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Violazioni ambientali, sequestrati terreni e un depuratore sullo Ionio cosentino

Controlli lungo la fascia ionica dell’alto cosentino da parte dei Carabinieri Forestale

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ORIOLO (CS) – I carabinieri hanno accertato in località “Masseria Solano” del comune di Montegiordano una estirpazione e soppressione di un bosco di macchia mediterranea su un appezzamento di terreno interessato da alcuni lavori di recente esecuzione. I lavori sono stati eseguiti in area vincolata senza le dovute autorizzazioni per cui si è proceduto al sequestro dell’area e alla denuncia dell’esecutore materiale dei lavori proprietario del terreno.

Altro sequestro è avvenuto in località “Santa Venere” di Rocca Imperiale dove sono stati effettuati lavori di sbancamento e livellamento di terreno in assenza delle dovute autorizzazioni previste. Nello specifico, i lavori hanno interessato una superficie con estensione di circa 12.000 metri quadri dove erano ben evidenti i segni dei cingoli impressi da un mezzo meccanico, utilizzato per compiere tali lavori. Anche in questo caso l’area sottoposta a vincolo idrogeologico è stata posta sotto sequestro e il proprietario denunciato perché i lavori eseguiti in assenza dei titoli autorizzativi prescritti.

Infine, in località “Civita” agro di Roseto Capo Spulico, presso il vecchio impianto di depurazione acque reflue urbane sono stati rinvenuti 120 metri cubi di fanghi essiccati prodotti in passato come si evince dalla vegetazione spontanea radicata all’interno delle vasche presenti nell’impianto che testimoniano il prolungato stazionamento degli stessi al suo interno. L’impianto, inoltre, risulta privo di qualsiasi recinzione o impedimento tale da poter garantire la sicurezza. Si è pertanto proceduto al sequestro dei fanghi e al deferimento dell’Amministrazione Comunale per smaltimento illecito di rifiuti.

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Molestie ad ex poliziotto e all’intera famiglia. Ai domiciliari un ex carabiniere

Tra gli ulteriori episodi riferiti anche una minaccia di morte con l’uso di un tagliaerba

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Finisce agli arresti domiciliare un carabiniere residente con l’accusa di molestie ad un ex agente della polizia penitenziaria e alla sua famiglia. Il provvedimento è stato emesso nella giornata di ieri, dal Tribunale di Castrovillari, dopo l’ultima querela sporta dall’ex agente difeso dall’Avv. Raffaele Meles del Foro di Castrovillari.

I fatti “iniziano nel 2018 quando, per come denunciato dalle persone offese, l’uomo, vicino di casa, si è reso autore di minacce, appostamenti, pedinamenti e insulti rivolti quotidianamente a tutta la famiglia. Riferiti, inoltre, degli episodi di aggressione, anche fisica, da parte dell’uomo che, in una circostanza, avrebbe rincorso una delle persone offese brandendo in mano un coltello e minacciando di volergli tagliare la testa e solo grazie alla fuga si evitò il peggio; in altre circostanze avrebbe cercato di investirle con l’autovettura e in una occasione avrebbe colpito una di loro con un tubo in ferro provocando delle lesioni alla mano. Tra gli ulteriori episodi riferiti, anche una minaccia di morte con l’uso di un tagliaerba.” Secondo quanto riportato: “servendosi di una scala e sfondando i vetri della finestra della camera da letto – il carabiniere – avrebbe cercato di entrare nell’abitazione dei vicini con l’intento di aggredire la donna, che reagì chiedendo prontamente aiuto e mettendolo in fuga. La situazione aveva profondamente destabilizzato la tranquillità delle persone offese, generando uno stato di timore che le aveva indotte a cambiare finanche le abitudini di vita e a non uscire di casa se non accompagnate”.

Dopo numerose denunce/querele e dopo avere raccolto altrettanti indizi, il Tribunale di Castrovillari, in accoglimento della richiesta di applicazione di una misura cautelare, richiesta anche dall’avvocato Raffaele Meles, lo scorso anno ha applicato nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese prescrivendogli altresì di mantenere una distanza non minore di centocinquanta metri. “Misura – secondo quanto riferito nel comunicato – non rispettata dall’indagato, che ha continuato a mettere in atto comportamenti persecutori”. Da qui la richiesta avanzata dalla Procura, sollecitata dall’avv. Meles con una serie di atti documentali, e accolta dal Tribunale che ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

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Abuso d’ufficio a Caloveto, denunciato dipendente comunale

I carabinieri hanno denunciato il responsabile dell’ufficio tecnico per il taglio di alcuni cipressi

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CALOVETO (CS) – Un dipendente comunale è stato denunciato per abuso d’ufficio. L’accusa è scattata dopo l’indagine avviata dai carabinieri forestali di Rossano, a seguito del taglio di 23 cipressi all’interno del cimitero. Secondo quanto si apprende,  il taglio avvenuto quest’estate aveva generato dissenso tra diversi cittadini, i quali attraverso varie piattaforme social lamentavano dubbi e perplessità in merito all’accaduto.

L’allarme non è passato inosservato alle autorità competenti che, indagando sulla vicenda, hanno scoperto che le piante tagliate godevano di buona salute e non vi erano danni evidenti alle tombe poste nei pressi dei cipressi, ne alcuna necessità del taglio di tutte le piante esistenti nell’area cimiteriale. Per questo motivo, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune è stato deferito all’autorità giudiziaria. 

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Corigliano Rossano: incendio in un capannone abbandonato, una vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato carbonizzato. L’incendio sarebbe divampato per cause accidentali

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un migrante di nazionalità moldava é morto a Corigliano Rossano nell’incendio scoppiato nel capannone abbandonato in cui dormiva. Le fiamme, secondo quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri del locale Reparto territoriale, sarebbero state provocate da cause accidentali, presumibilmente per una cicca di sigaretta non spenta. L’incendio é stato spento dai vigili del fuoco. A trovare il cadavere carbonizzato del moldavo sono stati i carabinieri, che hanno sentito come testimone un altro migrante che dormiva nel capannone insieme alla vittima. Sul posto i militari hanno trovato alcune bottiglie di alcolici vuote. Si esclude, in ogni caso, che l’incendio sia stato appiccato volontariamente da qualcuno e che quindi, per quanto é accaduto, possano esserci responsabilità di terzi.

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