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Cassano Ionio: un ulivo per ricordare Cirolla, vittima innocente di mafia

Fazio Cirolla venne ucciso 12 anni fa per uno scambio di persona in un agguato di stampo mafioso. L’ulivo è stato piantumato nel suo ricordo, perchè vittima innocente di mafia

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Fazio Cirolla aveva 42 anni quando venne ucciso 12 anni fa, per uno scambio di persona, in un agguato mafioso in contrada “Pantano Rotondo” di Cassano allo Ionio, all’interno di un autosalone. Su iniziativa del Presidio di Libera di Cassano “Fazio Cirolla” è stato piantato un ulivo nel piazzale antistante la chiesa di Gesù Buon Pastore a Sibari, in ricordo di Cirolla, assassinato il 27 luglio 2009, e di tutte le vittime innocenti di ‘ndrangheta.

Prima della piantumazione, si è tenuta una celebrazione eucaristica e alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, i familiari di Fazio Cirolla, il vescovo della diocesi di Cassano, mons. Francesco Savino intervenuto telefonicamente, don Ennio Stamile, referente regionale di Libera, e il sindaco di Cassano Gianni Papasso.

“Il grano e la zizzania, come il bene e il male, crescono insieme, ma mentre il primo porta frutto ed è fecondo, il secondo è destinato a bruciare”, ha affermato Mara Vincenzi, responsabile del presidio di Libera di Cassano. “Questa giornata sia prospera come l’Ulivo che resiste alle intemperie, rende rigoglioso e verdeggiante la nostra Sibaritide e genera l’olio che arricchisce – ha concluso Mara Vincenzi – le tavole quotidiane e i banchetti eucaristici”.

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Conte a Corigliano Rossano: “Nessun euro sarà deviato al Nord. Favorevoli al Green Pass”

Il leader M5S Giuseppe Conte è Corigliano Rossano per la prima tappa di una due giorni in Calabria. Nel pomeriggio sarà a Cosenza. Sul Green pass: “il M5s è assolutamente favorevole alla sua diffusione”

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CORIGLIANO ROSSANO – “Il vaccino salva le vite e siccome adesso siamo in una fase in cui la stragrande maggioranza della popolazione risulta vaccinata, noi dobbiamo riappropriarci delle nostre vite, quindi ripartiamo in modo pieno anche con la cultura, con lo spettacolo e con gli eventi sportivi oltre che con le attività economiche. Adesso possiamo farlo e dobbiamo farlo”.

A dirlo il leader M5S Giuseppe Conte, questa mattina a Corigliano Rossano, prima tappa di una due giorni in Calabria: “Dobbiamo ripristinare un senso di normalità perché i cittadini hanno fatto tanto sacrificio quindi la politica deve rispondere per fare ripartire tutte queste attività”.

“Non trascuriamo le amministrative”

“Questo passaggio elettorale delle amministrative è un passaggio che non trascuriamo affatto. Il dialogo con il Pd va avanti, al di là dei risultati che otterremo. Stiamo costruendo un progetto Paese, il M5s si è completamente rinnovato e occorrerà del tempo per dispiegare appieno questo nuovo corso, questo rinnovamento e continueremo il dialogo con il Pd al di là dei risultati”.

Regionali, opportunità per i calabresi

“Più che il test di un’alleanza io vedo questa come un’opportunità per tutti i calabresi qui presenti. E per questo che ci abbiamo messo la faccia e per questo io sono qui e lo stesso dicasi anche per Enrico Letta. Noi crediamo che ai calabresi occorra offrire una prospettiva alternativa rispetto al Governo regionale che c’è stato e riteniamo che questa prospettiva debba essere concreta“.

“Sono già stato qui da presidente del Consiglio più volte – ha aggiunto Conte – e ho dedicato molta attenzione perché è tra le aree del sud più dimenticate, più emarginate del piano della politica nazionale ed è per questo che il riscatto può ripartire e deve ripartire dalla Calabria. Non permetteremo che nessun euro destinato al Sud sia deviato al nord. Sono partito dal nord perché ho detto che il Nord deve ripartire forte, va benissimo che ci siano delle locomotive in Italia, infatti ho parlato di Milano locomotiva, ma che nessuno fraintenda”.

