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Terme Luigiane, lavoratori Sateca occuperanno oggi lo stabilimento

Hanno deciso di occupare da oggi lo stabilimento i lavoratori delle Terme Luigiane, che non hanno digerito il comportamento dei sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese i quali non si sono presentati all’incontro convocato dal presidente Nino Spirlì martedì scorso

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GUARDIA PIEMONTESE (CS) – Hanno definito “sconsiderate” le azioni dei sindaci Tripicchio e Rocchetti ed annunciato per oggi l’occupazione. I lavoratori delle Terme Luigiane intendono – scrivono – “riappropriarsi autonomamente del loro lavoro”.

Oggi pertanto i lavoratori Sateca insieme alla Cisl provinciale occuperanno pacificamente e nel rispetto della normativa anti-covid lo stabilimento termale Thermae Novae di proprietà della Sateca Spa ed hanno annunciato anche l’invio di una missiva al presidente Spirlì per ringraziarlo “della sua mediazione saltata per irresponsabilità dei due sindaci ed invitarlo a visitare la splendida cittadina termale ed incontrare nella circostanza i lavoratori durante la loro occupazione dello stabilimento”.

Lo stesso invito è stato esteso all’assessore Fausto Orsomarso. L’occupazione e la protesta, secondo quanto si apprende, andranno avanti ad oltranza fino a quando non verrà ripristinata l’erogazione dell’acqua termale verso la condotta della Sateca.

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Terme Luigiane, Spirlì ai sindaci “subito report sullo stato della struttura”

E cinque giorni per trasmetterlo: è il tempo concesso dal presidente della Regione ai sindaci di Guardia Piemontese e Acquappesa

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CATANZARO – Cinque giorni per trasmettere una dettagliata relazione sullo stato delle Terme Luigiane. È il tempo concesso dal presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, ai sindaci di Guardia Piemontese e Acquappesa, che sono stati invitati a produrre un report sulle attività manutentive avviate nella struttura e un cronoprogramma delle attività di sfruttamento delle acque.

Nella lettera inviata ai due primi cittadini, Spirlì ricorda che la concessione delle Terme può essere sottoposta a decadenza nel caso di gravi inadempienze e si dice pronto a intraprendere ogni azione idonea a tutelare l’interesse pubblico.

LA LETTERA

«Come è a voi noto – scrive Spirlì –, ho più volte manifestato preoccupazione per gli eventi che hanno riguardato le attività del complesso termale Terme Luigiane. L’atto concessorio trentennale, con il quale le acque termo-minerali “Terme Luigiane” sono state affidate ai Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, è finalizzato alla salvaguardia dell’interesse pubblico, attraverso la regolare attività di sfruttamento e la regolare manutenzione delle risorse delle acque termali, assicurando anche l’effettuazione senza soluzione di continuità delle prestazioni sanitarie».

«I soggetti concessionari, sebbene abbiano il diritto di scegliere la modalità di gestione, hanno, soprattutto – spiega il presidente della Regione – il dovere di assicurare che l’utilizzo della concessione avvenga con mezzi tecnici ed economici adeguati, in ragione dell’interesse pubblico primario dello sfruttamento del bene stesso. Non intendo soffermarmi sulle scelte che i Comuni concessionari hanno inteso o intendono porre in essere, ma reputo doveroso attivare nell’immediato ogni azione idonea a tutelare e salvaguardare il bene di proprietà regionale».

«ENTRO 5 GIORNI»

«Vi invito, pertanto, a trasmettere entro 5 giorni dal ricevimento della presente, una dettagliata relazione nella quale – specifica Spirlì – si illustri con chiarezza l’attuale stato del bene indicando, inoltre, le attività manutentive azionate nel periodo di interruzione e, soprattutto, un cronoprogramma nel quale si evidenzino con chiarezza tempi e modalità delle attività di sfruttamento delle acque al fine di salvaguardare la imminente stagione termale».

«Ricordando che, nel caso di gravi inadempienze, la concessione può essere sottoposta a decadenza, in assenza di adeguate informazioni, sarò costretto, mio malgrado – conclude il presidente della Giunta –, ad attivare gli uffici regionali preposti per ogni idonea azione a tutelare il preminente interesse pubblico».

