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Se questo è mare… sul Tirreno cosentino i problemi della “solita” mala depurazione

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Incontro alla Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina con i sindaci di Paola e Fuscaldo, i direttori tecnici delle società di gestione e manutenzione degli impianti di depurazione e il direttore del Dipartimento Arpacal di Cosenza. Al centro dell’incontro il mare sporco in diversi tratti del Tirreno cosentino e dovuto al cattivo funzionamento dei depuratori in particolare quello di Fuscaldo

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COSENZA – Sono decine ogni settimana le immancabili segnalazioni che giungono in redazione da parte di turisti e residenti che lamentano le condizioni indecenti del mare in diverse zone del Tirreno cosentino. La situazione più difficile si è registrata negli ultimi giorni a Fuscaldo, ma fatta salva qualche eccezione, anche in altri comuni del litorale cosentino, sopratutto nella zona sud, la situazione non è certo migliore. Come dice un turista “bisogna essere fortunati a trovare l’acqua pulita la mattina presto per fare un bagno decente prima che arrivi l’immancabile ‘zozzeria’ intorno a metà mattina”. Anche oggi (come mostrano le foto che ci sono giunte da una turista in vacanza) la situazione del mare è quella che vedete.
Una problematica che si ripresenta puntuale ogni anno, ma che si trascina da decenni e che non sembra avere soluzioni. Il male cronico di questa terra è la cattiva depurazione, inutile girarci intorno. In molte zone i depuratori non esistono o funzionano male. E quei pochi che ci sono non riuscono a sopportare il carico dovuto all’aumento delle presenze nei mesi estivi come accaduto negli ultimi giorni a quello di Fuscaldo. A questo si aggiunge anche la totale assenza di allacci alla fogne e lo sversamento illecito nei torrenti come pubblicato dal report annuale di Goletta verde che ha certificato la maglia nera alla Calabria in compagnia di Campania e Sicilia.

Per provare ad arginare la situazione nei locali della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, si è tenuto un incontro con i sindaci dei Comuni di Paola Perrotta e Fuscaldo Ramundo, con i direttori tecnici delle società di gestione e manutenzione dei relativi impianti di depurazione, oltre che al Direttore del Dipartimento Arpacal di Cosenza. All’incontro ha partecipato l’ammiraglio Caligiore, Capo del Reparto Ambientale Marino della Guardia Costiera, su espressa delega del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Comandante della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, Capitano di Fregata Giuseppe Spera; ed il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro, Tenente di Vascello Antonino Saladino. Un’incontro volto ad approfondire le dinamiche che hanno causato l’inquinamento marino lungo il tratto di costa a Sud della provincia di Cosenza ha avuto un esito molto soddisfacente – si legge nel comunicato – perché è servito a delineare possibili interventi di natura tecnica che evitino il ripetersi di simili fenomeni che hanno provocato negative ripercussioni anche sul turismo”.

“La questione di questi ultimi giorni è da ricercarsi nella massiccia presenza di non residenti che ha provocato un eccesso di liquami collettati nell’impianto di Fuscaldo collegato anche al malfunzionamento di una parte dell’impianto stesso. Risalta il fatto che su trentasei Comuni rivieraschi insistenti sul litorale del Compartimento Marittimo di Vibo Valentia Marina emergono disomogeneità dei sistemi di depurazione che potrebbero essere armonizzate in modo da poter avere una depurazione dei reflui collettati quanto più rispondente ai parametri dell’attuale quadro normativo. L’impegno assunto dai partecipanti alla riunione è stato quello di voler continuare a monitorare le acque di scarico anche nei mesi invernali quando sono più frequenti i fenomeni torrentizi legati alle piogge stagionali. Emerge nel contempo che l’intera Regione risulta, all’attualità, sprovvista di centri per la raccolta ed il trattamento dei fanghi prodotti dal ciclo stesso di depurazione”.

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Discarica Scala Colei, Ferrara: “ingiustificato l’ampliamento dell’impianto”

“Inascoltato il malcontento diffuso e continuo delle comunità del basso ionio cosentino contrarie all’ampliamento della discarica di Scala Coeli”

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SCALA COELI (CS) – “Non può rimanere inascoltato il malcontento diffuso e continuo delle comunità del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese, contrarie all’ampliamento della discarica di Scala Coeli“. A distanza di qualche anno, l’eurodeputata Laura Ferrara si trova a reiterare apposita interrogazione alla Commissione europea.

