Prostituzione, accusata di aver sfruttato la nipote. Assolta 35enne - QuiCosenza.it
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Prostituzione, accusata di aver sfruttato la nipote. Assolta 35enne

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La Procura di Castrovillari aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per la donna di 35 anni, accusata del gravissimo reato di sfruttamento della prostituzione e di maltrattamenti in famiglia.

 

CORIGLIANO ROSSANO – Il Tribunale di Castrovillari, in composizione Collegiale, in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’avv. Francesco Nicoletti, ha assolto con formula ampia ovvero “perché il fatto non sussiste” la 35enne M.P., domiciliata a Rossano Corigliano, accusata dei gravissimi reati di sfruttamento della prostituzione e di maltrattamenti in famiglia. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari contestava alla donna di aver costretto la nipote, all’epoca dei fatti appena ventenne, a prostituirsi, anche durante lo stato di gravidanza, dietro espressa minaccia di morte.

Inoltre la 35enne era accusata, con più azioni esecutive, di aver favorito e agevolato l’esercizio dell’attività di meretricio della ragazza accompagnandola sul luogo in cui svolgeva l’attività di prostituzione per poi riaccompagnarla a casa, stabilendo le tariffe delle prestazioni sessuali, controllando i relativi proventi economici, sfruttando i guadagni e garantendo protezione, organizzando appuntamenti con un numero selezionato di clienti facoltosi e costringendo la ragazza ad incontrarli in una abitazione privata. Alla donna si contestava, inoltre, l’aggravante di aver commesso tali fatti con violenza e minaccia consistite nel picchiare la ragazza prendendola a calci nella pancia e nel minacciarla e ferirla con l’uso di un coltello.

M.P. rispondeva anche del reato di maltrattamenti per aver abitualmente cagionato alla parte offesa, convivente, sofferenze morali e fisiche, allontanandola da contatti con persone diverse dai clienti dell’attività di meretricio e determinando, in tal modo, uno stato di isolamento della ragazza che, in una occasione, veniva finanche allontanata da casa senza alcun effetto personale e senza denaro. Secondo la prospettazione accusatoria, la vittima veniva sottoposta a quotidiani maltrattamenti, soprusi, minacce e lesioni poste in essere anche con un coltello e con percosse, al fine di costringerla a consegnare all’imputata i proventi dell’attività di meretricio. Se questi fossero stati inferiori alla cifra di 300 euro, la ragazza sarebbe stata percossa nonostante le sue condizioni di debolezza psicofisica e lo stato di gravidanza.

A seguito alla denuncia presentata dalla parte offesa, il Gip del Tribunale di Castrovillari aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare che disponeva nei confronti di M.P. gli arresti domiciliari. Il procedimento è poi sfociato nel processo penale, nel corso del quale, in sede di discussioni finali, il Pubblico Ministero ha formulato una richiesta di condanna a 5 anni di reclusione. Il Tribunale di Castrovillari in composizione Collegiale, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’avv. Nicoletti, ha assolto l’imputata dai reati contestati con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”.

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Corigliano Rossano: incendio in un capannone abbandonato, una vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato carbonizzato. L’incendio sarebbe divampato per cause accidentali

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un migrante di nazionalità moldava é morto a Corigliano Rossano nell’incendio scoppiato nel capannone abbandonato in cui dormiva. Le fiamme, secondo quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri del locale Reparto territoriale, sarebbero state provocate da cause accidentali, presumibilmente per una cicca di sigaretta non spenta. L’incendio é stato spento dai vigili del fuoco. A trovare il cadavere carbonizzato del moldavo sono stati i carabinieri, che hanno sentito come testimone un altro migrante che dormiva nel capannone insieme alla vittima. Sul posto i militari hanno trovato alcune bottiglie di alcolici vuote. Si esclude, in ogni caso, che l’incendio sia stato appiccato volontariamente da qualcuno e che quindi, per quanto é accaduto, possano esserci responsabilità di terzi.

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Bimba di tre mesi muore all’ospedale di Rossano, disposta l’autopsia

La piccola è deceduta per un arresto cardiaco all’ospedale Nicola Giannettasio. La Procura ha disposto l’esame autoptico

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Stava dormendo a casa, vicino al fratellino di tre anni, quando i genitori si sono accorti che qualcosa non andava. Così hanno chiamato un’ambulanza ma la bimba è arrivata al nosocomio di Rossano in arresto circolatorio. I sanitari hanno tentato in tutti i modi di rianimarla ma invano.

Sulla tragica morte della piccola di appena tre mesi indagano i carabinieri di Rossano che hanno informato nell’immediatezza il magistrato. La Procura di Castrovillari ha disposto l’esame autoptico sul corpo della bimba che sarà eseguito venerdì.

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Dissesto strutturale in un edificio, sgomberate tre famiglie a Cassano

L’edificio di quattro piani interessato da un dissesto strutturale a Cassano allo Ionio è stato sgomberato dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Nell’edificio abitavano tre nuclei familiari. Lo sgombero é stato disposto, con una specifica ordinanza, dal dirigente dell’Area Urbanistica del Comune, Antonio Iannicelli, e si è reso necessario dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali durante il quale, è stato accertato lo stato di precarietà del fabbricato in muratura che presentava, soprattutto al piano terra, vistose lesioni sulla muratura portante. I tecnici comunali, constatato lo stato di evidente pericolo, hanno proceduto a mettere in atto i relativi urgenti provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità degli abitanti della zona e dei nuclei familiari interessati”.

L’ordinanza emessa dal dirigente comunale dispone lo sgombero dell’edificio “ai fini della salvaguardia della pubblica e privata incolumità da protrarsi per il tempo necessario affinché venga eliminato lo stato di pericolo causato dal dissesto strutturale dell’edificio”. I proprietari dell’immobile, dal canto loro, si afferma ancora nella nota, “ritengono che si debba procedere al monitoraggio della struttura per individuare le cause che hanno determinato il dissesto strutturale del fabbricato e le soluzioni tecniche necessarie per la messa in sicurezza dell’immobile”.

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