Lorica: riapertura degli impianti da sci, forse è la volta buona - QuiCosenza.it
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CASALI DEL MANCO (CS) – Dopo vari annunci e proclami andati a vuoto sulla riapertura degli impianti sciistici di Lorica, forse questa potrebbe essere la volta buona. proprio in questi giorni il sindaco di Casali del Manco, Nuccio Martire, ha incontrato l’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti, Fausto Orsomarso, per discutere della spinosa questione, in quanto la struttura sciistica, essendo sotto sequestro per le ormai note vicende giudiziarie è stata affidata ad un amministratore giudiziario.

Per poter ripartire gli impianti a fune, necessita oltretutto della nomina di un direttore di esercizio; nomina che spetta alla Regione Calabria. Nel corso dell’incontro, l’assessore Orsomarso – come ha affermato lo stesso primo cittadino del comune presilano – ha dichiarato che a breve dovrebbe avvenire. Figura necessaria quella del direttore d’esercizio per poter riavviare gli impianti a fune. Una volontà, quella da parte dell’assessore regionale Orsomarso che vuole accelerare nell’individuare e nominare il direttore d’esercizio, apprezzata dal sindaco di Casali del Manco, il quale ha affermato come “l’assessore Orsomarso, abbia dimostrato grande sensibilità di fronte a questa complicata vicenda”.

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Da domani si torna a sciare in Sila. Riapre la cabinovia di Camigliatello

Con la nomina del nuovo direttore di esercizio da domani mattina si torna alla piena operatività. Per Lorica tempi più lunghi per l’inchiesta

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COSENZA – Gli impianti di risalita di Monte Curcio, a Camigliatello Silano, da domani saranno nuovamente in pubblico esercizio e i turisti potranno tornare a sciare. Con la nomina del nuovo direttore di esercizio Mario Vigna da parte degli uffici preposti della Regione e la successiva ratifica arrivata dall’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) di Bari in tempi estremamente ridotti, è possibile tornale alla piena operatività dalle prossime ore. “Al nuovo Direttore d’esercizio auguriamo un buon lavoro” ha commentato l’Arsac annunciando l’apertura della cabinovia a partire dalla giornata di venerdì. Ci vorrà ovviamente più tempo, invece, per gli impianti di Lorica, ancora sotto sequestro dopo il tragico incidente di domenica scorsa, a causa dell’inchiesta giudiziaria della Procura di Cosenza aperta dopo morte dell’ingegnere Marcelli, salutato questa mattina per l’ultima volta da amici, parenti e colleghi con il funerale che si è celebrato a Cosenza.

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Provincia

Discarica Scala Colei, Ferrara: “ingiustificato l’ampliamento dell’impianto”

“Inascoltato il malcontento diffuso e continuo delle comunità del basso ionio cosentino contrarie all’ampliamento della discarica di Scala Coeli”

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SCALA COELI (CS) – “Non può rimanere inascoltato il malcontento diffuso e continuo delle comunità del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese, contrarie all’ampliamento della discarica di Scala Coeli“. A distanza di qualche anno, l’eurodeputata Laura Ferrara si trova a reiterare apposita interrogazione alla Commissione europea.

“Decisamente anacronistico e ingiustificato l’ampliamento di questo impianto – sostiene l’eurodeputata del Movimento 5 stelle. Bisognerebbe promuovere e incentivare azioni verso una transizione ecologica ed economia circolare. Le stesse direttive europee in materia di gestione dei rifiuti introducono restrizioni al collocamento in discarica dei rifiuti urbani riciclabili limitando la quota di rifiuti urbani da collocare in discarica. In Calabria – dice la deputata – si continua a soprassedere a quelle che sono le raccomandazioni comunitarie oltre a non tenere in considerazione che l’impianto di smaltimento rifiuti sorge in un’area a forte connotazione naturalistica, nota come Valle del Fiume Nikà, un territorio a chiara vocazione turistica e agricola”.

“Per tali ragioni – conclude Ferrara -, ho interessato della questione la Commissione Europea chiedendo, nello specifico, se l’ampliamento sia conforme ai principi della Direttiva 2008/98/CE ed, in particolare, all’art.4 disciplinante la gerarchia dei rifiuti che, in linea con la Strategia Rifiuti Zero, pone soltanto all’ultimo posto della gerarchia il conferimento dei rifiuti in discarica”.

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Ionio

Garofalo: “a Cassano aumentano le malattie tumorali. Serve una rete oncologica”

“Occorre ripensare un nuovo modello in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”

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CASSANO(CS) – “La parola d’ordine deve essere ridurre al minimo i disagi ai pazienti e alle famiglie, evitando salvo esigenze particolari e specifiche, spostamenti, viaggi e trasferte, attraverso l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Una particolare attenzione rivolta ai cittadini affetti da malattie tumorali, atteso che nel Comune di Cassano, si registrano un aumento di casi di patologie neoplastiche”. E’ quanto afferma Francesco Garofalo, portavoce del comitato spontaneo di cittadini per la difesa al diritto alla salute.

“Occorre che l’amministrazione comunale, metta in atto una iniziativa che coinvolga un istituto nel campo oncologico, attraverso un’apposita convenzione, che abbia come punto fermo e prioritario la salute del paziente e il benessere dei familiari e dei caregiver, in un contesto attuale sempre più complesso, al fine di offrire un’assistenza di qualità senza barriere di tipo geografico e sociale. Ancora oggi – evidenzia Garofalo in una nota -, soprattutto per quanto riguarda la prima visita, il paziente molte volte è costretto a spostarsi, con carichi di difficoltà elevati dal punto di vista umano. La proposta che avanziamo, è quella di avviare contatti con un istituto, al fine di avviare una sinergia di collaborazione, con un minore impatto emotivo, oltre che economico. Ci rendiamo conto, che il percorso è difficile, ma abbiamo il dovere di farlo.

E in tale cammino – rimarca Garofalo -, in Calabria e nell’ambito dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, c’è l’urgenza di creare una rete oncologica che si pone l’obiettivo di avere punti di riferimento comuni, organizzati sul continuo confronto sanitario. La vecchia logica della programmazione e della gestione dei servizi sociali è finita. Occorre ripensare – ha concluso -, un nuovo modello inclusivo, in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”.

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