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Turismo, costituito il comitato “le Vie della Transumanza”

Il Comitato promotore del Distretto del Cibo Jonico-Silano “le Vie della Transumanza” è stato costituito su proposta dei Gal Sila Sviluppo e Kroton

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COSENZA – Fanno parte del Comitato, oltre ai Gal, il Parco Nazionale della Sila, il CREA – PB, i Comuni di San Giovanni in Fiore e Pallagorio, le rappresentanze di Confagricoltura, Cia, Coldiretti e Copagri, Legambiente, Italia Nostra, Arci, Unpli, la Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e Forestali, l’Associazione Produttori Zootecnici della Calabria.
Il Comitato -è scritto in una nota diffusa alla stampa – svolge la funzione di indirizzo e coordinamento delle attività finalizzate all’individuazione ed al riconoscimento del Distretto del Cibo a valere sulla manifestazione di interesse pubblicata dal Dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria.

E’ prevista la costituzione di un Gruppo di Lavoro, coordinato dal Direttore del Gal Sila Sviluppo, composto da professionisti operanti all’interno delle strutture tecniche del Gal, e da atri esperti nelle tematiche sopracitate, con il compito di progettazione, elaborazione, predisposizione e messa a punto della documentazione per la presentazione dell’istanza di riconoscimento del Distretto del Cibo, secondo gli indirizzi e le linee strategiche formulate dal Comitato Promotore. Il territorio jonico-silano considerato, comprende 35 comuni della Sila e Presila crotonese e cosentina classificati aree interne, ed caratterizzato da secoli dal fenomeno della transumanza, oltre che dalla presenza di produzioni agroalimentari di alta qualità, biologiche e certificate. La promozione di cibi in grado di soddisfare modelli sostenibili di produzione e distribuzione, l’attenzione al territorio, la qualità organolettica, la tutela ambientale, la salvaguardia della biodiversità, la qualità della vita della comunità, sono le motivazioni principali che spingono verso la costituzione del Distretto del Cibo.

La vision che si intende rilanciare è quella di un territorio che al fine di contrastare il processo di marginalizzazione e del conseguente declino demografico persegue uno sviluppo fortemente connotato dall’eco-sostenibilità e dove gli elementi di qualità della vita che lo caratterizzano, come l’elevata qualità ambientale e la sua salubrità, la ricca presenza di risorse naturali ed il saper fare locale diventano volani per la sua rigenerazione e per lo sviluppo di nuova imprenditorialità locale. La scelta di puntare su un sistema agroalimentare locale, socialmente condiviso e di alta qualità, valorizza le connessioni tra cibo e salute, tipicità dei prodotti e dei paesaggi di produzione, consentendo nuove forme di interazione tra consumatori e produttori. Ciò deve avvenire in forma integrata, promuovendo un turismo “slow” basato su un sistema di accoglienza in cui i giovani imprenditori possano svolgere un ruolo più forte, mettendo in valore il proprio territorio, accrescendone l’attrattività e favorendo la creazione di lavoro. Attraverso il distretto del cibo si vuole costituire una governance territoriale unitaria per ricostituire una identità d’area e definire strategie e obiettivi da seguire nel lungo periodo, necessariamente basati su un approccio di tipo sistemico. Si avvierà ora una attività di animazione territoriale per la definizione condivisa e partecipata della strategia di sviluppo e per la costituzione del partenariato che sottoscriverà l’Accordo di Distretto.

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Cosenza, Asp “ieri 7mila vaccinati. Procediamo nonostante difficoltà giudiziarie”

Obiettivo raggiunto, comunicano “grazie ad un efficace lavoro di squadra, che vede impegnati sanitari, volontari, medici e sindaci”

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COSENZA – L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza comunica che, “il Commissario Vincenzo La Regina e la propria struttura sono anche oggi al lavoro per continuare a far fronte alle molteplici richieste di Salute che provengono dalla stessa Azienda”. Così scrive in una nota l’Ente.

“Corre l’obbligo sottolineare che l’ASP di Cosenza viene fuori da anni difficili, come testimonia anche il lavoro della Magistratura la quale, con le inchieste che hanno visto a vari livelli i propri management coinvolti, in questi ultimi mesi sta svolgendo la propria attività per garantire il rispetto della legalità. Il lavoro del Commissario straordinario è pertanto – proseguono – rivolto a meglio poter offrire e rispondere al bisogno di Salute del proprio territorio allo scopo di garantirle soprattutto durante l’attuale Pandemia. Importante esempio è il maggior numero di vaccinazioni effettuate ieri, (circa settemila),- conclude l’Asp di Cosenza – obiettivo raggiunto grazie ad un efficace lavoro di squadra, che vede impegnati sanitari, volontari, terzo settore e Medici di Medicina Generale con il contributo istituzionale dei Sindaci”.

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