Franco Muto ai domiciliari per l'età avanzata: «è previsto dalla legge» - QuiCosenza.it
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Franco Muto ai domiciliari per l’età avanzata: «è previsto dalla legge»

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Il “re del pesce” considerato capo dell’omonimo clan della ‘ndrangheta di Cetraro è stato assegnato ai domiciliari non per le sue condizioni di salute ma per l’età avanzata e lo prevede la legge.

 

CETRARO (CS) – Uno dei legali di Franco Muto, l’avvocato Luigi Gullo, interpellato dopo le polemiche scaturite dalla concessione del beneficio degli arresti domiciliari spiega all’Agi che la misura gli è stata concessa “perché lo impone la legge per tutti i detenuti comuni ultrasettantenni e le sue condizioni di salute non c’entrano”. Muto è stato condannato a oltre 7 anni di carcere per intestazione fittizia di beni e contro la decisione di farlo tornare a casa erano intervenuti nelle ultime ore il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra (M5S), il commissario del Pd calabrese Stefano Graziano, il deputato dello stesso partito Ernesto Magorno, le parlamentari Jole Santelli (FI) e Wanda Ferro (FdI).

Gullo si è espresso duramente contro il Partito Democratico: “Finché si registrano certe prese di posizione da parte di movimenti populisti che cavalcano questi argomenti o da chi milita in partiti che professano ordine e disciplina, la cosa non mi meraviglia. Mi meraviglia, invece, che nel Pd ci sia chi rimanda ai libri di Gratteri (procuratore di Catanzaro, ndr) invece che alla Costituzione o ai codici. Non si può essere garantisti solo quando arriva un avviso di garanzia al presidente della Regione, Mario Oliverio (del Pd, ndr)”.

“Caduta l’associazione mafiosa – afferma ancora Gullo – Franco Muto è un detenuto comune, sebbene con un nome pesante. Per questo, come prevede la legge per gli ultrasettantenni, le sue condizioni prevedono che sconti la pena ai domiciliari. E’ sbagliato sostenere che ciò dipenda dalle sue condizioni di salute. Franco Muto – prosegue l’avvocato – è stato sottoposto a perizia medica ed è stato stabilito che le sue condizioni fisiche erano compatibili con la detenzione, gli è stato invece riconosciuto il beneficio dovuto all’età avanzata. Il tribunale della Libertà ha solo preso atto della legge. Si tratta, peraltro, di una normativa votata proprio dal Pd nel 2014-2015”.

Franco Muto, quasi ottantenne, era ristretto in regime di 41 bis dopo la condanna per intestazione fittizia di beni inflittagli dai giudici del Tribunale di Paola. Era stato, invece, assolto dall’accusa di associazione mafiosa.

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San Giovanni in Fiore sindacati bacchettano il sindaco: “discrezionalità e parzialità”

“E’ intollerabile che si continui a mettere in atto comportamenti e attività che violano uno dei principi fondamentali: la parità di trattamento”

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – “Quello che continua ad accadere al comune di San Giovanni in Fiore può essere riassunto in due parole chiavi: discrezionalità e parzialità“. Scrive in un comunicato rivolto al sindaco la CGIL Cosenza e la UIL FP.

Discrezionalità: l’incremento delle ore al personale part time è stato attuato senza tenere conto delle indicazioni e delle soluzioni prospettate dalle OOSS, nel corso – continua la nota –  di un confronto, che avrebbero consentito un aumento più significativo e più equo per tutti i dipendenti comunali, considerata anche la capienza delle capacità assunzionali. Parzialità: gli atti posti in essere dall’Amministrazione, mobilità interna senza tener conto delle competenze acquisite e delle professionalità esistenti all’interno dell’Ente, liquidazione di istituti contrattuali e straordinari solo per i dipendenti di un determinato Servizio, mancata consegna delle schede di valutazione per alcuni dipendenti, fanno registrare una sperequazione di trattamento all’interno dell’Ente. Lo stato di agitazione, proclamato dalle OOSS, pertanto non può che permanere.

L’acuire della pandemia – si legge nella nota – non ci ha consentito di portare avanti le giuste rivendicazioni del personale ma le posizioni sono rimaste le stesse e il mancato confronto della Sindaca dinanzi al Prefetto, rende necessario esternare, ancora una volta le nostre rivendicazioni. Non è possibile che in un grande comune si possa continuare a registrare sperequazione tra il personale. L’efficienza del comune non passa attraverso solo una piccola manciata di dipendenti o ancora più grave si realizzi con personale esterno.

Cosa devono pensare la maggior parte del personale, – continua il comunicato –  che esistono solo doveri, forse perché sono stati stabilizzati grazie ai finanziamenti nazionali e regionali con un minimo impegno delle risorse comunali e nonostante i numerosi pensionamenti? Non vogliamo assolutamente dire che sia sbagliato pagare il salario accessorio ai dipendenti che hanno avuto la “fortuna” di trovarsi nell’ufficio giusto. Quello che è intollerabile è che si continua a mettere in atto comportamenti e attività che violano uno dei principi fondamentali – conclude la nota -nella gestione della personale della pubblica amministrazione : la parità di trattamento”. 

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Ionio

Blocco della discarica Bucita. Nella Sibaride è emergenza rifiuti

Diversi comuni stanno subendo disagi e lanciano l’allarme alla Regione Calabria con un appello per salvaguardare la salute pubblica

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COSENZA – E’ emergenza rifiuti nell’area della Sibaritide, a causa del blocco dei conferimenti presso l’impianto di trattamento di località Bucita, nel comune di Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza, che determinano, a catena, disagi anche nella quotidiana raccolta dei rifiuti solidi urbani. In diversi comuni dell’area già si vedono cumuli di spazzatura, soprattutto la frazione non differenziabile. Tra questi, i comuni di Corigliano Rossano, Crosia, Scala Coeli, Mandatoriccio, Pietrapaola, San Demetrio Corone, Trebisacce. Le amministrazioni comunali lanciano l’allarme e chiedono un intervento urgente della Regione Calabria per la salvaguardia della salute pubblica.

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Da Castrovillari l’appello di Laghi “Asp ingovernabili, si torni alle undici Asl”

Davanti l’Ospedale, il consigliere regionale eletto nella lista De Magistris Presidente ha illustrato una proposta per un nuovo piano sanitario regionale

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CASTROVILLARI – Questa mattina, davanti l’Ospedale di Castrovillari, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, eletto nella lista De Magistris Presidente, ha illustrato una proposta per un nuovo piano sanitario regionale, già presentata al Presidente della Regione Calabria e Commissario alla sanità, Roberto Occhiuto. Il piano ideato da Laghi, dopo una fase di ascolto del personale sanitario, prevede il ritorno alle undici aziende sanitarie locali in luogo delle attuali cinque provinciali.

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