“Decisamente anacronistico e ingiustificato l’ampliamento di questo impianto – sostiene l’eurodeputata del Movimento 5 stelle. Bisognerebbe promuovere e incentivare azioni verso una transizione ecologica ed economia circolare. Le stesse direttive europee in materia di gestione dei rifiuti introducono restrizioni al collocamento in discarica dei rifiuti urbani riciclabili limitando la quota di rifiuti urbani da collocare in discarica. In Calabria – dice la deputata – si continua a soprassedere a quelle che sono le raccomandazioni comunitarie oltre a non tenere in considerazione che l’impianto di smaltimento rifiuti sorge in un’area a forte connotazione naturalistica, nota come Valle del Fiume Nikà, un territorio a chiara vocazione turistica e agricola”.

“Per tali ragioni – conclude Ferrara -, ho interessato della questione la Commissione Europea chiedendo, nello specifico, se l’ampliamento sia conforme ai principi della Direttiva 2008/98/CE ed, in particolare, all’art.4 disciplinante la gerarchia dei rifiuti che, in linea con la Strategia Rifiuti Zero, pone soltanto all’ultimo posto della gerarchia il conferimento dei rifiuti in discarica”.

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Garofalo: “a Cassano aumentano le malattie tumorali. Serve una rete oncologica”

“Occorre ripensare un nuovo modello in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”

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CASSANO(CS) – “La parola d’ordine deve essere ridurre al minimo i disagi ai pazienti e alle famiglie, evitando salvo esigenze particolari e specifiche, spostamenti, viaggi e trasferte, attraverso l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Una particolare attenzione rivolta ai cittadini affetti da malattie tumorali, atteso che nel Comune di Cassano, si registrano un aumento di casi di patologie neoplastiche”. E’ quanto afferma Francesco Garofalo, portavoce del comitato spontaneo di cittadini per la difesa al diritto alla salute.

“Occorre che l’amministrazione comunale, metta in atto una iniziativa che coinvolga un istituto nel campo oncologico, attraverso un’apposita convenzione, che abbia come punto fermo e prioritario la salute del paziente e il benessere dei familiari e dei caregiver, in un contesto attuale sempre più complesso, al fine di offrire un’assistenza di qualità senza barriere di tipo geografico e sociale. Ancora oggi – evidenzia Garofalo in una nota -, soprattutto per quanto riguarda la prima visita, il paziente molte volte è costretto a spostarsi, con carichi di difficoltà elevati dal punto di vista umano. La proposta che avanziamo, è quella di avviare contatti con un istituto, al fine di avviare una sinergia di collaborazione, con un minore impatto emotivo, oltre che economico. Ci rendiamo conto, che il percorso è difficile, ma abbiamo il dovere di farlo.

E in tale cammino – rimarca Garofalo -, in Calabria e nell’ambito dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, c’è l’urgenza di creare una rete oncologica che si pone l’obiettivo di avere punti di riferimento comuni, organizzati sul continuo confronto sanitario. La vecchia logica della programmazione e della gestione dei servizi sociali è finita. Occorre ripensare – ha concluso -, un nuovo modello inclusivo, in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”.

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Covid, finito l’incubo per la piccola Mariella. La bimba di 7 mese è tornata a casa

La bimba di 7 mesi, di Casali del Marco, era stata trasportata d’urgenza a Roma. Ieri è finalmente tornata a casa dopo 47 giorni. Il papà: “È stato un inferno”

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Casali del Manco (CS) – Un sospiro di sollievo per la comunità di Pedace  è finalmente tornata a casa la bimba di 7 mesi, colpita in maniera severa dal Covid i primi di dicembre e trasportata poi d’urgenza con volo sanitario dell’Aeronautica Militare partito da Lamezia Terme e atterrato a Ciampino all’ospedale pediatrico di Roma.

La piccola ha combattuto per quasi due mesi. Il 12 gennaio è stata estubata mentre alcuni giorni fa, dopo 47 lunghissimi giorni, la bimba si è finalmente negativizzata. La bimba di 7 mesi è stata ricoverata dapprima al nosocomio bruzio trattata, anche, con le cure monoclonali ma le sue condizioni peggioravano di ora in ora e i sanitari sono stati costretti a richiedere, in urgenza, il trasferimento al Bambino Gesù.

Ieri, finalmente, è tornata a casa tra i sorrisi e il calore della comunità. Per il suo rientro è stata organizzata, nel rispetto delle disposizioni sanitarie, un’accoglienza calorosa in presenza di pochi intimi, degli amministratori dell’Ente e del sacerdote. Immancabile la presenza del sindaco Nuccio Martire.

“È stato un inferno” ha dichiarato il papà della piccola Mariella. Una guerra sofferta ma vinta.

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