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Mutuo, prelievo forzato di 6 rate dal conto. Ristoratore cosentino disperato

Avevo ottenuto la sospensione dei pagamenti a causa della crisi dovuta al covid. Ad Aprile prelevati in modo coatto 12.000 euro

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DIAMANTE (CS) – Come tanti imprenditori in difficoltà economiche, a casa della pandemia, era riuscito a sospendere le rate del mutuo del ristorante, chiuso da mesi a causa delle restrizioni. Ma l’uomo, a inizio aprile, ha avuto un’amarissima sorpresa:  dal suo conto bancario sono state prelevate tutte insieme ben 6 rate proprio del mutuo che aveva sospeso. “sono stati scaricati, senza preavviso, quasi 12.000 euro, ovvero sei rate di un mio mutuo. Tutte assieme. Eppure avevo ottenuto di sospendere i pagamenti a partire da novembre scorso”. Lo racconta Perrone, noto ristoratore di Diamante (Cosenza). “La direttrice della filiale bancaria non mi ha saputo dare spiegazioni – dice Perrone – e io sono ancora in attesa di avere notizie e di capirci qualcosa. Ma sono molto preoccupato“. “Il mio avvocato afferma che si tratti di un abuso, perché proprio in questo momento di piena pandemia, con il ristorante chiuso e noi che non lavoriamo, – dice ancora il ristoratore – questo per noi è un danno incalcolabile”.

“Proprio in questi giorni stavamo facendo dei lavori al ristorante, per migliorare anche la sicurezza, in attesa della riapertura. Ma ora non avremo più soldi per pagare operai e fornitori – dice Perrone – e non sappiamo davvero che pesci pigliare”. “È passato quasi un mese ma ancora non ho nessuna risposta dalla banca, – conclude amareggiato l’imprenditore – non so niente dei soldi, che mi sono stati presi tutti in una volta. E spero sempre che si tratti solo di un errore a cui si rimedierà, perché sono anni che tutta la mia famiglia è cliente di questa banca”. Dalla filiale bancaria, interpellata, al momento nessun commento sull’accaduto.

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A Vaccarizzo Albanese la 37° rassegna del costume arbereshe

Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione: è il tema del convegno che si terrà il prossimo sabato 10 luglio

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VACCARIZZO ALBANESE – (CS)  – Colei che tramanda ed insegna la lingua ai figli ed ai nipoti e che si fa ambasciatrice ed anello di congiunzione con le nuove generazioni di un patrimonio culturale ed identitario dallo straordinario valore. Fuori dalle teche di un museo, ma protagonista con l’eredità che viene dal passato, dello spazio e del tempo in cui vive. È, questo, il ritratto autentico della donna arbëreshe affidato al progetto poetico/teatrale che prenderà forma e voce nel monologo che chiuderà la 37esima Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshë di Vaccarizzo Albanese: collocata in un contesto futuribile, la donna dell’Arberia è capace di portare nel tempo un percorso storico, innovando. Percorsi ed obiettivi del progetto che si inserisce nel più generale evento-contenitore, promosso dall’Amministrazione Comunale e cofinanziato dalla Regione Calabria, sono stati illustrati nei giorni scorsi nel workshop ad hoc ospitato a Palazzo Marino, alla presenza del Sindaco Antonio Pomillo che ha ribadito l’auspicio che l’iniziativa possa tornare ad essere partecipata e fruita, come si faceva prima dell’emergenza.

Coordinati dal direttore artistico Roberto Cannizzaro all’incontro sono intervenuti la fashion designer Cinzia Tiso che ha condiviso i passaggi che hanno portato alla rivisitazione del tradizionale costume di gala all’abito di alta moda, realizzato con tessuti naturali ed esaltando l’aspetto sartoriale ed artigianale; Pier Luigi Sposato, sceneggiatore e regista e Vicky Macrì, attrice, che hanno condiviso gli elementi di ispirazione nella scrittura ed interpretazione del monologo che sarà presentato nella serata conclusiva della Rassegna. Candidare le pratiche rituali arbëreshe del Moti i Madh al riconoscimento come bene patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione. È, questo, il tema del convegno dibattito che si terrà il prossimo sabato 10 luglio.

