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Scoperta una piantagione di marijuana nell’hinterland cosentino

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Pregiudicato aveva allestito in un terreno vicino casa la coltivazione di stupefacente

 

PIANE CRATI (CS) – Piantagione illegale in un capanno vicino casa. Un pluripregiudicato di 64 anni, S. F., questa mattina è stato denunciato dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rogliano e della stazione di Aprigliano dopo essere stato trovato in possesso, in un terreno presso la propria abitazione a Piane Crati di una coltivazione di canapa indiana. I carabinieri nell’ambito di una mirata serie di servizi finalizzati a monitorare soggetti pregiudicati della zona su disposizione del Comando Provinciale dell’Arma di Cosenza alle prime luci dell’alba, hanno bussato alla porta di S.F.. Il noto pregiudicato di Piane Crati alla vista dei militari ha subito provveduto a consegnare loro un involucro in cellophane contenente 15 grammi di marijuana.

 

 

L’uomo, secondo i carabinieri presenti, continuava però a mostrare chiari segni di nervosismo nonostante la perquisizione fosse terminata. Nella sua abitazione non era stato trovato nulla di illecito a parte lo stupefacente dichiarato all’arrivo dei militari. Il controllo è stato quindi esteso anche ai vicini terreni di sua proprietà. Nell’area rurale della residenza, in un capanno utilizzato come deposito per attrezzi agricoli, è stata rinvenuta una vera e propria serra, perfettamente attrezzata ed umidificata con 31 piantine di canapa indiana. Ancora di dimensioni ridotte, con l’arrivo dell’estate sarebbero cresciute e avrebbero dato origine a diverse migliaia di dosi di sostanza stupefacente. I carabinieri dopo averle rinvenute le hanno estirpate e postoesotto sequestro. S.F., per cui è scattata immediatamente la denuncia all’Autorità Giudiziaria, dovrà ora rispondere di coltivazione e detenzione di marijuana.

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Bergamini, Il PM chiede il rinvio a giudizio della Internò. Anselmo “c’è voglia di verità”

Lunedì toccherà alla difesa della Internò. Nella requisitoria del sostituto Luca Primiceri ha chiesto il processo dell’ex findanzata

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CASTROVILLARI (CS) – Nella seconda delle tre udienze preliminari davanti al GUP di Castrovillari (la terza e forse ultima udienza si terrà lunedì 2′ settembre), Lelio Fabio Festa, che dovrà pronunciarsi sull’eventuale processo dell’ex fidanza del calciatore del Cosenza, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la Internò, accusata di omicidio volontario. Il sostituto Luca Primiceri,  che si è occupato dell’inchiesta dopo il trasferimento a Potenza di Facciolla, ha fatto la sua la requisitoria che il difensore della famiglia bergamini ha definito “formidabile” e ripercorso tutte le tappe di questa lunghissima vicenda. Il prossimo 20 settembre, invece, toccherà all’avvocato Angelo Pugliese, difensore di Isabella Internò, che all’uscita dell’udienza non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

“Sono franco e sincero, pensavo ad un processo suicida nel quale il PM non credesse ma lo facesse per questioni di opportunità Da parte del pm invece c’è stata tanta voglia di verità – ha detto Anselmo ai giornalisti. Abbiamo portato all’attenzione del giudice tutta una serie di questioni e le gravissimi negligenze compiute dopo la morte di Denis che hanno portato la famiglia ad una maratona di 30 anni. La difesa lamenta un processo mediatico, ma se non lo fosse stato non saremmo qui. La Internò dovrebbe fare mea culpa. Lunedì sarà ascoltata la difesa della signora Internò e poi vedremo di che morte dovremo morire. Ribadisco che non stiamo discutendo della colpevolezza o meno della signora Internò ma della sussistenza degli elementi per arrivare al processo. E c’erano anche prima dei provvedimenti di archiviazione discutibili”.

“Siamo qui con elementi solidissimi di scienza che si tenta di far passare come sperimentali quando tutti i cold case più recenti (Claps, Cucchi ma anche altri) sono stati risolti con la glocoforina. E poi c’è una cosa evidente: la glicoforina non può dare esito positivo artefatto dalla putrefazione, semmai darebbe esito negativo non positivo. Ci arriva chiunque, anche senza essere uno scienziata. La consulente della difesa, la ha condiviso ed accettato tutte le conclusioni dei periti e si è svegliata tardi. Le intercettazioni che la riguardano per noi sono pienamente valide, ma deciderà il giudice”.

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Castrovillari, un altro mezzo rubato e ritrovato. Camion restituito ai proprietari

Diversi i mezzi rubati e ritrovati grazie alla sinergia dei vigilantes dell’Assipol e delle forze dell’ ordine. L’ultimo questa mattina

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CASTROVILLARI (CS) – Alle ore 05:00 di questa mattina, durante un servizio di controllo, una pattuglia dell’istituto di vigilanza Assipol, notava la presenza di un camion fermo con finestrino e sportello aperto, senza nessuno a bordo nell’ area perimetrale di una importante azienda agricola del territorio di Castrovillari, in contrada Cammarata. Sul posto in pochi minuti sono giunti i carabinieri della compagnia di Castrovillari per gli accertamenti di rito. Accertamenti che hanno permesso di riscontrare che il camion risultava rubato. Concluse le operazioni, il mezzo è stato restituito ai legittimi proprietari. Negli ultimi mesi sono diversi i ritrovamenti di mezzi rubati da parte degli uomini dell’ istituto di vigilanza Assipol in sinergia con le forze dell’ordine.

 

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Ionio

Rapina in un locale di Rossano, due persone sottoposte a fermo

Gli agenti della polizia di Corigliano Rossano hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due soggetti

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Sono accusati di essere gli autori di una rapina, in concorso, compiuta lo scorso 7 settembre all’interno di un locale dell’area urbana di Rossano.Si tratta di F.O. di 41 anni e B.N.M. di 38, che sono stati raggiunti da un provvedimento di fermo disposto dalla Procura di Castrovillari.

In particolare il 38enne individuato a bordo di un’auto a Schiavonea avrebbe tentato di darsi alla fuga per sfuggire ai poliziotti e non riuscendovi, si è scagliato contro un agente sferrando calci e pugni. Il secondo rapinatore, F.O. è stato invece rintracciato in un capannone abbandonato dove si era rifugiato per non farsi trovare ed era prondo alla fuga. I due soggetti accusati di rapina in concorso sono finiti in carcere a Castrovillari.

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