Impianto rifiuti a Tortora "scongiurare danni nell'alto Tirreno cosentino" - QuiCosenza.it
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Impianto rifiuti a Tortora “scongiurare danni nell’alto Tirreno cosentino”

Davide Tavernise, Capogruppo M5S, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Consiglio Regionale della Calabria

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COSENZA  – Nella mattinata di ieri 13 gennaio, è stata depositata, presso il Consiglio Regionale della Calabria, a firma Davide Tavernise, Capogruppo M5S, un’interrogazione a risposta scritta, relativa al discusso impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi e non, ricadente nel Comune di Tortora (Cosenza). “Quali incisive iniziative, intende assumere la Regione Calabria, per evitare irreversibili danni, ambientali ed economici, ad aree di grande pregio e a forte valenza turistica, quali il sito SIC Valle del Noce nonché ai  Comuni di Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella?“, chiede Tavernise alla giunta regionale calabrese.

“Prima di rilasciare autorizzazioni – prosegue – all’eventuale riapertura dell’impianto rifiuti pericolosi e non, in località  San Sago, oggi chiuso, ritiene la regione di dover svolgere, a tutela dei citati territori, un’istruttoria completa ed approfondita, non superficiale, dunque, come sembra sia stato fatto da parte della Regione Basilicata?”, ancora, “Considerati gli interessi costituzionali da tutelare, quali la salute, l’ambiente, l’economia del territorio, si ritiene di dover procedere ad una valutazione analitica, dettagliata, per tutte le tipologie di rifiuti di cui ai codici CER, verificando sul posto la reale funzionalità dell’impianto al trattamento depurativo degli stessi, alla luce delle rilevanti problematiche susseguenti dal lontano 1992?”.  Sono le richieste più rilevanti, proposte da Tavernise nella sua interrogazione, per sollecitare una ferma presa di posizione della giunta regionale, su una questione datata nel tempo ma sempre attuale, per il susseguirsi di vicende burocratiche e giudiziarie investente un’ampia porzione di territorio ricadente tra Calabria e Basilicata.

“Si intende ricorrere a Valutazione di Impatto Ambientale – chiede infine Tavernise – visto che l’impianto era autorizzato a trattare rifiuti riferiti a 322 codici CER, molti dei quali rifiuti pericolosi, tra cui il petrolio, scaricando nel torrente Pizinno confluente, dopo brevissimo tragitto, nel fiume Noce?”.

La vicenda

Nel 1992 l’autorizzazione del Comune di Tortora per un impianto privato destinato a trattare rifiuti liquidi speciali non pericolosi. Negli anni la conversione ad impianto, sempre privato, per il trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non. Il 27 novembre 2013, però, un sequestro giudiziario, disposto dalla Procura di Paola, ferma l’impianto. Ad essere contestate sono una serie di violazioni alle regole e ai limiti dettati dall’autorizzazione regionale. L’impianto, trattante 300 metri cubi al giorno di reflui urbani e industriali, in buona parte pericolosi, viene fermato anche dalla Regione Calabria, attraverso la sospensione della necessaria autorizzazione AIA. Impianto a tutt’oggi non funzionante.

Nel 2016, quindi, arrivano il dissequestro e la richiesta della Co.Gi.Fe. Ambiente S.r.l. di riprendere l’attività di smaltimento dei rifiuti. La Regione Calabria invita, così, l’azienda, a presentare, presso la Regione Basilicata, istanza di valutazione di incidenza rispetto al SIC Valle del Noce, sito di interesse comunitario che si estende fino alla regione lucana. Il 23 aprile del 2021 il parere favorevole all’istanza di valutazione di incidenza. Ma nel mese di dicembre la svolta. All’unanimità il Consiglio Regionale della Basilicata approva una mozione che impegna la Giunta lucana ad approfondire l’istruttoria, relativa alla valutazione di incidenza, sospendendo l’efficacia del provvedimento rilasciato e ad avviare un’interlocuzione con la Regione Calabria, titolato a rilasciare l’autorizzazione di riapertura.

Da qui l’interrogazione del M5S, a firma Tavernise, per scongiurare la malaugurata autorizzazione di riapertura.

Ionio

Garofalo: “a Cassano aumentano le malattie tumorali. Serve una rete oncologica”

“Occorre ripensare un nuovo modello in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”

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CASSANO(CS) – “La parola d’ordine deve essere ridurre al minimo i disagi ai pazienti e alle famiglie, evitando salvo esigenze particolari e specifiche, spostamenti, viaggi e trasferte, attraverso l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Una particolare attenzione rivolta ai cittadini affetti da malattie tumorali, atteso che nel Comune di Cassano, si registrano un aumento di casi di patologie neoplastiche”. E’ quanto afferma Francesco Garofalo, portavoce del comitato spontaneo di cittadini per la difesa al diritto alla salute.

“Occorre che l’amministrazione comunale, metta in atto una iniziativa che coinvolga un istituto nel campo oncologico, attraverso un’apposita convenzione, che abbia come punto fermo e prioritario la salute del paziente e il benessere dei familiari e dei caregiver, in un contesto attuale sempre più complesso, al fine di offrire un’assistenza di qualità senza barriere di tipo geografico e sociale. Ancora oggi – evidenzia Garofalo in una nota -, soprattutto per quanto riguarda la prima visita, il paziente molte volte è costretto a spostarsi, con carichi di difficoltà elevati dal punto di vista umano. La proposta che avanziamo, è quella di avviare contatti con un istituto, al fine di avviare una sinergia di collaborazione, con un minore impatto emotivo, oltre che economico. Ci rendiamo conto, che il percorso è difficile, ma abbiamo il dovere di farlo.

