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FOTO – Non si ferma la protesta a Bocchigliero: “un paese senza scuola non ha futuro”

Marco Belmonte

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E’continuata anche oggi la protesta pacifica da parte del Sindaco Benevento, ma anche genitori, forze politiche, associazioni e cittadini contro la chiusura della scuola dell’infanzia nel comune di Bocchigliero

 

BOCCHIGLIERO (CS) – “Siamo pronti a continuare la protesta e non cederemo di un millimetro finché non sarà riattivata la scuola d’infanzia. I cittadini di Bocchigliero non sono cittadini di serie B e i nostri figli devono avere l’accesso all’istruzione esattamente come tutti gli altri. Su ciò non transigeremo.” Queste le dure parole del Sindaco di Bocchigliero Alfonso Benevento che da giorni, insieme a diversi genitori e cittadini del comune presilano, sta protestando contro la decisione dell’ATP di Cosenza di non attivare per l’anno scolastico 2020/2021 la classe/pluriclasse per i bambini, lasciando di fatto più di dieci famiglie senza scuola per i propri figli. Una scelta che non solo lede un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito come quello all’istruzione, ma che penalizza un’intera comunità. Un borgo montano che cerca di sopravvivere, nonostante le mille difficoltà, e che dovrebbe essere tutelato, mentre con tali scelte subisce ulteriori depauperazioni e privazioni di ogni genere.

“Abbiamo presidiato nei giorni scorsi gli uffici dell’ATP senza mai essere ricevuti – ha chiosato Benevento – neanche la cortesia istituzionale di ricevere un Sindaco nel pieno esercizio delle sue funzioni. Si parla tanto di strategie per supportare e ripopolare le aree interne e poi si prendono misure come queste che, se sciaguratamente dovessero essere portate avanti, avrebbero come unico risultato quello di costringere le famiglie a doversi spostare per poter permettere ai propri figli di frequentare una scuola. Come sindaco ho il dovere di impedire tutto ciò e sto facendo quanto possibile per far annullare questa decisione. In un paese che spreca a non finire e in cui il tasso di scolarizzazione si abbassa ogni giorno di più, considerare una spesa da tagliare l’apertura di una scuola, è semplicemente pazzesco”. La protesta continua giorno 28 settembre alle ore 10: previsto un altro sit-in fuori gli uffici dell ATP di Cosenza in Via Romualdo Montagna a Cosenza.

 

Bevacqua sollecita il vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani

“Ho avuto modo di interloquire oggi con la vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani, alla quale ho inviato poi dettagliata mail per sollecitare un suo intervento in merito alla mancata attivazione da parte dell’ATP di Cosenza della scuola d’infanzia nel Comune di Bocchigliero. Ritengo, infatti, che dieci famiglie private del prezioso servizio siano importanti e abbiano pieno diritto alle garanzie costituzionalmente fissate”. È quanto dichiara il capogruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Bevacqua. “Come ho sottolineato alla vice ministro – prosegue – Bocchigliero è un piccolo Comune montano, situato lontano da grandi e meglio serviti centri, segnato dalla insufficienza di collegamenti infrastrutturali: chi ci vive, lo fa con quotidiana fatica e quotidiani sacrifici, restando a presidiare quella montagna che in Calabria necessita di sostegni lungimiranti e non di ostacoli alla presenza antropica. La civile protesta attivata dai genitori e dal Sindaco è semplicemente sacrosanta. Per questo, confido che la situazione veda una rapida soluzione. Il diritto alla scuola è parte integrante del diritto alla democrazia”.

 

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Cetraro, paura per il giudice Massimo Lento colto da un malore in spiaggia

Da poco nominato presidente del Tribunale di Castrovillari, Massimo Lento è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Cosenza

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CETRARO (CS) – Il magistrato Massimo Lento, da pochi giorni nominato presidente del tribunale di Castrovillari, è stato colto da un malore mentre si trovava in spiagga a Cetraro, in località Lampetia. Secondo quanto si apprende Lento stava per entrare in acqua quando si è accasciato sulla spiaggia. Il primo soccorso è stato effettuato da un carabiniere libero dal servizio, dopo che la moglie e alcuni bagnanti che hanno assistito alla scena, hanno lanciato l’allarme. E’ successivamente atterrato l’elicottero del 118 che ha trasportato Massimo Lento in ospedale all’Annunziata di Cosenza. Al momento non si conoscono le condizioni del giudice ma non sarebbe in pericolo di vita. 

