Aggredisce il rivale con una spranga, ma è falso: assolto - QuiCosenza.it
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Aggredisce il rivale con una spranga, ma è falso: assolto

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La vittima aveva accusato i due imputati di essere stata aggredita ma i testimoni hanno smontato i fatti: l’aggressione è stata solo verbale

 

GRIMALDI (CS) – Sono stati assolti dal giudice perchè “non si è raggiunta la prova della colpevolezza”. Simone Funaro e Simone Arena, entrambi di Grimaldi, un comune in provincia di Cosenza, difesi rispettivamente dagli avvocati Pietro Sammarco e Ernesto Granieri, erano stati accusati dalla vittima di lesioni personali aggravate dall’uso di una spranga di ferro.

Una storia smontata grazie alle indagini difensive dei legali che hanno portato in aula la testimonianza dei cittadini presenti in piazza al momento del fatto. Secondo il referto mendico presentato dalla persona offesa, le ferite procurate dall’aggressione sarebbero state guaribili in dieci giorni. La denuncia diventa processo terminato oggi con un’assoluzione.

I FATTI

Il primo ottobre del 2015 Funaro, Arena e la vittima si ritrovano nella piazza del paese, di fronte  il bar centrale coinvolti in una lite. All’origine della discussione la vendita di uno scooter da parte dell’Arena alla presunta vittima. Motorino mai pagato per cui Arena decide di riprenderlo. I tre iniziano a discutere e la discussione genera in una lite furibonda. Secondo le accuse Funaro avrebbe colpito con una spranga la vittima, mentre Arena avrebbe concorso nell’aggressione ma senza l’utilizzo della spranga.

I teste in aula hanno risposto alle domande dell’accusa e della difesa raccontando i fatti: gli imputati e la parte offesa, ognuno aveva in mano un oggetto atto ad offendere. Funaro aveva una spranga di ferro, Arena un palo e la vittima una roncola. La lite fu accesa, ma ma non ci fu aggressione se non verbale. Quindi i testimoni hanno smentito la versione della persona offesa.

La Procura ha chiesto l’assoluzione per Arena e la condanna a 4 mesi per Funaro. Ma il giudice ha accolto le richieste del collegio difensivo assolvendo i due imputati ai sensi dell’articolo 530 secondo comma del codice penale, per non essere stata raggiunta la prova della colpevolezza

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Investito e ucciso da un treno tra Mongrassano e Torano: il corpo è irriconoscibile

Il cadavere è stato portato nell’obitorio dell’ospedale di Cosenza, si è in attesa di eventuali denunce di persone scomparse

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Potrebbe avere un’età apparente collocabile tra i 50 e i 60 anni l’uomo investito e ucciso dal treno regionale Sibari-Cosenza, in transito stamane tra le stazioni di Mongrassano e Torano Castello, nel Cosentino. La vittima, di carnagione bianca, non è stata ancora identificata e le conseguenze dell’impatto con il convoglio sono state devastanti al punto da renderne quasi irriconoscibili i tratti. Da quanto si è appreso sarebbe stato il macchinista del treno a lanciare l’allarme allertando soccorsi e forze dell’ordine. Al momento, per cercare di dare un nome alla vittima, il cui cadavere è stato portato nell’obitorio dell’ospedale di Cosenza, si è in attesa di eventuali denunce di persone scomparse.

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Manca il mammografo a San Giovanni in Fiore. Domani sit-in: “vivere non sopravvivere”

“Siamo a conoscenza che il mammografo è stato acquistato ma non è mai arrivato. E’ inaccettabile ed è uno sfregio verso i cittadini Sangiovannesi e Silani”

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San Giovanni in Fiore (CS) – L’associazione Donne e Diritti di San Giovanni in Fiore, ha indetto per domani un sit-in davanti alla sede della Regione Calabria. “La motivazione della mobilitazione – spiega una nota – è il mancato invio del mammografo presso l’ospedale di San Giovanni in Fiore, strumento indispensabile per la prevenzione e la diagnosi dei carcinomi alla mammella.

La lotta per ottenere il mammografo è stata lunga e faticosa, siamo state a dialogare con tutti i commissari che si sono susseguiti negli anni, con l’ex ministro Roberto Speranza e con l’attuale commissario nonché presidente della Regione Calabria. Abbiamo conquistato impegni che ad oggi si sono mostrate solo promesse. Anzi, siamo a conoscenza che il mammografo è stato acquistato ma a San Giovanni – prosegue il comunicato – non è mai arrivato, di contro sappiamo per delibera commissariale che è stata convenzionata una clinica privata per fare i servizi diagnostici. Tutto questo è inaccettabile ed è uno sfregio verso i cittadini Sangiovannesi e Silani.”

“Speriamo che il commissario capisca e cambi rotta. A noi purtroppo, non resta che lottare, mobilitarci e se sarà necessario – scrive l’associazione – ci rivolgeremo oltre che a tutte le neoelette parlamentari calabresi, alla futura presidente del Consiglio che da donna sarà certa più sensibile alle nostre rivendicazioni. Vogliamo vivere, non sopravvivere a San Giovanni in Fiore”.

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Corigliano, contrade montane senz’acqua. La denuncia di Pasqualina Straface

Un disservizio non legato alla sola stagione estiva. Appello all’Amministrazione comunale affinché intervenga. Diverse le abitazioni a secco

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CORIGLIANO – “Un disagio persistente che ha caratterizzato, purtroppo negativamente, l’intera stagione estiva e continua a protrarsi ancora oggi, 3 ottobre. Ci riferiamo alla carenza d’acqua che si registra in numerose abitazioni di famiglie residenti nell’area montana di Corigliano, e addirittura alle fontane pubbliche situate a Piana Caruso. Un’inaccettabile situazione che rende impossibile svolgere qualsivoglia attività domestica e lavorativa e umilia i cittadini che vivono in quelle zone tutto l’anno”.

È quanto dichiara, in una nota, il Movimento per il Territorio con Pasqualina Straface. “Tale problematica dimostra che non si tratta più di disagi temporanei, bensì è sintomo di una cronica emergenza. L’acqua manca del tutto oppure, quando c’è, dopo poco va poi via, lasciando le case prive del prezioso liquido. Come si può pensare che le famiglie del luogo possano vivere, o meglio sopravvivere, in queste condizioni? Da qui l’appello che si leva all’indirizzo dell’Amministrazione Comunale affinché prenda in adeguata considerazione la situazione in oggetto, attivandosi per individuarne le cause che ne stanno alla base ed alleviando le difficoltà vigenti nell’area montana coriglianese. Da parte nostra – concludono dal Movimento del Territorio – continueremo a vigilare sull’evolversi della questione, non lasciando sole le famiglie costrette a fare i conti tutti i giorni con una simile assurdità”.

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