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Sorpresi a lavorare ma percepivano il reddito di cittadinanza, denunciati

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Due giovani di 19 e 30 anni, denunciati per percezione indebita del reddito di cittadinanza. Sono stati sorpresi entrambi a lavorare

 

CAMPANA (CS) – I carabinieri di Corigliano Rossano hanno denunciato due giovani di Campana, per violazioni in materia di reddito di cittadinanza. In particolare nel primo caso, l’accesso ispettivo effettuato all’interno di un esercizio pubblico ha permesso di svelare come all’interno dello stesso stava svolgendo attività lavorativa irregolare un 19enne del posto, nonostante fosse percettore di reddito di cittadinanza. Al titolare dell’esercizio pubblico sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di oltre 17 mila euro.

Nel secondo caso invece,  a seguito di controllo in un panificio sempre a Campana, è stato scoperto un altro giovane, 30enne, del posto, anch’egli percettore di reddito di cittadinanza, mentre svolgeva irregolarmente attività lavorativa all’interno della citata attività commerciale, al cui titolare sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di oltre 8 mila euro. Entrambi i giovani sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria in quanto hanno omesso di comunicare all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di aver intrapreso attività lavorativa dipendente, come prevede la normativa vigente in materia di concessione del reddito di cittadinanza. Oltre alle conseguenze di natura penale, i due giovani rischiano la revoca del beneficio assistenziale nonché la restituzione delle somme complessivamente percepite. Nel contempo, nell’area longobucchese i carabinieri hanno proceduto a controllare sotto il profilo amministrativo alcune attività commerciali ed esercizi pubblici, non riscontrando irregolarità.

Un 40enne arrestato per droga

Nell’ambito dei controlli nel fine settimana, sempre i carabinieri di Rossano hanno arrestato un 40enne, T.L. in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio. L’uomo, rossanese e già noto alle forze dell’ordine è stato controllato ad un posto di blocco e, all’atto della presentazione dei documenti, i militari si hanno avvertito l’odore tipico della marijuana provenire dall’abitacolo.

Perquisito, aveva addosso 15 grammi di  marijuana e su disposizione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica della Repubblica di Castrovillari, è stato posto in libertà non ritenendo sussistenti esigenze di natura cautelare mentre gli atti relativi all’arresto sono stati trasmessi per la convalida.

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Praia a Mare, bandi confezionati ad hoc per gli amici e assunzioni pilotate

Sono una decina le gare d’appalto interessate dall’operazione della Guardia di finanza, denominata “Amici in Comune”

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PAOLA – Sono una decina le gare d’appalto interessate dall’operazione della Guardia di finanza, denominata “Amici in Comune” che ha portato all’arresto ai domiciliari del sindaco di Praia a Mare Antonio Praticò e di un dirigente dell’ufficio Tecnico. Tra le misure anche la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi nei confronti di un altro dirigente dell’ufficio amministrativo del medesimo Comune e la misura interdittiva del divieto temporaneo a contrarre con la pubblica amministrazione per 12 mesi nei confronti di 8 imprenditori, tra cui un ex sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, non nella sua funzione pubblica. I reati contestati a vario titolo sono turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, rivelazione di segreto d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico.

Le misure cautelari sono state disposte dal G.I.P. del Tribunale di Paola, Dott.ssa Rosamaria Mesiti, nell’ambito delle indagini dirette dal Procuratore della Repubblica di Paola, Dott. Pierpaolo Bruni. Sono state eseguite perquisizioni sia in varie zone della Calabria sia in Campania. L’attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle ha permesso di accertare, attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e l’analisi della documentazione acquisita, plurime condotte collusive poste in essere dai pubblici funzionari indagati, di volta in volta in concorso con diversi imprenditori e professionisti economici interessati ad ottenere la aggiudicazione di contratti di appalto. “Un fatto grave – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Paola Pierpaolo Bruni – perché inficia il buon andamento della pubblica amministrazione attraverso rapporti esclusivi di amicizie e collusioni tra imprenditori, amministratori e pubblici ufficiali”.

