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10 anni, originaria di Crosia. Sua la poesia scelta per la giornata dedicata alle vittime covid

Marco Garofalo

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Rosyse Pometti, 10 anni, originaria di Crosia, selezionata dal sindaco di Codogno per poesia Giornata dedicata alla comunità resiliente e alle vittime del Covid-19. La bambina frequenta la quinta primaria presso il Comprensivo di Codogno. Durante il lockdown ha scritto una poesia diventata virale sui social. 

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CODOGNO (LO) – La pandemia ha causato non pochi problemi e difficoltà agli adulti e ai bambini. Come hanno reagito? Come stanno vivendo questo tempo del tutto particolare? Innumerevoli le risposte da parte di varie figure professionali. “Ogni individuo – ha commentato il sociologo Antonio Iapichino, referente per la Calabria della Società italiana di Sociologiaè diverso dall’altro. La reazione è differente da persona a persona. D’altronde – ha aggiunto – stiamo parlando di esseri umani, non di robot”. Ad esempio, Rosyse Pometti, una bambina di 10 anni, di origine calabrese, sta vivendo questo periodo, dalle peculiarità eccezionali, a Codogno, la cittadina simbolo in cui si è registrato il primo caso di Covid-19 in Italia. La piccola abita in Lombardia, dove i suoi genitori, il papà Mimmo Pometti, noto artista di Mirto Crosia e la mamma Rosina Boccuti, docente di matematica di Calopezzati, si sono trasferiti, per motivi lavoro, tre mesi dopo la sua nascita. La bimba, che frequenta la quinta primaria dell’Istituto comprensivo di Codogno, durante il primo lockdown, nelle giornate caratterizzate dall’angoscia, si è dedicata alla lettura e alla scrittura. Ed è stato proprio in quelle giornate cupe, che la giovane Rosyse ha scritto una poesia diventata, poi, virale sui social e, successivamente, oggetto di riconoscimenti. Si intitola “Codogno 21 febbraio 2020”. Il componimento poetico della piccola Rosyse Pometti, nei mesi scorsi, ha ottenuto ampi consensi, salendo sul podio del concorso “Il teatro non si ferma” a cura della Scuola delle arti Maros in teatro, guidato da Mariarosaria Alessandra Bianco.

Per di più, in occasione della cerimonia relativa alla Giornata dedicata alla Comunità Resiliente di Codogno e alle vittime del Covid-19, la brava e disinvolta Rosyse è stata selezionata dal sindaco di Codogno, Francesco Passerini, per la lettura dello scritto, alla presenza di vari rappresentanti istituzionali.

Soddisfazione per la bravura della piccola Rosyse è stata espressa dai genitori della bimba: papà Domenico e mamma Rosina. È stato lo stesso padre, abbastanza conosciuto come artista, promotore di spettacoli, “Mimmo Pometti show”,  che ha raccontato l’esperienza della dura realtà che la sua famiglia, come tante altre trasferite al Nord Italia per lavoro, si è trovata ad affrontare in occasione della pandemia. «Il 21 febbraio 2020 mentre i bimbi erano a scuola, alle ore 14, i genitori sono stati chiamati per portarli via con urgenza, perché il Prefetto aveva disposto la chiusura immediata di tutte le scuole di Codogno. Noi saremmo dovuti partire per le vacanze di Carnevale e far ritorno a Mirto Crosia. Considerata la situazione e non sapendo come sarebbe evoluta, abbiamo optato per la scelta, a noi sembrata più consona: rimanere in casa a Codogno».

Numerosi e continui i messaggi e le telefonate ricevuti da amici e parenti, preoccupati per la loro incolumità. «La dirigente scolastica di Mirto Crosia, Rachele Donnici, attenta e premurosa, in quei giorni terribili – ha raccontato Mimmo Pometti – è stata a noi vicina, dandoci sostegno morale e complimentandosi per il nostro senso di responsabilità nella scelta di non ritornare in Calabria.  Noi, infatti, eravamo a Codogno, nell’angoscia, segregati in casa. Si ricorderà che il primo lockdown lo abbiamo provato noi». E rafforza. «Solo noi a Codogno, provando il terrore di quei giorni». Ed è stato proprio in quei giorni di paura, di ansia e di chiusura che Rosyse, nella sua stanzetta, ha composto la poesia che, con gioia di tutta la famiglia, è diventata nota e apprezzata da tantissime persone.

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Dipendente Ecoross aggredito per lo spostamento di un cassonetto dei rifiuti

L’aggressione è avvenuta a Rossano. Un cittadino ha aggredito con calci e pugni il dipendente dell’azienda rifiuti che stigmatizza: “atti di violenza inaccettabili. Piena solidarietà e vicinanza”

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Aggredito verbalmente e fisicamente per questioni relative allo spostamento di un cassonetto dei rifiuti. E’ quanto accaduto sabato sulla centralissima via Nazionale allo scalo dell’area urbana di Rossano, dove un cittadino si è scagliato contro un dipendente Ecoross, prima verbalmente e poi passando alle vie di fatto, con calci e pugni nonché inseguendolo con un bastone. L’aggressione, che ha causato delle lesioni personali al 57enne Luigi Virardi, co-responsabile dell’area urbana di Rossano, ha determinato anche la rottura dei suoi occhiali e del suo telefono cellulare. Le lesioni sono state refertate presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Nicola Giannettasio” e giudicate guaribili in 7 giorni, mentre nelle prossime ore si procederà a sporgere formale denuncia alle forze dell’ordine.

