Cerisano, Rinnovamento e Futuro boccia il rendiconto di gestione dell'anno 2019 - QuiCosenza.it
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Cerisano, Rinnovamento e Futuro boccia il rendiconto di gestione dell’anno 2019

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“Sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale non sperperasse i soldi, pochi, in opere tanto costose quanto inutili ma di prestare maggiore attenzione al sociale, alla viabilità, all’ambiente, alla cultura”

 

CERISANO (CS) – “Il Consiglio comunale di Cerisano ha discusso il rendiconto di gestione relativo all’anno 2019, previo intervento di presentazione dell’assessore al Bilancio Muoio, il quale ha ammesso talune difficoltà gestionali, dovute soprattutto allo scarso incasso dei tributi. Una questione annosa, quest’ultima, che ha catapultato l’assessore stesso su una realtà diversa da quella della campagna elettorale del 2016. Muoio ha, tra le altre cose e in due occasioni, invitato i suoi colleghi di maggioranza ad evitare spese imprudenti, le quali altro non fanno che gravare su un bilancio vuoto politicamente e deficitario nei numeri.” Queste le dichiarazioni del gruppo consiliare Rinnovamento e Futuro. “Come infatti – continua – sollevato dall’opposizione, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale non sperperasse i soldi, pochi, in opere tanto costose quanto inutili ma di prestare maggiore attenzione al sociale, alla viabilità, all’ambiente, alla cultura, che non può essere solo Festival delle Serre, e via discorrendo.

È in questi aspetti che dovrebbe fare la differenza la capacità di chi si occupa della cosa pubblica. Capacità che dovrebbe emergere soprattutto quando si gestisce un paese che si regge solo sui tributi, che tanta gente non può pagare, e sui scarsi trasferimenti dello Stato centrale, che di fatto minano la possibilità di fornire servizi soprattutto se il tutto si somma ad una amministrazione comunale sprovveduta e inadeguata come quella attualmente in carica. La relazione del Revisore dei Conti è altresì impietosa: mancata restituzione dell’anticipazione di cassa per euro 825.801,78, con relativi interessi pari a euro 42.887,28; superamento dei termini di pagamento e mancata indicazioni delle misure da adottare per rientrare nei termini di pagamento previsti dalla legge; la già citata scarsa capacità di riscossione. Un bilancio chiuso in positivo grazie al pericoloso gioco dei residui, degli accertamenti, dei crediti di dubbia esigibilità. Insomma, nulla di buono all’orizzonte!

Ma ancor prima di discutere il bilancio, il consiglio ha affrontato la discussione inerente le aliquote relative alla Nuova Imu. Ebbene, la maggioranza di governo del paese ha confermato quelle previste, sollevando dei dubbi nell’opposizione, la quale, in particolar modo ha ritenuto inopportuno lasciare 10,60 per mille per le “Aree Fabbricate”, viste che le stesse, e per via della crisi e per via della Legge Regionale Rossi sullo sfruttamento del suolo zero, non possono più considerarsi tali. Ragion per cui sarebbe opportuno dotarsi di uno strumento urbanistico, utile non solo a porre fine a questo stato di cose ma anche al fine di rimettere in moto l’economia del paese, altrimenti a nulla è servito sbandierare ai quattro venti la diminuzione dei diritti di segreteria per gli atti che riguardano le attività urbanistico-edilizie, Ecobonus 110 a parte, in quanto all’epoca, febbraio 2020, non previsto. È questo a suggellare una scarsa visione delle cose, lasciando che il caso faccia il suo corso.”

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San Giovanni in Fiore sindacati bacchettano il sindaco: “discrezionalità e parzialità”

“E’ intollerabile che si continui a mettere in atto comportamenti e attività che violano uno dei principi fondamentali: la parità di trattamento”

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – “Quello che continua ad accadere al comune di San Giovanni in Fiore può essere riassunto in due parole chiavi: discrezionalità e parzialità“. Scrive in un comunicato rivolto al sindaco la CGIL Cosenza e la UIL FP.

Discrezionalità: l’incremento delle ore al personale part time è stato attuato senza tenere conto delle indicazioni e delle soluzioni prospettate dalle OOSS, nel corso – continua la nota –  di un confronto, che avrebbero consentito un aumento più significativo e più equo per tutti i dipendenti comunali, considerata anche la capienza delle capacità assunzionali. Parzialità: gli atti posti in essere dall’Amministrazione, mobilità interna senza tener conto delle competenze acquisite e delle professionalità esistenti all’interno dell’Ente, liquidazione di istituti contrattuali e straordinari solo per i dipendenti di un determinato Servizio, mancata consegna delle schede di valutazione per alcuni dipendenti, fanno registrare una sperequazione di trattamento all’interno dell’Ente. Lo stato di agitazione, proclamato dalle OOSS, pertanto non può che permanere.

L’acuire della pandemia – si legge nella nota – non ci ha consentito di portare avanti le giuste rivendicazioni del personale ma le posizioni sono rimaste le stesse e il mancato confronto della Sindaca dinanzi al Prefetto, rende necessario esternare, ancora una volta le nostre rivendicazioni. Non è possibile che in un grande comune si possa continuare a registrare sperequazione tra il personale. L’efficienza del comune non passa attraverso solo una piccola manciata di dipendenti o ancora più grave si realizzi con personale esterno.

Cosa devono pensare la maggior parte del personale, – continua il comunicato –  che esistono solo doveri, forse perché sono stati stabilizzati grazie ai finanziamenti nazionali e regionali con un minimo impegno delle risorse comunali e nonostante i numerosi pensionamenti? Non vogliamo assolutamente dire che sia sbagliato pagare il salario accessorio ai dipendenti che hanno avuto la “fortuna” di trovarsi nell’ufficio giusto. Quello che è intollerabile è che si continua a mettere in atto comportamenti e attività che violano uno dei principi fondamentali – conclude la nota -nella gestione della personale della pubblica amministrazione : la parità di trattamento”. 

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Ionio

Blocco della discarica Bucita. Nella Sibaride è emergenza rifiuti

Diversi comuni stanno subendo disagi e lanciano l’allarme alla Regione Calabria con un appello per salvaguardare la salute pubblica

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COSENZA – E’ emergenza rifiuti nell’area della Sibaritide, a causa del blocco dei conferimenti presso l’impianto di trattamento di località Bucita, nel comune di Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza, che determinano, a catena, disagi anche nella quotidiana raccolta dei rifiuti solidi urbani. In diversi comuni dell’area già si vedono cumuli di spazzatura, soprattutto la frazione non differenziabile. Tra questi, i comuni di Corigliano Rossano, Crosia, Scala Coeli, Mandatoriccio, Pietrapaola, San Demetrio Corone, Trebisacce. Le amministrazioni comunali lanciano l’allarme e chiedono un intervento urgente della Regione Calabria per la salvaguardia della salute pubblica.

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Da Castrovillari l’appello di Laghi “Asp ingovernabili, si torni alle undici Asl”

Davanti l’Ospedale, il consigliere regionale eletto nella lista De Magistris Presidente ha illustrato una proposta per un nuovo piano sanitario regionale

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CASTROVILLARI – Questa mattina, davanti l’Ospedale di Castrovillari, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, eletto nella lista De Magistris Presidente, ha illustrato una proposta per un nuovo piano sanitario regionale, già presentata al Presidente della Regione Calabria e Commissario alla sanità, Roberto Occhiuto. Il piano ideato da Laghi, dopo una fase di ascolto del personale sanitario, prevede il ritorno alle undici aziende sanitarie locali in luogo delle attuali cinque provinciali.

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