Il leader dei Cinquestelle interviene anche sul nodo Green Pass: “Il M5s è assolutamente favorevole alla sua diffusione. L’obbligo vaccinale l’ho sempre dichiarato una estrema ratio, quindi adesso spero che la Lega possa chiarire al proprio interno una posizione definitiva e non cambi idea adesso come già successo in passato. Il Paese ci chiede responsabilità”.

Per il lavoro “serve una risposta forte del Governo sulla crisi delle imprese”

“Con il blocco dei licenziamenti siamo riusciti a fronteggiare il periodo più duro dell’emergenza, ma adesso ci sono delle crisi d’impresa che meritano una risposta forte da parte della politica, in particolare da parte del ministro Giorgetti. C’è un progetto al quale ha lavorato la viceministra Todde per l’ex Embrago per esempio e vorremmo sapere che fine ha fatto. Ci sono 11 mila famiglie di Alitalia, vorremmo capire bene quali soluzioni vengono portate al tavolo. Undicimila famiglie sono tante, veramente tante”.

“C’è anche Gkn. Adesso c’è stata una sentenza favorevole – spiega Conte – ma la politica deve assumersi le sue responsabilità. Quindi invito il Governo ad adottare subito un progetto, delle norme, per favorire il salvataggio dei lavoratori perché è l’unico modo per assicurare reale, effettiva continuità aziendale”.

“Abbiamo fatto tanto per il Sud introducendo una fiscalità di vantaggio e la vogliamo strutturare e lavoreremo come movimento cinque stelle perché questa fiscalità di vantaggio si mantenga in modo strutturale. Se vogliamo offrire occupazione e prospettive di lavoro ai giovani, alle donne del Sud, bisogna tener conto che chi investe al Sud incontra maggiori difficoltà anche per le infrastrutture materiali che ci sono e che sono meno efficienti rispetto al nord. Addirittura la statale jonica va ripensata e rinforzata assolutamente. Dobbiamo assolutamente perseguire la fiscalità di vantaggio, destinare tutti i fondi programmati per il sud che devono andare al sud perché altrimenti il divario non si colmerà mai. Faremo di tutto per lavorare e per investire sulla statale 106 ionica”.

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Corigliano, 73enne rapina una donna con una pistola e le ruba gioielli

Protagonista un uomo di 73 anni che sotto la minaccia dell’arma ha intimato alla donna di consegnarle i suoi gioielli

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – E’ entrato nell’abitazione di una donna di 61 anni che vive da sola e, dopo averla minacciata con una pistola, le ha rubato i gioielli. Protagonista della rapina un uomo di 73 anni che è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri. Il fatto è accaduto in contrada Torricella di Corigliano Rossano, area urbana di Corigliano.

Il malvivente, entrato nella casa della vittima, sotto la minaccia dell’arma, ha iniziato a cercare indisturbato oggetti di valore e denaro in tutte le stanze. Trovato un sacchetto con all’interno degli oggetti preziosi, l’ha preso ed è poi fuggito. La vittima ha immediatamente allertato i carabinieri che, giunti sul posto, dopo aver ascoltato la 61enne che ha fornito una descrizione dettagliata del rapinatore, hanno avviato le ricerche.

Il 73enne è stato così individuato nella frazione di Schiavonea, poco distante dall’abitazione. Addosso all’uomo, dopo una perquisizione personale, sono stati trovati anelli e collane, restituiti alla proprietaria. La pistola non è stata trovata.