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Ospedale di Acri “riattivare subito i 13 posti letto di medicina”

Graziano “inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale possa aver perso 13 posti letto dei 20 originariamente assegnati”

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ACRI – “Necessaria una rapida e attenta ricognizione del personale sanitario assegnato all’ospedale di zona disagiata di Acri per rendere operativi tutti i Reparti ripristinandoli allo stato pre-pandemia. È inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale del “Beato Angelo” possa aver perso 13 posti letto, dei 20 originariamente assegnati, al termine del periodo di emergenza Covid-19. Che fine hanno fatto queste degenze e, soprattutto, che fine ha fatto il personale?” È quanto denuncia il presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale nonché componente della IV Commissione consiliare permanente sulla Sanità, Giuseppe Graziano, chiedendo spiegazioni al Commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina.

“Accadono – aggiunge Graziano – situazioni incomprensibili che hanno il solito e unico peccato originale: quello di non provvedere ad espletare i concorsi per l’assunzione di nuovo personale da impiegare nelle strutture sanitarie pubbliche. Se da un lato è giusto che medici e infermieri, impiegati in questi lunghi mesi di emergenza a combattere il virus in corsia, abbiano doveroso riposo, dall’altro l’apparato che governa il diritto alla salute deve garantire il prosieguo dei servizi all’utenza. È inconcepibile – precisa ancora il capogruppo UDC a palazzo Campanella – che si fermi il complesso sistema dell’assistenza medica perché non ci sono medici. Appare a dir poco paradossale. Eppure è quello che sta avvenendo ad Acri nel reparto di Medicina Generale. Un’Unità operativa all’interno di un ospedale di zona disagiata che prima del Covid aveva 20 posti letto. Durante l’emergenza pandemica nel presidio viene attivato un reparto per la cura dei malati Sars-Cov-2. Per aprirlo non vengono arruolati nuovi medici e infermieri ma vengono assorbite professionalità da tutti i reparti interni al nosocomio.

Nel reparto solo 7 posti letto e la metà degli infermieri

Una volta chiusa la fase d’emergenza, il “reparto covid” chiude a sua volta. Tutto dovrebbe ritornare allo status quo ante emergenza. E invece – dice ancora Graziano – il Reparto si trova ad operare con soli 7 posti letto. E questo perché dei 14 infermieri che dapprima erano assegnati all’UO di Medicina oggi ce ne sono soltanto la metà. Gli altri sono legittimamente in ferie. Ma questa condizione, seppur motivata, non può rappresentare un disagio per l’utenza. È opportuno allora che l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza rimedi subito a questa situazione insensata e scandalosa per la quale, nelle prossime ore, chiederò ufficialmente chiarimenti al Commissario Vincenzo La Regina. Si facciano i concorsi – conclude il Consigliere regionale – si assuma personale perché questa è una condizione imprescindibile per far sopravvivere quel che resta di una sanità allo sfascio, che non avrà pace se non verrà presto riformata e rivitalizzata dalle fondamenta”.

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Plastic Free, domani volontari in azione a San Marco Argentano

Grandi e piccini potranno offrire il proprio supporto alla cura e alla tutela del territorio. Si tratta della prima data regionale

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SAN MARCO ARGENTANO (CS) – Domani, domenica 20 giugno dalle ore 9:00 presso la SP 94 a San Marco Argentano, i volontari di Plastic Free si troveranno ancora una volta pèr continuare l’azione di sensibilizzazione dei cittadini sulla pericolosità dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Sarà un’ulteriore occasione per lanciare un messaggio ancora più forte, affermando l’amore verso la Calabria e il suo territorio. Ma non è tutto, per questa prima data regionale, infatti, sono previsti più di 10 eventi organizzati in contemporanea in tutta la regione e dedicati alla pulizia e alla riqualificazione di luoghi storici e peculiari delle diverse città.

Compilando il form sul sito dell’associazione Plastic Free ci si iscrive ufficialmente all’evento, si usufruisce di una copertura assicurativa e si dichiara di essere esenti dalle problematiche elencate nell’informativa anti-covid. Si consiglia di portare con sé dei guanti da giardinaggio, un cappello e una borraccia con l’acqua. Tutto il resto dell’occorrente verrà fornito da parte delle associazioni e dal comune di San Marco Argentano.

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