Castrovillari al via "Maggio dei libri", la lettura è crescita individuale e collettiva - QuiCosenza.it
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Castrovillari al via “Maggio dei libri”, la lettura è crescita individuale e collettiva

“Il Maggio dei libri” a Castrovillari, “Città che Legge”, in occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore

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CASTROVILLARI (CS) – A Tu per Tu con quell’Amore che vince Tutto. Gli appuntamenti de “Il Maggio dei libri” a Castrovillari, “Città che Legge”, in occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, si vivranno il 7, il 14, il 21 e 28 maggio grazie all’Accademia Pollineana che lancia la VI Edizione su questo adagio, fulcro dell’esistenza ed urgenza umana in ogni Tempo.

Centrale il ruolo della lettura e, quindi, del libro, per la crescita individuale e collettiva, che contribuiscono a quell’educazione all’umano a cui partecipano in tantissimi con le loro storie di vita, esperienze e testimonianze, spesso registrate nei testi e, comunque, fattori-riferimento sempre di quello sviluppo culturale da cui non si può prescindere per affermare le dimensioni di ogni rapporto nonché la questione educativa nel contesto scolastico. Decisivo questo orizzonte che trova nelle esigenze fondamentali di ogni persona il suo nesso: l’esistere per questa passione ed amore verso l’Altro. Non a caso siamo costituiti in modo tale che ci realizziamo quando viviamo con questa tensione. Non siamo fatti per essere soli. Questa è la meta infinita.

Il cronoprogramma verrà diluito dal 7 maggio prossimo con i Venerdì Letterari, dalla pagina Facebook dell’Accademia Pollineana, – per le misure di contenimento, in vigore, dal rischio di contagio da Covid -; in questo giorno alle ore 18 Angela Lo Passo, coadiuvata da Enzo Cordasco, darà vita al laboratorio di letture “Amor ch’a nullo amato amar perdona” con gli studenti del Liceo Classico “G. Garibaldi”. Interverrà il direttore del Sistema Museale Città di Castrovillari e del Gruppo archeologico del Pollino, Claudio Zicari, sul tema: “L’Eros nei reperti archeologici della Magna Grecia”.

E ancora il 14 maggio, sempre alle 18, in diretta sulla piattaforma Meet per lo spazio “Amor che nella mente mi ragiona”, l’amore della conoscenza verrà declinato in un Convivio -a cui tutti siamo invitati- in compagnia di Filomena Minella Bloise, referente del “Progetto Diffusione Cultura” che modererà il laboratorio di letture con gli studenti delle classi III e IV dell’I.I.S. Mattei-Pitagora-Calvosa. Per lo spazio dedicato, poi, all’ “Amore è plurale?” il programma prevede la presenza dell’attrice e performer Roberta Lidia De Stefano e la psicoterapeuta Maria Esposito.

Il 21 alle ore 17 Paola Gentile e Pasquale Pandolfi colloquieranno con il Vescovo di Cassano allo Jonio, Monsignor Francesco Savino, sul tema: “Amor che move il sole e l’altre stelle. L’amore mistico”. Da Meet, Mena Ferraro e Ines Raisa Fortunato interverranno con letture dedicate. Il 28 maggio, invece alle ore 18 Paola Gentile affronterà il tema: “Com’è cambiato il lessico dell’amore, dall’antichità ai giorni nostri” per comprendere quanto e come si sia trasformato il linguaggio d’amore nel Tempo. Interverrà Lorena Martufi, tirocinante presso la Biblioteca Civica “U. Caldora” di Castrovillari. Il tutto potrà essere incontrato ancora in differita sui canali instagram, twitter e youtube dell’Accademia.

 

 

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Cetraro, paura per il giudice Massimo Lento colto da un malore in spiaggia

Da poco nominato presidente del Tribunale di Castrovillari, Massimo Lento è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Cosenza

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CETRARO (CS) – Il magistrato Massimo Lento, da pochi giorni nominato presidente del tribunale di Castrovillari, è stato colto da un malore mentre si trovava in spiagga a Cetraro, in località Lampetia. Secondo quanto si apprende Lento stava per entrare in acqua quando si è accasciato sulla spiaggia. Il primo soccorso è stato effettuato da un Carabiniere libero dal servizio dopo che la moglie e alcuni bagnanti che hanno assistito alla scena hanno lanciato l’allarme. E’ successivamente atterrato l’elicottero del 118 che ha trasportato Massimo Lento in ospedale all’Annunziata di Cosenza. Al momento non si conoscono le condizioni del giudice.