Nove le gare d’appalto sotto inchiesta

In particolare, le indagini hanno riguardato 9 procedure di gara, relative al periodo 2019/2021. Gli indagati in alcuni casi hanno confezionato ad hoc i bandi o manipolato le  procedure di gara negoziate, chiedendo al futuro aggiudicatario i nominativi di altri professionisti compiacenti da invitare alla gara. Nello specifico: nella gara relativa all’affidamento del servizio di trasporto scolastico per gli alunni di scuole primarie e secondarie, per oltre 95mila euro, i pubblici funzionari indagati hanno concordato con l’imprenditore futuro aggiudicatario il contenuto del bando, eliminando dal percorso del bus una località del Comune dove ha sede una scuola elementare, inizialmente prevista dal capitolato, in quanto zona extra-urbana e quindi maggiormente dispendiosa per la ditta risultata aggiudicataria.

Gare cucite su misura per le ditte amiche

Nella la gara relativa alla concessione in uso dell’impianto sportivo, il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune non ha escluso la ditta appaltatrice pur consapevole che la stessa era stata fittiziamente intestata ad un parente dell’effettivo titolare, il quale aveva ingenti pendenze debitorie con il Comune stesso; nella gara relativa alla progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di un edificio scolastico, per circa 110 mila euro i funzionari indagati hanno richiesto professionista, poi risultato aggiudicatario, di fornirgli cinque nominativi di professionisti compiacenti da invitare alla procedura negoziata, i quali poi non avrebbero partecipato, come effettivamente avvenuto. “Abbiamo scoperto un vero e proprio cartello dedito alla gestione – ha specificato il comandante Regionale Calabria Guardia di Finanza, Guido Mario Geremia – degli appalti pubblici. Ci sono più soggetti che concorrono per l’aggiudicazione della singola gara. Si tratta di un confezionamento, quasi sartoriale, del bando sul contraente che deve vincere e gli altri concorrenti si prestano a farsi che la cifra ricada sul contraente concordato”.

Il bado per l’adeguamento sismico della scuola

Ancora, per la progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di altro complesso scolastico, gli indagati, al fine di manipolare l’esito dell’aggiudicazione, dopo aver invitato professionisti compiacenti che non avrebbero risposto agli inviti, nel procedere all’apertura delle buste relative all’offerta economica tra i partecipanti alla gara, si sono accortati di un errore, un partecipante compiacente aveva presentato il medesimo ribasso del futuro aggiudicatario. La commissione di gara quindi ha proceduto al sorteggio, come previsto dalla legge, ma non fu estratto il professionista che si intendeva favorire. Pertanto, gli indagati hanno stracciato i bigliettini relativi al sorteggio e deciso di procedere al miglioramento dell’offerta, omettendo di richiamare l’altro partecipante e facendo così ottenere l’affidamento al professionista prescelto, con un ribasso dell’uno per cento. Infine, nell’ambito del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di un operaio specializzato, al fine di favorire un candidato, i funzionati indagati hanno fatto pervenire allo stesso le domande “da imparare a memoria” per sostenere la prova d’esame, successivamente conclusasi con esito favorevole al prescelto.

PM Bruni “rapporti esclusivi di amicizie e collusioni”

Un fatto grave – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Paola Pierpaolo Bruni – perché inficia il buon andamento della pubblica amministrazione attraverso rapporti esclusivi di amicizie e collusioni tra imprenditori, amministratori e pubblici ufficiali”. In particolare, le indagini hanno riguardato procedure di gara relative al periodo 2019-2021. Gli indagati in alcuni casi hanno confezionato ad hoc i bandi o manipolato le procedure di gara negoziate, chiedendo al futuro aggiudicatario i nominativi di altri professionisti compiacenti da invitare alla gara. Nella gara relativa alla progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di un edificio scolastico, i funzionari e il sindaco hanno richiesto al professionista, poi risultato aggiudicatario, di fornirgli cinque nominativi di professionisti compiacenti da invitare alla procedura negoziata, i quali poi non avrebbero partecipato, come effettivamente avvenuto. “Abbiamo scoperto un vero e proprio cartello dedito alla gestione – ha specificato il comandante Regionale Calabria Guardia di Finanza, Guido Mario Geremia – degli appalti pubblici. Ci sono più soggetti che concorrono per l’aggiudicazione della singola gara. Si tratta di un confezionamento, quasi sartoriale, del bando sul contraente che deve vincere e gli altri concorrenti si prestano a farsi che la cifra ricada sul contraente concordato”.

