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Regione,122 milioni per il pagamento dei debiti della sanitĂ . Approvata proposta di legge

Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge che autorizza la richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti di un’anticipazione di liquidità per 122,2 milioni per il pagamento dei debiti maturati al 31 dicembre 2018, compresi quelli di alcune aziende del Servizio sanitario regionale. Ma mancano le aziende sanitarie di Cosenza e Reggio Calabria

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CATANZARO – Nell’articolato si specifica che l’anticipazione di liquiditĂ  è destinata al “rimborso di debiti certi, liquidi ed esigibili” maturati a fine anno e relativi a “somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali, registrati nella piattaforma elettronica” dei crediti commerciali gestita dal Mef e prevista dal decreto legge 35/2013 recante “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione“, convertito dalla legge 64/2013.

Nel dettaglio, l’importo dell’anticipazione per 122,2 milioni è stabilito in 5,1 milioni per la Regione Calabria, e il resto per gli enti del Servizio sanitario regionale che hanno fatto richiesta: l’azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro ai quali andranno 53,5 milioni, l’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro (17,7 milioni), l’Asp di Catanzaro (26,6 milioni) e l’Asp di Crotone (19,2 milioni). Per le aziende sanitarie e ospedaliere la richiesta di anticipazione di liquiditĂ  alla Cassa Depositi e Prestiti è motivata – si legge nella relazione allegata alla proposta di legge – dall’esigenza di “alleviare le sofferenze di un settore nevralgico per l’ente” e dovrĂ  essere “destinata a pagare in tempi celeri, giĂ  definiti dalla normativa nazionale i fornitori” (30 giorni dall’erogazione per gli enti del Ssr).

Intervento straordinario, ma mancano aziende di Cosenza e Reggio

Sempre nella relazione si precisa che “gli oneri finanziari che la Regione dovrĂ  corrispondere all’istituto finanziatore sono stimati in 405mila euro per il 2019“: l’intervento previsto – è scritto ancora – “ha carattere straordinario e una tantum“. Dopo la relazione effettuata in aula dall’assessore regionale al Bilancio, Mariateresa Fragomeni, che ha rimarcato il dato del tasso agevolato previsto per la Regione, si è aperto il dibattito. Giuseppe PedĂ , della Casa delle LibertĂ , ha espresso plauso alla legge, perchĂ© “dĂ  respiro ad alcune aziende sanitarie ma – ha aggiunto – sono rammaricato per l’assenza di altre aziende, e qui chiedo al commissario Cotticelli di fare delle verifiche per capire se chi non ha fatto richiesta sia stato negligente”.

Anche Carlo Guccione, del PD, ha chiesto “le ragioni della mancanza di alcune aziende, considerando che siamo la Regione che paga i fornitori con un ritardo di oltre 900 giorni. Mi sembra di capire – ha spiegato Guccione – che ci sia stata un’inadempienza dei direttori generali delle aziende che non hanno fatto richiesta, e questo sottintende anche una responsabilitĂ  politica, perchĂ© un Dipartimento ben organizzato avrebbe convocato i manager per concordare un percorso che riguardasse tutto il sistema sanitario calabrese. Inoltre, c’è il rischio di un’impugnazione del governo nazionale per violazione delle norme costituzionali”. Secondo la Fragomeni, “il rischio permane ma è superabile”. Anche Fausto Orsomarso, capogruppo del Misto, si è detto rammaricato delle mancanze di alcune aziende e ha poi evidenziato “le criticitĂ  di questa materia, che è un’operazione utile ma pericolosa politicamente, per questo mi astengo in modo che questi pagamenti possano arrivare”. Per Giuseppe Neri, dei Moderati, “è negativa l’inerzia delle aziende della provincia di Cosenza e di Reggio Calabria, perchĂ© si è perso un’occasione così importante?”. Sulla stessa lunghezza d’onda Domenico Bevacqua, del Pd, che si è detto “meravigliato della disattenzione dei dg delle aziende sanitarie e ospedaliere che non hanno fatto richiesta, vorrei capire cosa ha fatto il Dipartimento regionale per impedirlo”. Dopo questi interventi, l’assessore Fragomeni ha specificato che “le varie aziende sanitarie e ospedaliere sono state piĂą volte sollecitate dai Dipartimenti Bilancio e SanitĂ , ma c’era un termine perentorio che era impossibile bypassare”. Il testo è stato, comunque, approvato dall’aula.