E in tale cammino – rimarca Garofalo -, in Calabria e nell’ambito dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, c’è l’urgenza di creare una rete oncologica che si pone l’obiettivo di avere punti di riferimento comuni, organizzati sul continuo confronto sanitario. La vecchia logica della programmazione e della gestione dei servizi sociali è finita. Occorre ripensare – ha concluso -, un nuovo modello inclusivo, in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”.

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Covid, finito l’incubo per la piccola Mariella. La bimba di 7 mese è tornata a casa

La bimba di 7 mesi, di Casali del Marco, era stata trasportata d’urgenza a Roma. Ieri è finalmente tornata a casa dopo 47 giorni. Il papà: “È stato un inferno”

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Casali del Manco (CS) – Un sospiro di sollievo per la comunità di Pedace  è finalmente tornata a casa la bimba di 7 mesi, colpita in maniera severa dal Covid i primi di dicembre e trasportata poi d’urgenza con volo sanitario dell’Aeronautica Militare partito da Lamezia Terme e atterrato a Ciampino all’ospedale pediatrico di Roma.

La piccola ha combattuto per quasi due mesi. Il 12 gennaio è stata estubata mentre alcuni giorni fa, dopo 47 lunghissimi giorni, la bimba si è finalmente negativizzata. La bimba di 7 mesi è stata ricoverata dapprima al nosocomio bruzio trattata, anche, con le cure monoclonali ma le sue condizioni peggioravano di ora in ora e i sanitari sono stati costretti a richiedere, in urgenza, il trasferimento al Bambino Gesù.

Ieri, finalmente, è tornata a casa tra i sorrisi e il calore della comunità. Per il suo rientro è stata organizzata, nel rispetto delle disposizioni sanitarie, un’accoglienza calorosa in presenza di pochi intimi, degli amministratori dell’Ente e del sacerdote. Immancabile la presenza del sindaco Nuccio Martire.

“È stato un inferno” ha dichiarato il papà della piccola Mariella. Una guerra sofferta ma vinta.

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Mare pulito: a Fuscaldo primi lavori al depuratore, sopralluogo ad Acquappesa

Task force regionale al lavoro per individuare problematiche e misure a sostegno dei Comuni

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COSENZA – Adesso o mai più. Dopo anni di promesse, di dibattiti infuocati con accuse e smentite, potrebbe arrivare la svolta definitiva per il cambio di passo sull’annoso problema dell’inquinamento del mar Tirreno cosentino dovuto alla cattiva depurazione e agli scarichi abusivi. Impianti troppo spesso vecchi e obsoleti, senza manutenzione o troppi piccoli per gestire l’afflusso turistico nei mesi estivi con migliaia di metri cubi di fanghi prodotti dai depuratori che finiscono in mare con tutto quello che ne consegue. Il neo Presidente della Regione Roberto Occhiuto lo aveva annunciato sin dalla sua candidatura “il Mare pulito è un diritto, non un privilegio. Mi occuperò in prima persona della salute del mare calabrese e della depurazione creando un sistema per la governance dei depuratori”. Il problema più grosso è quello di riuscire ad utilizzare le risorse. Ci sono centinaia di milioni di euro fermi da anni fermi perchè i comuni non hanno le capacità tecniche per progettare la realizzazione o l’efficientamento di nuovi impianti. Alcuni sono di proprietà dei Comuni, altri dei consorzi e non c’è un sistema di controllo. E per assicurare ai calabresi e a tutti i turisti un mare finalmente pulito, è in campo una task-force che dovrà occuparsi di attuare gli interventi che consentano di raggiungere questo risultato.

A Fuscaldo 950mila euro di interventi programmati

E qualcosa, come detto, inizia finalmente a muoversi anche per la voglia e la determinazione di alcune (nuove) Amministrazioni comunali pronte a un drastico cambio di rotta rispetto al passato. È il caso di Fuscaldo, centro tirrenico cosentino spesso al centro di numerose lamentele dei turisti durante la stagione estiva. Nei primi tre mesi dell’Amministrazione Middea, sono stati concretizzati una serie di atti concreti per il potenziamento dell’impianto di depurazione. Per rendere il depuratore maggiormente funzionale sono state acquistate delle nuove pompe di sollevamento delle acque reflue per un importo complessivo di 106mila euro. Investiti più di 19mila euro per lo svuotamento di una vasca di accumulo e, soprattutto, previsti 950mila euro di ulteriori investimenti e ottenuti grazie ad un finanziamento regionale recuperato dalla passata Amministrazione comunale e tramutato in gare per la progettazione.

Sopralluogo al depuratore di Acquappesa

Ad Acquappesa sopralluogo sugli impianti di depurazione del Sindaco Francesco Tripicchio, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, i tecnici della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza e dell’Arpacal. “Il sopralluogo – ha spiegato il primo cittadini – è correlato ad un’attività di monitoraggio che la Regione Calabria ha avviato, al fine di avere un quadro preciso delle esigenze e delle problematiche degli impianti di depurazione nei vari Comuni, con particolare riferimento anche al trattamento e lo smaltimento dei fanghi di depurazione. Il monitoraggio ha, quindi, l’obiettivo di predisporre eventuali misure a sostegno dei Comuni. Diamo atto alla Giunta Regionale presieduta dal Presidente Roberto Occhiuto, oltre che della lodevole iniziativa finalizzata a definire misure a sostegno dei Comuni su questa importante tematica, anche e soprattutto per il fatto che si inizia a lavorare su queste problematiche nel mese di gennaio e non, come avveniva in passato, a ridosso della stagione estiva e, quindi, quando ormai è difficile, se non impossibile, intervenire per tempo”.

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