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Ingiusta detenzione, azione disciplinare a carico dei magistrati. Primo ok alla legge

Via libera all’unanimitĂ , in commissione giustizia alla Camera, alla proposta di legge presentata da Enrico Costa (FI) che prevede l’azione disciplinare a carico dei magistrati in caso di ingiusta detenzione “in 20 anni superate le 27.000 ingiuste detenzioni e risarcimenti dello Stato per oltre 800 milioni di euro”

 

La proposta di legge, firmata da tutti i gruppi parlamentari in Commissione, porta como primo firmatario di Enrico Costa, deputato di Forza Italia e componente della commissione Giustizia della Camera, giĂ  Ministro degli Affari Regionali nei Governi Renzi e Gentiloni. La proposta di legge, che modifica gli articoli 314 e 315 del codice di procedura penale, precede l’avvio di un’azione disciplinare a carico dei Magistrati in caso di ingiusta detenzione. Il testo, che desso arriverĂ  nell’aula della Camera tra venerdì e lunedì, è in sostanza abbastanza semplice: quando lo Stato paga un cittadino per ingiusta detenzione, gli atti vengono trasferiti al Ministro della Giustizia e, in caso di gravi violazioni del codice di procedura penale, anche al procuratore generale della Cassazione, perchĂ© si valuti l’avvio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Naturalmente, i titolari dell’azione disciplinare, avranno tutta la facoltĂ  di decidere se andare avanti o archiviare, visto che ci potrebbe essere il danno ma non il dolo.

Dal 1997 oltre 27mila gli arresti ingiusti

Un provvedimento, quello che ha incassato il primo OK, con una storia lunghissima, visto che giĂ  nelle precedenti legislature se ne era parlato. Enrico Costa, parlando della proposta di legge sottolinea che”succede in moltissimi casi che vengano arrestate delle persone in regime di custodia cautelare in carcere, lunga o corta che sia, dove aspettano in molti casi anche il primo rado di giudizio. Succede poi, che dopo l’arrestato, alcune di loro vengano assolte definitivamente ed ottengano il diritto a ricevere dallo Stato Italiano quella che viene chiamata “riparazione per ingiusta detenzione” rivolgendosi alla Corte D’Appello che fa una quantificazione del danno erogando una cifra a questa persone e riconoscendo l’errore nell’arresto. Il problema è che dopo aver pagato lo Stato non riavvolge il nastro per approfondire, non va a vedere perchĂ© è stato commesso un errore, se c’è stato ad esempio uno scambio di persone che era evitabile con un pò piĂą di attenzione”.

Risarcimenti per 800 milioni di euro

“Dal 1992 alla fine del 2018 – continua Costa sono state arrestate ingiustamente 27mila persone e successivamente risarcite, per ingiusta detenzione, con una cifra complessiva che supera gli 800 milioni di euro, soldi degli italiani. Mi chiedo allora, vogliamo semplicemente andare a vedere se qualcuno ha sbagliato? Ok lo Stato paga, chiede scusa ma la cosa finisce li. Nel frattempo una persona è stata svegliata e arrestata alle 5:00 di mattina subendo un trauma enorme, si è visto rovinata la vita familiare e quella lavorativa. Ci sembra giusto allora che da oggi in poi sia possibile promuovere l’azione disciplinare nei confronti di quei magistrati responsabili di ingiuste detenzioni”.