San Vincenzo La Costa, incendio in un fienile: rinvenuti messaggi minatori - QuiCosenza.it
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San Vincenzo La Costa, incendio in un fienile: rinvenuti messaggi minatori

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Sembra che i militari dell’Arma abbiano rinvenuto insieme al proprietario dei fogli con su scritto frasi minatorie. Ma sul caso vige il riserbo

 

 

SAN VINCENZO LA COSTA (CS) – Nei giorni scorsi, poco prima della mezzanotte, un fienile è andato in fiamme. Le balle erano all’interno di un locale seminterrato di un fabbricato in contrada San Sisto. Il proprietario appena resosi conto di ciò che stava accadendo ha, nell’immediato, allertato i vigili del fuoco e i militari dell’Arma. Sul posto in breve tempo si sono portate le forze dell’ordine e i soccorsi iniziando subito le operazioni di spegnimento.

Nonostante la celerità nelle fasi di spegnimento il fabbricato è andato completamente distrutto insieme alla grande quantità di fieno stipato nel seminterrato. Il fabbricato era privo di energia elettrica ed eventuali fonti di innesco. I vigili del fuoco dopo un primo sopralluogo sono giunti alla conclusione che le fiamme siano scaturite dall’atto doloso. A rafforzare il lavoro tecnico degli uomini del 115 sembra siano questi messaggi minatori rinvenuti nei pressi del fabbricato ed attualmente in mano ai militari dell’Arma per avviare un’attività di indagine. Il proprietario è stato sentito dagli inquirenti per capire se alla base ci sia uno screzio tra vicinato.

 

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Corigliano Rossano: incendio in un capannone abbandonato, una vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato carbonizzato. L’incendio sarebbe divampato per cause accidentali

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un migrante di nazionalità moldava é morto a Corigliano Rossano nell’incendio scoppiato nel capannone abbandonato in cui dormiva. Le fiamme, secondo quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri del locale Reparto territoriale, sarebbero state provocate da cause accidentali, presumibilmente per una cicca di sigaretta non spenta. L’incendio é stato spento dai vigili del fuoco. A trovare il cadavere carbonizzato del moldavo sono stati i carabinieri, che hanno sentito come testimone un altro migrante che dormiva nel capannone insieme alla vittima. Sul posto i militari hanno trovato alcune bottiglie di alcolici vuote. Si esclude, in ogni caso, che l’incendio sia stato appiccato volontariamente da qualcuno e che quindi, per quanto é accaduto, possano esserci responsabilità di terzi.

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Sila Officinalis 2021, la richiesta di una legge regionale sulle piante officinali

Si stima che il mercato della coltivazione delle piante officinali valga nel nostro paese circa un miliardo di euro

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COSENZA – Si è svolta la ventesima edizione di Sila Officinalis – Sistema Integrato di Sviluppo Locale per la Natura e l’Ambiente – Officina delle Idee Sostenibili – l’evento sulle piante officinali promosso dal Gruppo Naturalisticho Micologico Silano e dall’ente Parco nazionale della Sila in collaborazione con l’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Cosenza. “La nostra volontà è di rilanciare – dice Michele Ferraiuolo, presidente del Gruppo Naturalisticho Micologico Silano – il percorso virtuoso che in questi anni ci ha permesso di avviare collaborazioni proficue e promuovere proposte concrete per la valorizzazione delle piante officinali del territorio Silano”. Da buon laboratorio di idee per lo sviluppo del territorio, quest’anno Sila Officinalis si è presentato al pubblico con un programma particolarmente innovativo. Tra i protagonisti dell’evento, anche, startup innovative, aziende e laboratori di ricerca che hanno mostrato come sia possibile creare reddito e valore sociale in Calabria grazie alle piante officinali.

L’Italia e la Calabria nello specifico possiedono uno straordinario patrimonio vegetale. Si stima addirittura che il mercato della coltivazione delle piante officinali valga nel nostro paese circa un miliardo di euro. Una cifra che racconta le enormi potenzialità del settore, soprattutto in un’area così florida come quella dell’altopiano della Sila. L’assenza però di una legge regionale sulle piante officinali e il mancato coordinamento dell’offerta di trasformazione degli estratti vegetali limita fortemente la crescita del comparto.

Durante l’evento si sono svolti un convegno scientifico e una tavola rotonda che ha visto la partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle aziende agricole, degli ordini professionali e delle associazioni del territorio. “Il dialogo tra istituzioni, professionisti e società civile – evidenzia Michele Santaniello, presidente dell’Ordine dei Dottori agronomi e dottori forestali di Cosenza – è il presupposto fondamentale per avviare una nuova stagione di sviluppo sostenibile per la Calabria. Sila Officinalis rappresenta ormai per noi un esempio virtuoso di questo processo di collaborazione, ma è al contempo un prezioso laboratorio di idee che vogliamo mettere in pratica. Possiamo, anzi dobbiamo creare valore economico sfruttando le straordinarie risorse naturali presenti nei nostri territori. Un primo passo importante per raggiungere questo obiettivo – conclude Santaniello – deve essere l’approvazione di una legge regionale sulle piante officinali. Un provvedimento che andrebbe a colmare una grave lacuna e che darebbe al settore delle piante officinali tutti i connotati, anche giuridici, di una vera e propria filiera”.

 

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Operazione ‘Crypto’, riformato il capo di accusa per Giampiero Pati

Giampiero Pati di Amantea, era stato ritenuto in un primo momento promotore dell’associazione a delinquere dedita all’importanzione di cocaina

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REGGIO CALABRIA – Il tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha riqualificato le condotte contestate a Pati Giampiero, di Amantea, indagato nell’ambito dell’indagine denominata “Crypto“, eseguita lo scorso 15 settembre che portò all’emissione di 57 misure cautelari (di cui 43 in carcere e 14 agli arresti domiciliari), e al sequestro di beni per oltre 3,7 milioni di euro. Il blitz aveva colpito un’organizzazione criminale dedita all’importazione di cocaina dal Nord-Europa e dalla Spagna. L’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha coinvolto 93 persone. Giampiero Pati, assistito dagli avvocati Marco Azzarito Cannella e Cesare Badolato, è stato considerato semplice partecipe della presunta associazione criminale e non anche promotore della stessa, come originariamente indicato dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Antonio Foti.

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