conto anche solo del primo tampone effettuato, mentre l’ISS certifica i positivi solo dopo aver effettuato un doppio o addirittura un triplo controllo. Anche se Borrelli ha precisato che l’ISS ad oggi ha confermato 383 casi su 383 esaminati e inviati dalle Regioni, segno dell’efficacia dei test effettuati dai laboratori sul territorio. Questo il quadro che viene gestito dalle regioni senza criticità anche dal punto di vista dell’assistenza. Prosegue regolarmente la vita nelle zone rosse – ha concluso Borrelli – dove in alcuni comuni da lunedì riapriranno le poste.

 

La conferenza stampa delle ore 18 

Sorveglianza epidemiologica affidata all’ISS

Due ordinanze le firmate dallo stesso Borrelli, affidamento all’Istituto Superiore della Sanità della sorveglianza epidemiologica e virologica e il potenziamento dei dispositivi di ventilazione negli ospedali per fronteggiare eventuali esigenze con un sistema potenziato. Stasera consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge per gli aiuti economici alle popolazione e un Dcpm che ridisegnerà le misure in quei territori regionali la dove ci sono scadenze delle ordinanze emanate dal Ministero della Salute.

Il professor Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità ha specificato nel dettaglio l’ordinanza firmata da Borrelli “elemento importante nella gestione dell’emergenza è un flusso standardizzati dei dati – ha detto brusaferro – e serve per gestire al meglio i rapporti internazionali e condividere con la comunità intenzionale la conoscenza del virus per controllarlo e progredire nella sua conoscenza. All’ISS è affidata la sorveglianza epidemiologica del Coronavirus in collaborazione con le regioni con le quali stiamo condividendo i database per avere informazioni standardizzate. A breve realizzeremo dei report con dati omogenei per tutte le regioni. Oltre ai test di conferma – ha concluso Brusaferro – raccoglieremo tutte le informazioni sul virus. Infine nella stessa ordinanza si completa con l’aggiunta dei dati clinici dei pazienti. Importante sottolineare che sarà un database aperto alle regioni e la parte clinica sarà gestita dallo Spallanzani che ci permetterà di interfacciarci con l’OMS con cui abbiamo già condiviso informazioni e numeri”.