Fiumefreddo Bruzio, si cerca un giovane di 26 anni scomparso - QuiCosenza.it
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Fiumefreddo Bruzio, si cerca un giovane di 26 anni scomparso

I carabinieri stanno cercando il giovane che era uscito ieri per recarsi in spiaggia. Di lui si sono perse le tracce

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FIUMEFREDDO BRUZIO (CS) – Indossava un pantaloncino corto, una t-shirt di colore scuro e infradito. L’ultimo avvistamento del ragazzo, Nicola Molinaro di 26 anni, è stato nel pomeriggio di ieri quando è uscito da casa per recarsi in spiaggia. Nella tarda serata di ieri, i genitori non vedendolo rientrare, hanno allertato i carabinieri.

In questo momento le ricerche sono condotte dai militari di Paola e dagli uomini della Guardia Costiera e la zona è sorvolata da un elicottero. Chiunque avesse notizie sul ragazzo è invitato a contattare i carabinieri. Secondo quanto si apprende ieri sera era in programma una festa in famiglia. Alcuni effetti personali del ragazzo ossia la maglietta, gli occhiali e gli infradito sono stati trovati sulla spiaggia.

In aggiornamento 

 

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Tragico incidente ad Amantea. Perde il controllo della moto, muore 17enne

Il ragazzo, che si trovava alla guida d una moto, è finito sotto una scarpata. In corso gli accertamenti

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Francesco Greco

AMANTEA – Un ragazzo di 17 anni ha perso la vita in un tagico incidente stradale avvenuto sulla Strada provinciale 257 che dalla cittadina tirrenica arriva al vicino comune di Lago. Il giovane, per cause in corso di accertamento, stava percorrendo a bordo della sua moto la provinciale quando avrebbe perso il controllo del mezzo finendo in una scarpata. Il ragazzo, purtroppo, è morto sul colpo e i sanitari del 118 al loro arrivo non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. Sulla dinamica dell’incidente autonomo indagano i carabinieri.

 

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Cetraro, Libera: “escalation di episodi criminali, pericoloso ritorno al passato”

Il presidio territoriale Libera Lucio Ferrami teme per l’intero territorio dell’alto tirreno cosentino interessato da episodi di violenza inaudita, con l’utilizzo spregiudicato delle armi

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CETRARO (CS) – “Già prima dell’attentato alla caserma dei Carabinieri ed all’auto del Comandante della stazione di Cetraro, si sono registrati atti di violenza verso giovani mamme, furti, racket e spaccio di droga. Ora si è decisamente alzato il tiro: colpi di pistola (almeno due) contro un furgone alimentare parcheggiato nei pressi della piazza della solidarietà veneto-trentina. Fatto di cui nessuno ha proferito parola; tentato omicidio al trentottenne buttafuori di un locale di Belvedere sul lungomare. Provocato, sembrerebbe, da noti malviventi cetraresi. Per mera fortuna ne è uscito “solo” gambizzato ma nonostante sia trascorso oltre un mese “stranamente” non si hanno ancora novità nelle indagini; l’episodio accaduto in piazza del Popolo a Cetraro Paese che ha visto l’assurda aggressione di un pizzaiolo da parte di colui che aveva ricevuto una denuncia qualche anno prima per gravi fatti estorsivi per il locale gestito a Cetraro Marina”.

“enorme muro di omertà”

A denunciare l’escalation criminale nell’area tirrenica e del cetrarese è il presidio Libera Lucio Ferrami: “Il fatto è ancora più grave non solo perché avvenuto in piazza in un orario che faceva registrare molte persone, ed alla presenza dei suoi familiari, quanto piuttosto perché sembrerebbe che nessuno abbia visto nulla. Oltre la denuncia del malcapitato si è preferito come al solito il ‘non sento, non vedo, non parlo’. Un enorme muro di omertà eretto nel corso degli ultimi cinquant’anni da tanti cittadini”.

“Eppure la comunità Cetraro ha registrato nel corso della sua recente storia le vicende umane, politiche ed imprenditoriali di Giannino Losardo e di Lucio Ferrami, che non si sono mai piegati alla prepotenza ed alla violenza mafiosa! Alessandro Bergonzoni, in un alto momento formativo proposto da Libera nazionale qualche anno fa, provocatoriamente recitava: “essere o essere…Umano? Essere umano non basta più! Deboli o … vili. Ovili, pecore, greggi, lupi, lupare. Chi sono io? Chi sono Loro? La mafia come un muro crepa non crolla per le infiltrazioni. L’odio e la violenza della mafia sono manifesti. Dobbiamo strappare i manifesti da quel muro. Dobbiamo arrotolarli mandarli a rotoli. Bisogna guardare la statua che sembra invisibile ma c’è: la statua dell’omertà con i suoi gangli che vogliono fermaci il cuore. Chissà se ce lo fermerà. Chi sa… parli. Dobbiamo superare il dolore o affiancarlo? Salire con lui lui e vedere dove porta, per arrivare a tanto? Questa è la domanda”.

“A due o tre isolati da qui. Ma quanti isolati ci sono? Uomo ottuso gira l’angolo diventa retto. Dobbiamo cambiare geometria. Ci sono troppi uomini piccoli che non vogliono crescere, svilupparsi. Io li chiamo i non sai. L’ignoranza è biadesiva attacca da tutte le parti. Ci vuole allora qualcuno che ci metta la faccia. Che faccia la differenza non l’indifferenza.” Come presidio territoriale Libera auspichiamo una riflessione a voce alta ed altra possibilmente in Piazza del Popolo. Sin da ora ci rendiamo disponibili ad organizzare l’evento nel prossimo mese di agosto”.

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Ionio

Sbarco di migranti nel cosentino, ci sono anche 4 bambini

L’Amministrazione di Calopezzati è stata allertata dalle autorità competenti di un veliero con a bordo migranti ed un gommone sulle coste probabilmente utilizzato dagli scafisti

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CALOPEZZATI (CS) – Macchina comunale e della solidarietà al lavoro ieri  a Calopezzati dove sono sbarcate una settantina di persone. L’Amministrazione, insieme al parroco ed alla Caritas parrocchiale si sono subito attivati per prestare soccorsi. Per motivi di sicurezza, il sindaco di Cariati, Filomena Greco, ha dato disponibilità ad accogliere nel proprio comune i migranti per i controlli sanitari.

L’imbarcazione a vela con 76 migranti era stata intercettata ieri a largo di Calopezzati. Subito la Capitaneria di porto di Corigliano-Rossano e una motovedetta della Guardia di finanza l’hanno raggiunta e poi scortata fino al porto di Corigliano Rossano. Sulla spiaggia invece, le forze dell’ordine hanno trovato un gommone, forse usato dai presunti scafisti per raggiungere terra e poi scappare.

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