Amantea, il palazzetto dello sport è abbandonato. E a pagarne sono i giovani - QuiCosenza.it
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Amantea, il palazzetto dello sport è abbandonato. E a pagarne sono i giovani

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Appello delle associazioni sportive al Prefetto di Cosenza e al Presidente della Provincia al fine di sollecitare il Comune a rendere la struttura utilizzabile

 

 

AMANTEA (CS) – Le associazioni sportive di Amantea, insieme ad altre realtà del comprensorio, hanno presentato un appello al Prefetto di Cosenza e al Presidente della Provincia affinché “sollecitino il Comune di Amantea ad attivarsi concretamente e celermente per rendere fruibile tutte le strutture comunali utilizzabili ed in particolare il Palazzetto dello Sport, collaudato e consegnato dalla Provincia al Comune a novembre scorso”.

Il grido di allarme parte dalle associazioni che “sono ormai allo stremo, in quanto da anni denunciano lo stato carente dell’impiantistica sportiva di Amantea e la totale mancanza di progettualità da parte delle istituzioni che ha portato, oggi, a non avere un luogo coperto e sicuro in cui praticare sport. Infatti, molte realtà sportive (pallavolo, calcio a 5, arti marziali, ginnastica ritmica, basket, ecc.), indipendentemente dalle attuali restrizioni legate all’emergenza sanitaria, non hanno più una sede e un punto di riferimento in cui permettere ai giovani di Amantea e del comprensorio di praticare sport”.

Un appello dopo “solleciti inascoltati”

Tale appello arriva “dopo una serie di richieste formali, informali e solleciti inascoltati, – prosegue la nota delle associazioni sportive di Amantea – nonché dopo due riunioni con la Commissione Straordinaria in cui le associazioni, nell’offrire disponibilità a collaborare con il Comune e idee per individuare soluzioni celeri e percorribili, hanno esposto le criticità e le necessità per garantire il diritto di praticare sport ai giovani di Amantea”.

“Dopo altri due mesi di infruttuosa attesa, e colpevole silenzio, dall’ultimo incontro nessun passo avanti è stato fatto per permettere alle associazioni di utilizzare una struttura progettata trentacinque anni fa ed oggi finalmente pronta, che appare alla città come un tipico esempio di cattedrale nel deserto e spreco di denaro pubblico lasciato ‘marcire’ inutilizzato“.

I delle Associazioni sportive di Amantea “consapevoli che la città sta attraversando un periodo difficile” trova “inaccettabile l’inerzia della Commissione Straordinaria in merito all’apertura di una struttura collaudata e consegnata. Inoltre, è altresì grave che, in una città con l’Amministrazione Comunale sciolta per infiltrazione mafiosa e di conseguenza con una comunità a rischio devianze, si impedisca alla parte sana della città di educare, insegnare ed essere presidio di legalità, sicurezza e punto di riferimento per famiglie e ragazzi, lasciando i giovani per strada con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne”.

La nota evidenzia, in vista di una totale riapertura, “l’inerzia della Commissione Straordinaria” che “rischia di far chiudere le attività sportive, già fortemente colpite dall’emergenza covid-19, a causa della mancanza di una struttura idonea ove garantire un importante punto di riferimento sociale a giovani e famiglie”.

“Il diritto allo sport, alla salute e alla socialità, tutti aspetti della vita dei giovani messi a dura prova dalla pandemia e dalle restrizioni, non possono essere negati – incalzano – soprattutto, non è tollerabile che non si faccia il minimo sforzo per trovare una soluzione. In ballo non vi è la sussistenza o meno delle associazioni sportive che svolgono attività indoor, bensì le occasioni di crescita formativa e sociale delle future generazioni”.

