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Corigliano: muore in ospedale dopo 36 ore di agonia, la disperazione della famiglia

La Procura di Castrovillari ha aperto un’indagine sul decesso di un uomo di 77 anni, Costanzo Gargiullo, deceduto dopo oltre 36 ore di agonia all’ospedale Compagna di Corigliano Rossano. 

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – A raccontarci la vicenda dolorosa sono i familiari dell’uomo, Costanzo Gargiullo. Tutto è iniziato venerdì scorso, intorno all’ora di pranzo. Secondo quanto raccontato dalla figlia alla nostra redazione, il 77enne (che non avrebbe mai sofferto di particolari patologie), avrebbe accusato un forte malore ed in particolare dolori lancinanti all’addome tanto da aver indotto la moglie e i vicini a chiamare l’ambulanza.

Sul posto in poco tempo sono arrivati i sanitari del 118 che dopo una prima visita, gli hanno prescritto una terapia antidolorifica ed hanno rassicurato il paziente che non si trattava di un infarto. Per scrupolo però, e per eseguire ulteriori accertamenti, la famiglia ha pensato di ricorrere comunque alle cure ospedaliere e l’anziano è stato portato in ambulanza presso l’ospedale Compagna di Corigliano.

Ed è qui che è iniziato il calvario fatto di ore e ore di attesa, tra esami e tac, ma senza comunicare alcuna diagnosi ufficiale ai parenti mentre l’uomo continuava a lamentarsi dei dolori insopportabili all’addome. Tra cambi turno di medici e sanitari e spostamenti da un reparto all’altro, i figli e la moglie dell’uomo hanno provato in tutti i modi, perchè fortemente preoccupati per la condizione in cui versava il congiunto, ad avere informazioni specifiche dai medici. La figlia racconta che le risposte alle loro domande però, erano sempre state vaghe e confuse.

Mi sento scoppiare l’addome, aiutatemi sto morendo“; sono le parole pronunciate dal paziente dopo una lunga notte di dolori atroci andati avanti fino al giorno successivo, all’arrivo in ospedale dei figli che hanno potuto, per pochi minuti, parlare con il padre.

Il decesso è stato comunicato alla famiglia nel tardo pomeriggio di sabato, intorno alle 17, ma la moglie e i figli non riescono a capacitarsi di come la situazione sia precipitata in poche ore e hanno chiesto di far luce sulle cause della morte. In particolare il loro tormento è legato al pensiero che i medici non abbiano agito con un intervento mirato visto che la vittima aveva indicato esattamente l’origine del dolore.

La famiglia Gargiullo si è rivolta ai carabinieri per denunciare la vicenda e per chiedere di accertare eventuali responsabilità e domani, sarà eseguito l’esame autoptico sul corpo di Costanzo Gargiullo. 

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Cassano Ionio, lenzuola bianche per i 30 anni dalla strage di Capaci

La diocesi di Cassano su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, invita tutti ad appendere lenzuola bianche nel giorno del 30° anniversario dalla strage in cui morì Falcone, la moglie e la scorta

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Lenzuola bianche in ricordo della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i valorosi uomini della scorta. Anche quest’anno, la diocesi di Cassano All’Jonio, su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, non ha voluto mancare all’appuntamento, promuovendo e invitando tutti ad appendere un lenzuolo bianco.

“Ancora oggi, ci ricorda, cosa significa lottare per la libertà, lottare con coraggio. Ci ricorda – è scritto in una nota della Diocesi cassanese – la bellezza di chi ha donato la propria vita, ma anche la responsabilità di essere cittadini italiani e testimoni credibili. Giovanni Falcone, nel suo testamento ci ha lasciato, per l’animo di ognuno, il dovere di lottare ancora, senza paura, lottare per un cambiamento necessario. La strage di Capaci e l’insegnamento del “metodo” Falcone, ha segnato in modo indelebile la coscienza di ogni uomo e ogni donna. Quel drammatico momento, resta un faro di speranza, per il nostro Paese, soprattutto per le nuove generazioni, chiamati ad “incendiare” le strade del mondo”.

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Intimidazione a ditta impegnata nei lavori sulla 106: cinque mezzi in fiamme

I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo

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TREBISACCE ( CS) – Cinque mezzi, tra cui camion ed escavatori, di proprietà di una ditta che opera sui cantieri del terzo megalotto della strada statale 106 Jonica, sono stati dati alle fiamme. Il fatto è avvenuto la scorsa notte in località Piano della Torre, a Trebisacce al confine con il comune di Albidona. I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo, che ha anche danneggiato un capannone contenente attrezzature e strumentazioni. Le immagini dell’impianto di videosorveglianza sono adesso al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Cassano e quelli di Trebisacce.

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Nuovo maxi blitz di “bianchetto” nel cosentino, sequestrata mezza tonnellata

La guardia Costiera di Corigliano Calabro ha proceduto alla distruzione del prodotto ittico poiché considerato non idoneo al consumo umano

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Nell’alta sibaritide, il nucleo di polizia marittima della Guardia Costiera di Corigliano Calabro – coordinato dal centro di controllo pesca di ReggioCalabria – ha sequestrato quasi mezza tonnellata di prodotto ittico sottomisura, consistente in novellame di sarda (cd. “bianchetto”), pescato a danno dell’ecosistema marino. Il prodotto è stato poi avviato alla distruzione poiché dichiarato dalla ASL non idoneo al consumo umano e sono state elevate pesanti sanzioni a carico dei trasgressori.

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