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Corigliano-Rossano, il sindaco Stasi azzera la giunta “si chiude una fase, ripartiamo”

“La nomina del nuovo esecutivo avverrà esclusivamente sulla base di presupposti politici, della chiarezza e degli obiettivi strategici che la città”

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CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Tanto tuonò che piovve. Alle parole si sono susseguiti i fatti e la giunta di maggioranza è stata azzerata dal sindaco Falvio Stasi che spiega “dopo le tante parole rispetto all’assenza in prima convocazione del consiglio di venerdì scorso, credo sia opportuno spiegare alla mia comunità cosa è accaduto e perché. Innanzitutto, sgomberiamo il campo da ipotesi strampalate: dal punto di vista amministrativo, nulla o quasi. Il consiglio si terrà serenamente in seconda convocazione, come successo milioni di volte, lunedì prossimo ed è per altro caratterizzato da punti quasi del tutto già affrontati in altri consigli comunali. Si tratta di discussioni proposte ripetutamente da una parte dell’opposizione, senza alcuna volontà di confronto, su tutto lo scibile umano, finalizzate a fare un po’ di baraonda mediatica, soprattutto in campagna elettorale: nulla di particolarmente originale, l’opposizione si può fare anche così.

Dal punto di vista politico, invece, sono accaduti fatti importanti. Nella giornata di giovedì, ovvero un giorno prima del Consiglio, ho ricevuto una lettera firmata da alcuni consiglieri di maggioranza sul tema della “perequazione del personale”, ovvero sul fatto che ci sarebbero più dipendenti di alcuni settori in alcuni plessi comunali piuttosto che altri, con particolare riferimento ai messi comunali. Nel tardo pomeriggio uno di questi consiglieri mi ha comunicato, con un messaggio, che l’indomani una parte dei firmatari non sarebbe venuta in Consiglio per rimarcare, evidentemente, il contenuto della lettera. Ora, giusto per intenderci, all’ordine del giorno non c’era il bilancio che quindi avrebbe imposto numeri consistenti; né, conti alla mano, c’era o c’è problema numerico in consiglio, considerando che la minoranza è fatta di nove consiglieri. La questione vera e prettamente politica è che, francamente, non sono più disposto ad accettare almeno tre cose:

1 – il metodo, da vecchia politica, che trovo scorretto e che è stato proposto anche altre volte;

2 – che l’unica componente consiliare ben rappresentata in giunta ponga questioni gestionali ad altri e non a sé stessa;

3 – che si possa pensare che un sindaco di una città di 80 mila abitanti (ma anche di 20 mila) possa occuparsi prioritariamente di quanti dipendenti di un determinato settore stanno da una parte piuttosto che dall’altra, oppure di altre questioni del genere, senza alcun respiro politico.

Probabilmente qualche mese fa avrei lasciato perdere e provato a trovare una mediazione, come fatto altre volte, ma forse lo splendido evento personale che mi è capitato in queste settimane, per il quale mi sento veramente un uomo fortunato, mi ha fatto misurare meglio l’importanza di alcune cose pertanto, su certe questioni, ho deciso di non mediare più, anche perché questo avrebbe semplicemente rimandato il problema. Forse – spiega Stasi si è diffusa la convinzione che un sindaco, pur di restare in carica, sopporterebbe di tutto compreso il tradimento dei propri principi, ma (fortunatamente o sfortunatamente) io non sono così, e per questa ragione venerdì ho comunicato ad una parte dei consiglieri di maggioranza che la nostra esperienza amministrativa, così come l’abbiamo conosciuta finora, sarebbe arrivata a termine. Questi diverbi all’interno delle maggioranze ci sono sempre stati, ma credo che il Primo cittadino di una città come Corigliano-Rossano abbia un compito importante e difficilissimo, e per questo debba impiegare tutte le proprie energie su questioni strategiche, senza perdersi in beghe gestionali o di campanile senza senso. Inoltre, il Governo di questa città implica avere un esecutivo politico che rema all’unisono nella stessa direzione”.

Dal nostro insediamento sulle grandi questioni abbiamo fatto tanto, ed alcuni dati sono oggettivi (basti pensare al fatto che avremo da gestire forse cento milioni di euro di opere pubbliche nei prossimi mesi, nonostante le carenze di personale e l’emergenza covid), ma molte energie sono anche andate disperse e troppo spesso, in questi mesi, le scelte sono state rallentate da questioni che non dovrebbero riguardare un’amministrazione libera e coraggiosa come la nostra. Ed allora ritenevo, e ritengo ancora, che per la città fosse più utile il segnale dirompente di un sindaco che non ha paura di staccarsi dalla poltrona non per ragioni numeriche, ma perché convinto che sia necessario governare la città badando esclusivamente alla soluzione dei problemi, non al bilancino.”

