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Chiuse le indagini per Vincenzo Cesareo e altre tre persone

Le accuse, a vario titolo, sono di presunto peculato, abuso d’ufficio, falso e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

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COSENZA – Notificata la chiusura delle indagini per Vincenzo Cesareo, già direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola finito al centro di un’inchiesta della Procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni e di altre persone: Salvatore Pace, Nicola Lucieri, Franco Tripicchio. A Cesareo, balzato agli onori della cronaca per la frase “Porta chi vuoi che gli facciamo il tampone a tutti…pure ai gatti”, vengono contestati 129 episodi, molti dei quali legati all’utilizzo improprio dell’auto di servizio di proprietà dell’Asp di Cosenza.

L’ex direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola, oggi in pensione, è indagato anche per aver sottoposto illegittimamente soggetti a lui vicini a tamponi per l’individuazione virus SarsCov2, nelle strutture pubbliche da lui dirette e vaccini anti-covid. Le accuse sono di presunto peculato, abuso d’ufficio, falso e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Secondo l’accusa, Franco Tripicchio con la complicità di Cesareo avrebbe «dichiarato falsamente di essere caduto accidentalmente inducendo in errore la dottoressa che avrebbe ricevuto la sua falsa attestazione e proceduto con eseguire una Tac». Lucieri, invece, risulta coinvolto «nell’alterazione di un bando per reclutare 20 persone all’Asp». Infine, Salvatore Pace viene accusato di aver abusato della sua professione, e in qualità di medico dell’Asp si sarebbe «appropriato di alcune dosi di vaccino per somministrarle a conoscenti». Gli indagati ora avranno 20 giorni di tempo per scegliere se farsi interrogare o presentare una memoria difensiva.

 

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Acri, arrestato insegnante sorpreso con droga e 60mila euro in casa

I carabinieri della Compagnia di Rende, hanno tratto in arresto l’uomo di 56 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio

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ACRI (CS) – E’ un insegnante di un istituto superiore della provincia di Cosenza il 56enne di Acri arrestato dai carabinieri a seguito di una perquisizione domiciliare. In casa dell’uomo infatti, i militari di Rende hanno trovato 137 grammi di cocaina, 90 grammi di hashish e oltre 60mila euro in contanti. Sin dall’ingresso dei carabinieri nell’abitazione dell’uomo, il fiuto di “Manco”, il pastore tedesco in servizio presso il Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Vibo, ha consentito di rinvenire tutta la droga, in parte trovata sul tavolo della cucina, unitamente a 72 dosi già confezionate e pronte da immettere sul mercato. Altra sostanza invece è stata trovata in diversi cassetti del soggiorno e della camera da letto.

Sequestrato anche l’occorrente per il confezionamento delle dosi come bilancini di precisione per pesare lo stupefacente e bustine di plastica. Il denaro rinvenuto, tutto in contanti ed in banconote di piccolo taglio, è stato sottoposto a sequestro. La droga se venduta al dettaglio, avrebbe avuto un valore di oltre 15.000 euro.
L’arrestato è stato tradotto presso la Casa circondariale di Cosenza.

Il massiccio controllo messo in campo dai Carabinieri della Compagnia di Rende ha consentito anche di segnalare alla Prefettura di Cosenza per uso personale di sostanze stupefacenti, due ragazzi di 39 e 23 anni, trovati in possesso rispettivamente di 0,2 grammi di cocaina e di 4,90 grammi di marjuana.

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Fuscaldo: scoperta piantagione di marijuana, la droga del valore di 150mila euro

Gli agenti del commissariato di Paola hanno scoperto la piantagione in un’area demaniale del centro tirrenico

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FUSCALDO (CS) – Sono 850 le piante di un’altezza variabile da 1,5 a 3,5 metri che erano in ottime condizioni vegetative e pronte per la raccolta. A scoprire gli agenti della Polizia di Stato di Paola. La coltivazione era stata realizzata in un’area poco accessibile di circa 1.000 metri quadrati ed era occultata tra la fitta vegetazione. Composta da 35 filari perfettamente allineati ed innaffiate attraverso un sistema di irrigazione rudimentale ma perfettamente funzionante, collegato ad un vicino ruscello, il tutto perimetrato da filo spinato.

