Pronto Soccorso Corigliano Rossano, Tavernise "Occhiuto intervenga, pronto ad azioni forti" - QuiCosenza.it
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Pronto Soccorso Corigliano Rossano, Tavernise “Occhiuto intervenga, pronto ad azioni forti”

“Una situazione che ha più profili di responsabilità su cui Occhiuto deve intervenire, per evitare ai cittadini un nuovo caso di “Cotticelliana” memoria”

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CORIGLIANO ROSSANO – “Se quanto affermato da Natale Straface, direttore dell’Uoc di Medicina d’urgenza e primario del pronto soccorso dello spoke Corigliano Rossano, nella missiva inviata nei giorni scorsi alla direzione generale dell’Asp di Cosenza fosse vero, tanto rappresenterebbe una situazione gravissima che richiederebbe l’intervento immediato del presidente Occhiuto, in qualità di commissario ad acta per la sanità”. A dirlo è Davide Tavernise, consigliere regionale e presidente del gruppo consiliare M5S. “Una missiva, quella di Straface, che confermerebbe quanto da me denunciato. Per cui se non si procede alle assunzioni di personale sanitario necessario, come promesso, non resta che porre in essere azioni forti a tutela della salute dei cittadini della sibaritide”.

Carenza d’organico e situazione esplosiva

“Nel mese di aprile ho denunciato, infatti – prosegue Tavernise – attraverso un’interrogazione al consiglio regionale, l’esplosiva situazione in cui versa il pronto soccorso di Corigliano Rossano, determinata dalla persistente carenza di organico, che sottopone il personale sanitario, tutto, ad insostenibili carichi di lavoro, limitando il grado di sicurezza delle prestazioni alla cittadinanza di tutto il territorio della costa ionica e dell’entroterra montano. Questo, nonostante la grande volontà del personale sanitario, vittima a più riprese di episodi di violenza, tanto da richiedere l’intervento della vigilanza armata h24″.

“La Regione, per mezzo di risposta scritta del commissario dell’Asp di Cosenza La Regina, a seguito dell’istruttoria dei competenti uffici, mi informava – prosegue – che per far fronte alla carenza di personale l’azienda sanitaria provinciale aveva avviato numerose procedure concorsuali e riportava una dotazione organica che vedrebbe in attività su Corigliano 4 medici e 13 infermieri, mentre su Rossano 9 medici e 21 infermieri”.

“Secondo quanto riportato, viceversa, da Straface la risposta scritta, da me ricevuta, sarebbe “inadeguata, superficiale, e carente di elementi che caratterizzano una attività di pronto soccorso”. Gli infermieri in servizio al pronto soccorso di Rossano sarebbero “appena 16 e non 21”, mentre i medici turnisti in attività sarebbero appena 6, con due medici di supporto non idonei per la turnazione in pronto soccorso, “con una carenza di 5 medici di pronto soccorso e di 2 medici per l’osservazione breve intensiva”. Anche su Corigliano, la situazione sembrerebbe diversa da quella prospettata da La Regina: mancherebbero 5 infermieri “anche per la necessità di attivare il servizio triage” e 2 medici. Insomma quanto riportato dal commissario dell’Asp di Cosenza sembrerebbe “inesatto e con dati non corrispondenti alla realtà”. Di più, contrariamente a quanto scritto nella risposta fornitami, non risulterebbero atti o bandi per la ricerca di medici da parte dell’attuale amministrazione, con concorso datato e per la quale, da tempo, sarebbe stato chiesto la riapertura dei termini”.

“Una missiva, quella di Straface, testimonianza diretta dei reparti, che proverebbe, dunque, la non conoscenza dell’effettiva situazione del pronto soccorso di Corigliano Rossano, da parte dell’Asp, e quanto ho già sostenuto: il pronto soccorso di Corigliano Rossano è disorganizzato, con personale fortemente carente e sottoposto a carichi di lavoro enormi, tanto da mettere a rischio il rispetto dell’art. 32 della Cost. assicurante la tutela del diritto fondamentale alla salute. Una situazione questa che ha più profili di responsabilità su cui Occhiuto deve intervenire, per evitare ai cittadini un nuovo caso di “Cotticelliana” memoria. Una situazione gravissima per la quale senza il necessario intervento, senza le necessarie e improrogabili assunzioni, sarò costretto, a tutela del diritto alla salute dei cittadini e nel rispetto del personale sanitario, ad agire con azioni forti”. 

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Cassano Ionio, lenzuola bianche per i 30 anni dalla strage di Capaci

La diocesi di Cassano su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, invita tutti ad appendere lenzuola bianche nel giorno del 30° anniversario dalla strage in cui morì Falcone, la moglie e la scorta

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Lenzuola bianche in ricordo della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i valorosi uomini della scorta. Anche quest’anno, la diocesi di Cassano All’Jonio, su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, non ha voluto mancare all’appuntamento, promuovendo e invitando tutti ad appendere un lenzuolo bianco.

“Ancora oggi, ci ricorda, cosa significa lottare per la libertà, lottare con coraggio. Ci ricorda – è scritto in una nota della Diocesi cassanese – la bellezza di chi ha donato la propria vita, ma anche la responsabilità di essere cittadini italiani e testimoni credibili. Giovanni Falcone, nel suo testamento ci ha lasciato, per l’animo di ognuno, il dovere di lottare ancora, senza paura, lottare per un cambiamento necessario. La strage di Capaci e l’insegnamento del “metodo” Falcone, ha segnato in modo indelebile la coscienza di ogni uomo e ogni donna. Quel drammatico momento, resta un faro di speranza, per il nostro Paese, soprattutto per le nuove generazioni, chiamati ad “incendiare” le strade del mondo”.

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Intimidazione a ditta impegnata nei lavori sulla 106: cinque mezzi in fiamme

I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo

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TREBISACCE ( CS) – Cinque mezzi, tra cui camion ed escavatori, di proprietà di una ditta che opera sui cantieri del terzo megalotto della strada statale 106 Jonica, sono stati dati alle fiamme. Il fatto è avvenuto la scorsa notte in località Piano della Torre, a Trebisacce al confine con il comune di Albidona. I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo, che ha anche danneggiato un capannone contenente attrezzature e strumentazioni. Le immagini dell’impianto di videosorveglianza sono adesso al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Cassano e quelli di Trebisacce.

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Nuovo maxi blitz di “bianchetto” nel cosentino, sequestrata mezza tonnellata

La guardia Costiera di Corigliano Calabro ha proceduto alla distruzione del prodotto ittico poiché considerato non idoneo al consumo umano

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Nell’alta sibaritide, il nucleo di polizia marittima della Guardia Costiera di Corigliano Calabro – coordinato dal centro di controllo pesca di ReggioCalabria – ha sequestrato quasi mezza tonnellata di prodotto ittico sottomisura, consistente in novellame di sarda (cd. “bianchetto”), pescato a danno dell’ecosistema marino. Il prodotto è stato poi avviato alla distruzione poiché dichiarato dalla ASL non idoneo al consumo umano e sono state elevate pesanti sanzioni a carico dei trasgressori.

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