Per tali ragioni, “confidiamo ancora nello Stato e nelle persone che lo rappresentano al fine di risolvere nel più breve tempo possibile tale situazione che Amantea non può permettersi di vivere e sostenere ancora per altri mesi. L’emergenza sociale – concludono – ha colpito soprattutto i giovani, non lo diciamo noi, ma eminenti esperti, sociologi e tecnici, per cui sarebbe imperdonabile aggravare ulteriormente l’impatto della pandemia sulle giovani generazioni non consentendogli di fruire di un bene comune che possono vedere e non toccare, come troppe cose in questo periodo di forte rischio contagio”.

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Non basta la zona rossa. A San Giovanni in Fiore il sindaco ordina il «lockdown totale»

Ulteriori stretta sul territorio, a partire dalla sospensione delle attività di commercio agli accessi contingentati in supermercati e chiese e divieto di spostamenti

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Per il sindaco di San Giovanni in Fiore il passaggio in zona rossa fino al 26 aprile decretato ieri, non basta. Da inizio pandemia sono 640 in totale i casi accertati con 21 decessi (al momento sono 140 i positivi) che aumentano nonostante la chiusura delle scuole da circa un mese e le strade della movida dallo corso 19 marzo. Per questo Rosaria Succurro ha deciso di applicare un’ulteriore stretta nel comune silano con un lockdown totale a «causa del grave quadro epidemiologico, della presenza della variante inglese, delle persistenti criticità di tracciamento, della saturazione dei reparti ospedalieri e della carenza di dosi vaccinali, con ordinanza contingibile e urgente ho disposto ulteriori misure di contenimento del contagio nel territorio di San Giovanni in Fiore, a partire dalla sospensione delle attività di commercio al dettaglio, salvo quelle ritenute strettamente indispensabili dalle norme vigenti e dalle stesse consentite».

«L’ordinanza, che tra l’altro proroga ancora la didattica a distanza per tutti gli studenti, sarà in vigore da mercoledì 14 aprile fino al prossimo lunedì 26 aprile incluso. Malgrado la recente ordinanza regionale che ha riportato San Giovanni in Fiore in Zona rossa, era indispensabile intervenire per: intensificare ulteriormente i controlli; impedire e fermare comportamenti sbagliati; contingentare in maniera rigorosa l’accesso agli esercizi di vendita di beni primari e alle funzioni religiose; vietare uscite e spostamenti tranne che per necessità e ridurre al massimo la circolazione del virus, che non ha fermato la sua corsa, malgrado la chiusura delle scuole dallo scorso 15 marzo e delle strade della movida dal successivo 19 marzo».

«Non ci sono alternative, l’ospedale non ha posti Covid»

«Allo stato – ha scritto la sindaca Succurro nella sua ordinanza – non ci sono alternative praticabili», anche per via dei tempi di «processazione dei tamponi molecolari eseguiti sul posto, non tali da fornire un aggiornamento continuo dei dati». Nell’ordinanza Succurro ha inoltre precisato che «l’ospedale civile di San Giovanni in Fiore non è provvisto di un reparto per il trattamento dei pazienti Covid, benché nello scorso ottobre fosse stato richiesto alle autorità sanitarie, anche per alleggerire il carico degli ospedali Hub».

Allestita nuova sede vaccinale

Intanto a carico del Comune è stata allestita la nuova sede vaccinale in località Ceretti, nella palestra dell’Istituto per Geometri e del Liceo Artistico. «Abbiamo accelerato al massimo ed è in pratica pronta», ha detto il sindaco. «Questa sede – se, come l’Asp di Cosenza ci ha garantito, arriveranno presto più vaccini ed altro personale sanitario – consentirà di aumentare la somministrazione quotidiana delle dosi, che è il nostro obiettivo principale. Ricordo che il Comune collabora con le autorità sanitarie, ma non può produrre, non può distribuire e non può inoculare antidoti contro il Covid».

«Tuttavia non potendo noi perdere tempo e quindi, in attesa dell’imminente attivazione della piattaforma digitale, abbiamo chiesto all’Asp ed ottenuto di iniziare già da subito con le vaccinazioni dei soggetti fragili, in ospedale, grazie alla collaborazione dei medici di famiglia che forniranno gli elenchi in base ad una valutazione delle condizioni di rischio dei loro pazienti. Appena la città di San Giovanni in Fiore sarà inserita nella piattaforma on line, tutte le prenotazioni potranno essere effettuate attraverso questo strumento».