Previe intese con l’Autorità Giudiziaria competente, la piantagione, dopo essere stata campionata, è stata estirpata e sono in corso attività investigative finalizzate all’individuazione dei responsabili della coltivazione della sostanza stupefacente che se immessa sul mercato avrebbe fruttato un guadagno superiore ai 150mila euro.

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San Giovanni in Fiore, Succurro su bilancio: “evitato nuovo dissesto”

Il sindaco del popoloso comune silano ha ringraziato la Giunta, la maggioranza e gli uffici: “Possiamo ripartire e alla fine dei nostri 5 anni restituire una città cambiata”

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Con l’approvazione del conto consuntivo 2020 e del bilancio comunale di previsione per gli anni 2021-2023 “abbiamo evitato che il Comune tornasse in dissesto finanziario. Perciò possiamo ripartire e alla fine dei nostri 5 anni restituire una città cambiata, in cui i giovani abbiano voglia di rimanere ed investire”. Sono le parole di Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore a seguito dell’approvazione del bilancio nel Consiglio comunale dello scorso 15 settembre.

Partivamo – ha spiegato Succurro in Consiglio comunale – da una situazione allarmante, per via dei chiarimenti richiesti dalla della Corte dei Conti rispetto alla gestione precedente, problema che per tre mesi ha impegnato gli uffici del municipio. Dopo il nostro insediamento nell’ottobre 2020, l’Organo straordinario di liquidazione ci aveva trasferito 1,9 milioni, da noi subito vincolati. Restavano da coprire 2,1 milioni. In dieci mesi abbiamo fatto ciò che i nostri predecessori non avevano realizzato in tanti anni: abbiamo ottenuto la chiusura certa della discarica di Vetrano entro 24 mesi e relativi ristori per circa 3 milioni in due anni, salvandoci dal dissesto”.

“Inoltre, tra Iva e Irap abbiamo recuperato oltre un milione e mezzo di euro. Ancora, abbiamo regolarizzato – sottolinea la sindaca – il taglio boschivo con entrate, a base d’asta, per 2 milioni in dieci anni. Con i parcheggi realizzati a Lorica, poi, nel solo agosto scorso abbiamo incassato 30 mila euro e 3.500 dai biglietti introdotti per le visite nell’Abbazia florense. Abbiamo fissato la tassa di soggiorno e peraltro siamo riusciti a moltiplicare gli arrivi turistici, con importanti ricadute per il commercio locale, non soltanto a Lorica. Abbiamo stabilizzato 103 persone tra Lsu ed Lpu, il che per legge si poteva fare già dal 2015, e stabilito sgravi significativi per le attività bloccate dal Covid nel 2020. In appena 10 mesi, abbiamo intercettato – rimarca Succurro – 15 milioni di finanziamenti, aperto più cantieri e recuperato risorse preziose per gli interventi nel sociale, avviando progetti di assistenza domiciliare e di educazione dei minori e sostegno delle famiglie, senza toccare il bilancio comunale. Abbiamo annullato interessi moratori per 100 mila euro, che gravavano su contenziosi del tutto ignorati”.

“Questi sono i fatti, documentati e documentabili. Ma c’è chi si ostina a non vederli, a negarli, a ridurre il Consiglio comunale a teatro del ridicolo, senza rispetto per le istituzioni. Continuiamo a lavorare a testa bassa, nonostante – conclude la sindaca Succurro – le insinuazioni, le offese, le falsità e le bassezze di una certa opposizione, priva di obiettività e di spirito costruttivo”.

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