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A Vaccarizzo Albanese la 37° rassegna del costume arbereshe

Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione: è il tema del convegno che si terrà il prossimo sabato 10 luglio

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VACCARIZZO ALBANESE – (CS)  – Colei che tramanda ed insegna la lingua ai figli ed ai nipoti e che si fa ambasciatrice ed anello di congiunzione con le nuove generazioni di un patrimonio culturale ed identitario dallo straordinario valore. Fuori dalle teche di un museo, ma protagonista con l’eredità che viene dal passato, dello spazio e del tempo in cui vive. È, questo, il ritratto autentico della donna arbëreshe affidato al progetto poetico/teatrale che prenderà forma e voce nel monologo che chiuderà la 37esima Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshë di Vaccarizzo Albanese: collocata in un contesto futuribile, la donna dell’Arberia è capace di portare nel tempo un percorso storico, innovando. Percorsi ed obiettivi del progetto che si inserisce nel più generale evento-contenitore, promosso dall’Amministrazione Comunale e cofinanziato dalla Regione Calabria, sono stati illustrati nei giorni scorsi nel workshop ad hoc ospitato a Palazzo Marino, alla presenza del Sindaco Antonio Pomillo che ha ribadito l’auspicio che l’iniziativa possa tornare ad essere partecipata e fruita, come si faceva prima dell’emergenza.

Coordinati dal direttore artistico Roberto Cannizzaro all’incontro sono intervenuti la fashion designer Cinzia Tiso che ha condiviso i passaggi che hanno portato alla rivisitazione del tradizionale costume di gala all’abito di alta moda, realizzato con tessuti naturali ed esaltando l’aspetto sartoriale ed artigianale; Pier Luigi Sposato, sceneggiatore e regista e Vicky Macrì, attrice, che hanno condiviso gli elementi di ispirazione nella scrittura ed interpretazione del monologo che sarà presentato nella serata conclusiva della Rassegna. Candidare le pratiche rituali arbëreshe del Moti i Madh al riconoscimento come bene patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Prospettive della cultura italo-albanese nell’era della globalizzazione. È, questo, il tema del convegno dibattito che si terrà il prossimo sabato 10 luglio.

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Ospedale di Acri “riattivare subito i 13 posti letto di medicina”

Graziano “inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale possa aver perso 13 posti letto dei 20 originariamente assegnati”

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ACRI – “Necessaria una rapida e attenta ricognizione del personale sanitario assegnato all’ospedale di zona disagiata di Acri per rendere operativi tutti i Reparti ripristinandoli allo stato pre-pandemia. È inconcepibile che l’Unità operativa di Medicina generale del “Beato Angelo” possa aver perso 13 posti letto, dei 20 originariamente assegnati, al termine del periodo di emergenza Covid-19. Che fine hanno fatto queste degenze e, soprattutto, che fine ha fatto il personale?” È quanto denuncia il presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale nonché componente della IV Commissione consiliare permanente sulla Sanità, Giuseppe Graziano, chiedendo spiegazioni al Commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina.

“Accadono – aggiunge Graziano – situazioni incomprensibili che hanno il solito e unico peccato originale: quello di non provvedere ad espletare i concorsi per l’assunzione di nuovo personale da impiegare nelle strutture sanitarie pubbliche. Se da un lato è giusto che medici e infermieri, impiegati in questi lunghi mesi di emergenza a combattere il virus in corsia, abbiano doveroso riposo, dall’altro l’apparato che governa il diritto alla salute deve garantire il prosieguo dei servizi all’utenza. È inconcepibile – precisa ancora il capogruppo UDC a palazzo Campanella – che si fermi il complesso sistema dell’assistenza medica perché non ci sono medici. Appare a dir poco paradossale. Eppure è quello che sta avvenendo ad Acri nel reparto di Medicina Generale. Un’Unità operativa all’interno di un ospedale di zona disagiata che prima del Covid aveva 20 posti letto. Durante l’emergenza pandemica nel presidio viene attivato un reparto per la cura dei malati Sars-Cov-2. Per aprirlo non vengono arruolati nuovi medici e infermieri ma vengono assorbite professionalità da tutti i reparti interni al nosocomio.

Nel reparto solo 7 posti letto e la metà degli infermieri

Una volta chiusa la fase d’emergenza, il “reparto covid” chiude a sua volta. Tutto dovrebbe ritornare allo status quo ante emergenza. E invece – dice ancora Graziano – il Reparto si trova ad operare con soli 7 posti letto. E questo perché dei 14 infermieri che dapprima erano assegnati all’UO di Medicina oggi ce ne sono soltanto la metà. Gli altri sono legittimamente in ferie. Ma questa condizione, seppur motivata, non può rappresentare un disagio per l’utenza. È opportuno allora che l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza rimedi subito a questa situazione insensata e scandalosa per la quale, nelle prossime ore, chiederò ufficialmente chiarimenti al Commissario Vincenzo La Regina. Si facciano i concorsi – conclude il Consigliere regionale – si assuma personale perché questa è una condizione imprescindibile per far sopravvivere quel che resta di una sanità allo sfascio, che non avrà pace se non verrà presto riformata e rivitalizzata dalle fondamenta”.

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