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Ionio

Schiavonea: sorpresi a bere birra oltre l’orario, si danno alla fuga alla vista dei carabinieri

Hanno lasciato le birre sul posto e sono scappati, ma verranno identificati e sanzionati grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza

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CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Una decina di persone, oltre l’orario consentito, sono state sorprese a bere delle birre appena acquistate da una pizzeria-rosticceria, che in quel momento avrebbe potuto effettuare solo consegne a domicilio. I fatti sono accaduti nella piazzetta Portofino della frazione marinara di Schiavonea. All’arrivo dei carabinieri, il gruppetto di persone si è dato alla fuga, disperdendosi velocemente nelle vie limitrofe e lasciando le bottiglie di birra sul posto.

I militari hanno identificato il titolare dell’esercizio commerciale, al quale sono state contestate le violazioni per l’apertura del locale oltre l’orario consentito, la somministrazione e consumazione di bevande da parte di clienti nei pressi del suo locale. Oltre alle sanzioni, per il gestore del locale è scattata anche la sospensione dell’esercizio commerciale, in attesa che la Prefettura di Cosenza decida sul periodo di chiusura dell’attività. Le persone fuggite, invece, verranno identificate e sanzionate grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza installate sul posto.

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Ionio

Statale 106, domani sarà presentato il nuovo tracciato Rossano-Sibari

La richiesta di intervento era stata trasmessa lo scorso 29 luglio dal presidente Jole Santelli. L’assessore Catalfamo: «Nuovo tassello nel sistema dei trasporti»

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CATANZARO – Sarà presentato domani il progetto di fattibilità della nuova strada statale 106, nel tracciato tra Rossano e Sibari, che prevede una soluzione a quattro corsie. La specifica richiesta di intervento – è scritto in una nota dell’assessorato alle Infrastrutture era stata trasmessa lo scorso 29 luglio dal presidente Jole Santelli, dopo un incontro tecnico in Cittadella con i progettisti Anas e le amministrazioni comunali interessate. L’istanza della presidenza della Regione  era stata avanzata anche a seguito di quanto condiviso nell’incontro del 22 luglio scorso tra l’assessore Catalfamo e l’attuale sottosegretario alle Infrastrutture Cancelleri, il quale domani parteciperà alla presentazione dell’ipotesi di tracciato del progetto della nuova strada statale 106 tra Sibari e Rossano, formalizzando la decisione assunta dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile a seguito del processo avviato dalla Regione.

«Esprimo soddisfazione e auspico che le fasi della progettazione della nuova arteria – dichiara l’assessore regionale Catalfamo – procedano speditamente e che alla strada statale 106 possa finalmente essere riconosciuta tutta l’attenzione che merita, partendo dall’accoglimento, da parte del ministero, di tutte le richieste avanzate dalla Regione Calabria per i finanziamenti da inserire nel nuovo contratto di programma Anas 2021-2024. La Rossano-Sibari è un ulteriore tassello del complesso processo di adeguamento della Statale 106 e dell’intero sistema dei trasporti regionale».

Nell’ultimo incontro che si è svolto a Roma lo scorso 8 aprile tra l’assessore Catalfamo, il dirigente del settore Infrastrutture della Regione Calabria, Giuseppe Iiritano, e i vertici tecnici dell’Anas – viene specificato –, sono state ampiamente approfondite tutte le emergenze in termini di accessibilità e di sicurezza del tratto calabrese della strada 106 da affrontare con la nuova programmazione, partendo dal deficit assoluto di progettazione e di finanziamenti del tratto a sud di Catanzaro, passando per le numerose criticità e valutando tutte le potenzialità di sviluppo di un’area interessata da significativi livelli di domanda quotidiana, locale e di attraversamento, oltre che da elevatissime punte stagionali di traffico.

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