Avrei comunicato la mia decisione in Consiglio, ma dal confronto con consiglieri e movimenti che sostengono l’Amministrazione è emersa la richiesta di alcune ore per confrontarsi, riflettere, approfondire le questioni; una richiesta che ovviamente non potevo non accogliere, e da questo presupposto è scaturita la scelta di partecipare al consiglio in seconda convocazione, domani. In questa scelta c’è stata effettivamente una mancanza di bon-ton istituzionale, in questo caso si sarebbero potute avvisare le minoranze. Non che io sia mai stato avvisato quando mi trovavo all’opposizione, ma giacché la discontinuità si deve manifestare anche in queste cose, per la mancanza di garbo chiedo io scusa alla minoranza; su tutto il resto delle cose dette e scritte, frutto delle proprie bramosie, come sempre, sorvolo. Partendo dunque dall’esigenza improrogabile di rendere l’azione amministrativa maggiormente decisa, veloce e di largo respiro, in queste ore è aperto un sereno confronto tra gruppi, consiglieri e compagini politiche che sostengono la maggioranza con l’intento di chiudere una fase amministrativa: azzererò nelle prossime ore la giunta comunale. Ringrazio l’intero esecutivo per il contributo, il supporto ed il duro lavoro che ha svolto in questi due anni di Amministrazione, anni difficili in cui per ragioni straordinarie abbiamo dovuto stravolgere il nostro programma politico-amministrativo ed in cui ogni assessore, il cui compito era già molto gravoso, ha dovuto adattare la propria azione a delle condizioni ancor più difficili rispetto a quelle alle quali si era preparato. La nomina del nuovo esecutivo avverrà esclusivamente sulla base di presupposti politici, della chiarezza, degli obiettivi strategici che la città deve raggiungere nel suo complesso e senza alcuna tolleranza per metodi “retro” che non possono appartenere a questa Amministrazione. Proseguiremo l’esperienza amministrativa, imperniata su trasparenza e legalità, con chi accetterà questo nuovo tipo di percorso e sono certo che potremo dare risposte importanti e storiche alla nostra comunità su tutti i campi: dal potenziamento dei servizi primari alla rigenerazione urbana, sociale ed economica della città; dalla digitalizzazione alla realizzazione di tutte quelle opere, fisiche e non, che abbiamo progettato in questi due anni e che sono necessarie per costruire e rafforzare la città unica, la grande opportunità del nostro territorio. Nonostante due anni passati quasi interamente in emergenza sanitaria, buona parte di questi percorsi strategici sono stati già avviati o messi in cantiere ed accelerare significa avere buone possibilità di concluderli entro i 5 anni, mantenendo gli impegni con la comunità.

“Se invece, per una qualsiasi ragione, dovessi rendermi conto che non ci sono le condizioni per realizzare il nostro programma di governo a causa di intralci, pressioni, metodi da vecchia politica o fattori diversi, non attenderò un secondo e consegnerò alla città le mie dimissioni, esplicitando con maggiore dettaglio tutte le ragioni che mi porterebbero a tale scelta, certamente dolorosa ma imprescindibile: mi sono candidato (come gran parte di coloro che ho al mio fianco) per cambiare la città e migliorare la vita della mia comunità, non per fare l’equilibrista. Ovviamente, senza alcun segreto ed a prescindere dalle legittime ricostruzioni giornalistiche, nelle prossime ore comunicherò direttamente alla comunità, l’unica alla quale intendo rispondere, eventuali evoluzioni di questo percorso, rassicurandovi fin d’ora di una cosa che ritengo la più importante di tutte: amo terribilmente questa terra, ho deciso di restarci ed ogni scelta è sempre stata e sarà guidata solo da questo”.

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