Ecoross stigmatizza e condanna fermamente l’accaduto, esprimendo piena solidarietà e vicinanza a Luigi Virardi al quale si augura una pronta guarigione: «Siamo alla follia pura! È inconcepibile – dichiarano l’Amministratore unico Walter Pulignano e l’intero management aziendale – che per lo spostamento di un cassonetto, questione di esclusiva competenza dell’Amministrazione comunale su cui Ecoross non ha potere decisionale essendo semplicemente il “braccio operativo”, si arrivi ad aggredire uno dei nostri Responsabili sul territorio. Già in passato si sono verificati atti di violenza verbale ai danni di operatori Ecoross e tutto questo non è più accettabile. Comprendiamo i disagi, così come comprendiamo il clima di tensione che può scaturire da continue emergenze rifiuti che caratterizzano l’intero territorio calabrese, su cui come azienda siamo in più occasioni intervenuti auspicando soluzioni definitive, ma la violenza non deve essere e non sarà tollerata oltre. Ecoross e tutti i suoi rappresentanti non possono continuare ad essere il parafulmine di scelte disposte da altri e su cui l’azienda non ha alcuna competenza né responsabilità».

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Cariati: via i pozzi neri dalle contrade, 600mila euro per la rete fognaria

Il finanziamento regionale consentirà di dotare le contrade ad oggi non servite di questo importante servizio

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CARIATI (CS) – Seicentomila mila euro per la realizzazione di nuovi tratti di rete fognaria grazie ad un finanziamento della Regione. A comunicarlo è il sindaco Filomena Greco che ha espresso, con l’assessore ai lavori pubblici Sergio Salvati, soddisfazione per questo importante risultato che premia anche l’attività portata avanti dagli uffici comunali e che si muove nel solco dell’impegno dell’Esecutivo destinato a risolvere in via definitiva i problemi atavici sui servizi essenziali.

«L’attenzione – sottolinea il primo cittadino – è massima anche sul sistema di depurazione di contrada Fischia dove si sta lavorando per sostituire l’intera rete, obsoleta e fatiscente». Il sindaco coglie l’occasione per ringraziare l’assessore regionale all’ambiente Sergio de Caprio ed il dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria regionale per l’attenzione riservata. «Gli interventi – sottolineano – avranno ripercussioni positive in termini di tutela dell’ambiente ed ottimizzazione della depurazione urbana, in quanto le aree in progetto sono servite da vecchi pozzi neri. I benefici riguarderanno anche l’aspetto finanziario: l’opera sarà a totale carico della Regione».

I tratti previsti e il cronoprogramma

Le zone interessate saranno Località Sant’Angelo, Via Gioacchino da Fiore, Via San Mauro, Traversa San Cataldo, Località Beneficio e Contrada Villari. Il cronoprogramma prevede l’approvazione del progetto definitivo-esecutivo entro novembre 2021, l’affidamento dei lavori, successiva all’indizione della gara entro gennaio 2022, l’inizio dei lavori entro febbraio 2022 e la fine entro settembre 2022.

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Domani la 107^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

La Diocesi di Cassano Jonio ha promosso un incontro presso la Parrocchia della Sacra Famiglia in Villapiana guidata da don Nicola De Luca

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VILLAPIANA (CS) – In sintonia con la Chiesa Mondiale, anche la Diocesi di Cassano All’Ionio, guidata dal Vescovo Mons. Francesco Savino, intende riunirsi per riflettere su questa importante tematica. Il tema scelto da Papa Francesco per le celebrazioni di quest’anno è Verso un “noi” sempre più grande e fa eco al suo appello a far sì che «alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”.

Il direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi, Leonardo Cirigliano ha definito questo consueto appuntamento come “un momento utile per guardare, veramente, l’altro come se fosse Cristo e non come fosse un nemico”. L’Ufficio Migrantes della Diocesi ha appena concluso il primo corso di alfabetizzazione per extracomunitari e a tal proposito ha dichiarato Cirigliano: “le persone costrette a fuggire dalle loro case spesso lottano per ricostruire un futuro in dignità. Noi siamo al loro fianco tutti i giorni, con il nostro operato, in sordina così come siamo abituati cerchiamo di sostenerli in questo sforzo”.

Mons. Savino, proprio in conclusione dell’Assemblea Diocesana ha sottolineato che “non bisogna ricordarsi dei fratelli immigrati solo un giorno l’anno, ma bisogna fare esperienza ogni giorno per essere al loro fianco e tendere loro la mano”.

Il messaggio di Papa Francesco

Nel messaggio di quest’anno il Pontefice ha voluto “indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo”. Si legge nel testo: nel tempo presente questo noi “è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali. In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità”. Sarà presente il presule della diocesi cassanese, Mons. Francesco Savino e la partecipazione della Cidis Onlus quale realtà del territorio impegnata in prima linea nell’accoglienza e integrazione degli immigrati.

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