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Anas, un bonus da 32 milioni per un cantiere che ha provocato solo code e disagi

Otto dirigenti e funzionari dell’ANAS, tra cui l’ex presidente Pietro Ciucci e la dama nera Antonella Accroglianò, rischiano di dover restituire quasi 32 milioni di euro. Questa l’accusa della Corte dei Conti per un cantiere istituito a Morano sull’allora Salerno-Reggio Calabria che ha provocato code e rallentamenti “non è stata ottenuta alcuna accelerazione dei tempi che anzi sono peggiorati”

COSENZA – Hanno ricevuto un bonus da oltre 31 milioni per un cantiere che avrebbe dovuto terminare i lavori in anticipo che in realtà non solo ha lasciato la situazione invariata, ma l’ha addirittura peggiorata. Per questo la Corte dei Conti rivuole indietro il bonus milionario elargito dall’Anas ad un ditta che si era giudicata la gara d’appalto. E il danno dovrà essere risarcito dagli 8 dirigenti tra i quali figurano tra l’altro l‘ex Presidente Pietro Ciucci e la sua ex responsabile Antonella Accroglianò e ribattezzata la “Dama Nera” condannata per corruzione a 4 anni e 4 mesi in primo grado.

Tutto ruota attorno all’appalto per ammodernare un tratto di 11 chilometri nei pressi di Morano Calabro in provincia di Cosenza dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria oggi A2 del Mediterraneo. Appalto che fu aggiudicato dall’Uniter, consorzio stabile di società. La ditta sarebbe stata premiata dal “bonus” perché avrebbe sperimentato la possibilità di potenziare l’organizzazione di cantiere per conseguire l’obiettivo di un’anticipata fruibilità dell’opera e aver adottato un piano di apertura al traffico anticipato rispetto al crono programma di perizia tali da consentire di contenere l’impatto dei lavori nei periodo di esoso estivo e invernale. In altre parole la ditta avrebbero anticipato i tempi di consegna del cantiere in un tratto, quello del Pollino, assai complicato. Risultato raggiunto? Sembrerebbe proprio di no, visto da quanto è emerso nell’udienza della Corte dei conti, i PM hanno chiesto agli 8 dirigenti e funzionari di risarcire il danno causato alle casse pubbliche perchè – come ha sottolineato il viceprocuratore della Corte dei Conti Massimiliano Minerva – la situazione non solo è migliorata, ma se possibile è addirittura peggiorata visto che la ditta aveva pianificato lavori durante l’esodo estivo, provocando enormi disagi alla circolazione.

Ma c”è di più: perché la lentezza del cantiere si sono tradotti in un compenso non dovuto e riconosciuto all’appaltatore senza una negoziazione, un’istruttoria sulle ragioni della richiesta, un’analisi dei costi e una valutazione di congruità. Il consorzio sarebbe stato pagato in modo spropositatato per fare lavori difformi da quelli previsti dal contratto. Basti pensare che la corretta circolazione su due corsie per senso di marcia non sarebbe mai stata garantita. Secondo i PM della sezione calabrese dalle ordinanze della stessa Anas, c’erano piuttosto l’adozione di misure per chiudere la carreggiata ed applicare restringimenti vari per consentire il completamento dei lavori. La Procura, dunque, ha giudicato illecito e gravemente colposo il comportamento degli ex dirigenti di ANAS che con questo modus operandi ha fatto sì che i lavori di ammodernamento finissero per costare qualcosa come 32 milioni e mezzo di euro al chilometro..