"Per gente come questa, onesti cittadini costretti a pagarne le conseguenze" - QuiCosenza.it
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“Per gente come questa, onesti cittadini costretti a pagarne le conseguenze”

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Il Sindaco di Acquappesa Francesco Tripicchio pubblica su Facebook le foto dei “lordazzi”, beccati dalla telecamere del Comune mentre abbandonano rifiuti “non avrei voluto farlo ma, mio malgrado, penso sia assolutamente necessario. Sono stati individuati e saranno sanzionati”

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ACQUAPPESA (CS) – Beccati dalle telecamere posizionate dal Comune mentre abbandonano, senza nessun ritegno, rifiuti nell’erba ai lati della carreggiata, come se li ci fosse una discarica. Le loro schifezze, però, sono state pubblicate sulla pagina Facebook del sindaco di Acquappesa Francesco Tripicchio che si batte contro l’abbandono selvaggio dei rifiuti, oramai una piaga di tantissimi comuni calabresi.

“La tutela dell’ambiente e la pulizia del territorio sono temi particolarmente sentiti dall’Amministrazione Comunale di Acquappesa – ha scritto nel suo post su Facebook il Sindaco – Sappiamo bene che, purtroppo, ci sono ancora alcuni problemi da risolvere e ci stiamo lavorando. È necessario, però, il contributo di tutti, cittadini residenti e ospiti/turisti. Senza il senso di civiltà e il buon senso di tutti, ogni sforzo potrebbe essere vano. Non avrei voluto farlo ma, mio malgrado, penso sia assolutamente necessario. Queste sono alcune delle immagini “catturate” dalle telecamere che sono state installate in vari punti del territorio comunale al fine di controllare il corretto smaltimento dei rifiuti e gli abbandoni “selvaggi” degli stessi. Ovviamente i responsabili sono stati già individuati e sono state già comminate la sanzioni”.

“Non è assolutamente accettabile – conclude Tripicchio – che per gente come questa debbano pagarne le conseguenze tutti i cittadini onesti e rispettosi delle leggi e delle regole”.

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Bergamini, Il PM chiede il rinvio a giudizio della Internò. Anselmo “c’è voglia di verità”

Lunedì toccherà alla difesa della Internò. Nella requisitoria del sostituto Luca Primiceri ha chiesto il processo dell’ex findanzata

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CASTROVILLARI (CS) – Nella seconda delle tre udienze preliminari davanti al GUP di Castrovillari (la terza e forse ultima udienza si terrà lunedì 2′ settembre), Lelio Fabio Festa, che dovrà pronunciarsi sull’eventuale processo dell’ex fidanza del calciatore del Cosenza, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Internò, accusata di omicidio volontario. Il sostituto Luca Primiceri,  che si è occupato dell’inchiesta dopo il trasferimento a Potenza di Facciolla, ha fatto la sua la requisitoria che il difensore della famiglia bergamini ha definito “formidabile” e ripercorso tutte le tappe di questa lunghissima vicenda. Il prossimo 20 settembre, invece, toccherà all’avvocato Angelo Pugliese, difensore di Isabella Internò, che all’uscita dell’udienza non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

“Sono franco e sincero, pensavo ad un processo suicida nel quale il PM non credesse ma lo facesse per questioni di opportunità Da parte del pm invece c’è stata tanta voglia di verità – ha detto Anselmo ai giornalisti. Abbiamo portato all’attenzione del giudice tutta una serie di questioni e le gravissimi negligenze compiute dopo la morte di Denis che hanno portato la famiglia ad una maratona di 30 anni. La difesa lamenta un processo mediatico, ma se non lo fosse stato non saremmo qui. La Internò dovrebbe fare mea culpa. Lunedì sarà ascoltata la difesa della signora Internò e poi vedremo di che morte dovremo morire. Ribadisco che non stiamo discutendo della colpevolezza o meno della signora Internò ma della sussistenza degli elementi per arrivare al processo. E c’erano anche prima dei provvedimenti di archiviazione discutibili”.

“Siamo qui con elementi solidissimi di scienza che si tenta di far passare come sperimentali quando tutti i cold case più recenti (Claps, Cucchi ma anche altri) sono stati risolti con la glocoforina. E poi c’è una cosa evidente: la glicoforina non può dare esito positivo artefatto dalla putrefazione, semmai darebbe esito negativo non positivo. Ci arriva chiunque, anche senza essere uno scienziata. La consulente della difesa, la ha condiviso ed accettato tutte le conclusioni dei periti e si è svegliata tardi. Le intercettazioni che la riguardano per noi sono pienamente valide, ma deciderà il giudice”.

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Castrovillari, un altro mezzo rubato e ritrovato. Camion restituito ai proprietari

Diversi i mezzi rubati e ritrovati grazie alla sinergia dei vigilantes dell’Assipol e delle forze dell’ ordine. L’ultimo questa mattina

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CASTROVILLARI (CS) – Alle ore 05:00 di questa mattina, durante un servizio di controllo, una pattuglia dell’istituto di vigilanza Assipol, notava la presenza di un camion fermo con finestrino e sportello aperto, senza nessuno a bordo nell’ area perimetrale di una importante azienda agricola del territorio di Castrovillari, in contrada Cammarata. Sul posto in pochi minuti sono giunti i carabinieri della compagnia di Castrovillari per gli accertamenti di rito. Accertamenti che hanno permesso di riscontrare che il camion risultava rubato. Concluse le operazioni, il mezzo è stato restituito ai legittimi proprietari. Negli ultimi mesi sono diversi i ritrovamenti di mezzi rubati da parte degli uomini dell’ istituto di vigilanza Assipol in sinergia con le forze dell’ordine.

 

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Ionio

Rapina in un locale di Rossano, due persone sottoposte a fermo

Gli agenti della polizia di Corigliano Rossano hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due soggetti

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Sono accusati di essere gli autori di una rapina, in concorso, compiuta lo scorso 7 settembre all’interno di un locale dell’area urbana di Rossano.Si tratta di F.O. di 41 anni e B.N.M. di 38, che sono stati raggiunti da un provvedimento di fermo disposto dalla Procura di Castrovillari.

In particolare il 38enne individuato a bordo di un’auto a Schiavonea avrebbe tentato di darsi alla fuga per sfuggire ai poliziotti e non riuscendovi, si è scagliato contro un agente sferrando calci e pugni. Il secondo rapinatore, F.O. è stato invece rintracciato in un capannone abbandonato dove si era rifugiato per non farsi trovare ed era prondo alla fuga. I due soggetti accusati di rapina in concorso sono finiti in carcere a Castrovillari.

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