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San Giovanni in Fiore e Regione, percorso per chiudere la discarica di Vetrano

Il sindaco Rosaria Succurro: “Essenziale la bonifica, poi tempi certi e ristori”. Al suo posto è stato chiesto di realizzare un parco avventura per bambini

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) –  Il Comune di San Giovanni in Fiore ha avviato un percorso istituzionale, tecnico e trasparente, per chiudere in sicurezza la discarica di Vetrano, che va bonificata. Per fare ciò «ci vogliono 24 mesi per gli interventi necessari, ma non siamo disposti ad accettare nemmeno un giorno di ritardo». A dirlo è Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore, ente proprietario del sito di Vetrano, a seguito del  recente incontro con l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio.

«La discarica – prosegue la Succurro – è stata riempita per tanti anni a causa dell’emergenza ambientale, ma il Comune non aveva mai preteso il corrispettivo dalla Regione Calabria, benché previsto. Fa piacere che la mia elezione a sindaco abbia convertito all’ambientalismo esponenti politici locali che avevano dimenticato il problema. Con l’assessore De Caprio, abbiamo concordato – racconta Succurro – sulla chiusura dell’area di Vetrano, ma a condizione che sia bonificata bene e che lì sia realizzato un parco avventura per bambini, un luogo di divertimento in mezzo alla natura».

Succurro: «ho imposto tempi certi»

«Non oltre 24 mesi secondo i tecnici della Regione, al sopralzo e alla copertura della buca con solo umido ammendante, ottenuto dal compostaggio dei rifiuti organici conferiti agli impianti dell’Ato di Cosenza. Inoltre, ho preteso che il conferimento di tale compost – continua il sindaco – sia remunerato con adeguato ristoro e che il Comune riceva anche quanto avanza per il lungo utilizzo della discarica da parte di terzi. Dal canto suo, il Comune di San Giovanni in Fiore deve quasi 3 milioni alla Regione, per rifiuti solidi urbani degli anni scorsi. Pertanto, è necessaria una compensazione tra i due enti».

«Diversamente, il Comune avrebbe grossi guai e rischi di bilancio, che – conclude la  Succurro – non possiamo affatto permetterci. Se, poi, qualcuno è convinto che questa discarica si possa chiudere, come fosse un magazzino, con un giro di chiave e senza effetti ambientali e costi pubblici, abbia il coraggio di esporre una soluzione alternativa, se possibile coerente con la realtà dei fatti».

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Lattarico, shock anafilattico dopo la seconda dose di vaccino

E’ stato necessario l’intervento dell’elisoccorso. La persona che ha avvertito la reazione allergica è stata portata in ospedale

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LATTARICO (CS) – Paura al centro vaccinale di Lattarico per un malore avvertito da una donna alla sua seconda dose di vaccino. Secondo quanto si apprende, la 40enne (che pare soffra di asma da anni) avrebbe accusato un broncospasmo, ovvero una reazione allergica, immediatamente dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino Pfizer.

Lo shock anafilattico si è presentato infatti dopo soli 30 secondi dall’inoculazione del vaccino. La donna è stata prontamente soccorsa dai medici vaccinatori ma è stato comunque richiesto l’intervento dell’elisoccorso da Cosenza. Una volta stabilizzata, la paziente è stata trasportata all’ospedale dell’Annunziata per ulteriori accertamenti ma le sue condizioni, al momento, non destano preoccupazione. Al momento non è stabilito se il malore accusato dalla signora subito dopo la dose (che soffre di crisi asmatiche) sia dovuto proprio alla somministrazione del vaccino.

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