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A Vaccarizzo Albanese la 37° rassegna del costume arbereshe

Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione: è il tema del convegno che si terrà il prossimo sabato 10 luglio

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VACCARIZZO ALBANESE – (CS)  – Colei che tramanda ed insegna la lingua ai figli ed ai nipoti e che si fa ambasciatrice ed anello di congiunzione con le nuove generazioni di un patrimonio culturale ed identitario dallo straordinario valore. Fuori dalle teche di un museo, ma protagonista con l’eredità che viene dal passato, dello spazio e del tempo in cui vive. È, questo, il ritratto autentico della donna arbëreshe affidato al progetto poetico/teatrale che prenderà forma e voce nel monologo che chiuderà la 37esima Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshë di Vaccarizzo Albanese: collocata in un contesto futuribile, la donna dell’Arberia è capace di portare nel tempo un percorso storico, innovando. Percorsi ed obiettivi del progetto che si inserisce nel più generale evento-contenitore, promosso dall’Amministrazione Comunale e cofinanziato dalla Regione Calabria, sono stati illustrati nei giorni scorsi nel workshop ad hoc ospitato a Palazzo Marino, alla presenza del Sindaco Antonio Pomillo che ha ribadito l’auspicio che l’iniziativa possa tornare ad essere partecipata e fruita, come si faceva prima dell’emergenza.

Coordinati dal direttore artistico Roberto Cannizzaro all’incontro sono intervenuti la fashion designer Cinzia Tiso che ha condiviso i passaggi che hanno portato alla rivisitazione del tradizionale costume di gala all’abito di alta moda, realizzato con tessuti naturali ed esaltando l’aspetto sartoriale ed artigianale; Pier Luigi Sposato, sceneggiatore e regista e Vicky Macrì, attrice, che hanno condiviso gli elementi di ispirazione nella scrittura ed interpretazione del monologo che sarà presentato nella serata conclusiva della Rassegna. Candidare le pratiche rituali arbëreshe del Moti i Madh al riconoscimento come bene patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione. È, questo, il tema del convegno dibattito che si terrà il prossimo sabato 10 luglio.

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Ospedale di Acri “riattivare subito i 13 posti letto di medicina”

Graziano “inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale possa aver perso 13 posti letto dei 20 originariamente assegnati”

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ACRI – “Necessaria una rapida e attenta ricognizione del personale sanitario assegnato all’ospedale di zona disagiata di Acri per rendere operativi tutti i Reparti ripristinandoli allo stato pre-pandemia. È inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale del “Beato Angelo” possa aver perso 13 posti letto, dei 20 originariamente assegnati, al termine del periodo di emergenza Covid-19. Che fine hanno fatto queste degenze e, soprattutto, che fine ha fatto il personale?” È quanto denuncia il presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale nonché componente della IV Commissione consiliare permanente sulla Sanità, Giuseppe Graziano, chiedendo spiegazioni al Commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina.

“Accadono – aggiunge Graziano – situazioni incomprensibili che hanno il solito e unico peccato originale: quello di non provvedere ad espletare i concorsi per l’assunzione di nuovo personale da impiegare nelle strutture sanitarie pubbliche. Se da un lato è giusto che medici e infermieri, impiegati in questi lunghi mesi di emergenza a combattere il virus in corsia, abbiano doveroso riposo, dall’altro l’apparato che governa il diritto alla salute deve garantire il prosieguo dei servizi all’utenza. È inconcepibile – precisa ancora il capogruppo UDC a palazzo Campanella – che si fermi il complesso sistema dell’assistenza medica perché non ci sono medici. Appare a dir poco paradossale. Eppure è quello che sta avvenendo ad Acri nel reparto di Medicina Generale. Un’Unità operativa all’interno di un ospedale di zona disagiata che prima del Covid aveva 20 posti letto. Durante l’emergenza pandemica nel presidio viene attivato un reparto per la cura dei malati Sars-Cov-2. Per aprirlo non vengono arruolati nuovi medici e infermieri ma vengono assorbite professionalità da tutti i reparti interni al nosocomio.

Nel reparto solo 7 posti letto e la metà degli infermieri

Una volta chiusa la fase d’emergenza, il “reparto covid” chiude a sua volta. Tutto dovrebbe ritornare allo status quo ante emergenza. E invece – dice ancora Graziano – il Reparto si trova ad operare con soli 7 posti letto. E questo perché dei 14 infermieri che dapprima erano assegnati all’UO di Medicina oggi ce ne sono soltanto la metà. Gli altri sono legittimamente in ferie. Ma questa condizione, seppur motivata, non può rappresentare un disagio per l’utenza. È opportuno allora che l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza rimedi subito a questa situazione insensata e scandalosa per la quale, nelle prossime ore, chiederò ufficialmente chiarimenti al Commissario Vincenzo La Regina. Si facciano i concorsi – conclude il Consigliere regionale – si assuma personale perché questa è una condizione imprescindibile per far sopravvivere quel che resta di una sanità allo sfascio, che non avrà pace se non verrà presto riformata e rivitalizzata dalle fondamenta”.

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