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Sede Asp di Rossano, a giudizio ventuno “furbetti del cartellino”

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L’operazione, denominata Evanescence, vede coinvolti dipendenti della sede Asp di Rossano

 

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Prima udienza dibattimentale per i 21 furbetti del cartellino della sede Asp di Rossano, dinanzi al Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Castrovillari, dott.ssa Giuseppa Anna Ferrucci, alla presenza del Pubblico Ministero dott. Francesco Calderaro. L’inchiesta denominata “Evanescence” (ne abbiamo parlato QUI), che vede imputati 21 soggetti, nasce da un’attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza che portò all’emissione di una ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip.

Ai soggetti coinvolti, tra le altre ipotesi di reato, si contesta l’avvenuta obliterazione del badge elettronico presso la sede ASP di Corigliano Rossano, in contrada Donnanna, attestante orari di entrata e di uscita dalla struttura pubblica. Secondo la tesi accusatoria, i dipendenti si sarebbero allontanati dal luogo di lavoro arbitrariamente e per esigenze non connesse alla prestazione lavorativa, il tutto lasciando l’ufficio arbitrariamente mediante la falsa rappresentazione della presenza in servizio, garantendosi in tal modo la percezione, da parte della pubblica amministrazione, degli emolumenti retributivi per prestazioni lavorative non effettuate.

Nel corso della prima udienza dibattimentale il collegio difensivo ha eccepito al Tribunale varie nullità, attinenti sia la richiesta di rinvio a giudizio sia il decreto che dispone il giudizio, alle quali si è opposto il P.M., dott. Calderaro. Il Tribunale ha aggiornato l’udienza al prossimo 22 novembre 2018 per decidere tali questioni preliminari.

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Cassano Ionio, lenzuola bianche per i 30 anni dalla strage di Capaci

La diocesi di Cassano su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, invita tutti ad appendere lenzuola bianche nel giorno del 30° anniversario dalla strage in cui morì Falcone, la moglie e la scorta

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CASSANO ALLO IONIO (CS) – Lenzuola bianche in ricordo della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i valorosi uomini della scorta. Anche quest’anno, la diocesi di Cassano All’Jonio, su impulso del suo vescovo, mons. Francesco Savino, non ha voluto mancare all’appuntamento, promuovendo e invitando tutti ad appendere un lenzuolo bianco.

“Ancora oggi, ci ricorda, cosa significa lottare per la libertà, lottare con coraggio. Ci ricorda – è scritto in una nota della Diocesi cassanese – la bellezza di chi ha donato la propria vita, ma anche la responsabilità di essere cittadini italiani e testimoni credibili. Giovanni Falcone, nel suo testamento ci ha lasciato, per l’animo di ognuno, il dovere di lottare ancora, senza paura, lottare per un cambiamento necessario. La strage di Capaci e l’insegnamento del “metodo” Falcone, ha segnato in modo indelebile la coscienza di ogni uomo e ogni donna. Quel drammatico momento, resta un faro di speranza, per il nostro Paese, soprattutto per le nuove generazioni, chiamati ad “incendiare” le strade del mondo”.

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Intimidazione a ditta impegnata nei lavori sulla 106: cinque mezzi in fiamme

I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo

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TREBISACCE ( CS) – Cinque mezzi, tra cui camion ed escavatori, di proprietà di una ditta che opera sui cantieri del terzo megalotto della strada statale 106 Jonica, sono stati dati alle fiamme. Il fatto è avvenuto la scorsa notte in località Piano della Torre, a Trebisacce al confine con il comune di Albidona. I danni ammonterebbero a circa mezzo milione di euro. Gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’origine dolosa del rogo, che ha anche danneggiato un capannone contenente attrezzature e strumentazioni. Le immagini dell’impianto di videosorveglianza sono adesso al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Cassano e quelli di Trebisacce.

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Nuovo maxi blitz di “bianchetto” nel cosentino, sequestrata mezza tonnellata

La guardia Costiera di Corigliano Calabro ha proceduto alla distruzione del prodotto ittico poiché considerato non idoneo al consumo umano

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Nell’alta sibaritide, il nucleo di polizia marittima della Guardia Costiera di Corigliano Calabro – coordinato dal centro di controllo pesca di ReggioCalabria – ha sequestrato quasi mezza tonnellata di prodotto ittico sottomisura, consistente in novellame di sarda (cd. “bianchetto”), pescato a danno dell’ecosistema marino. Il prodotto è stato poi avviato alla distruzione poiché dichiarato dalla ASL non idoneo al consumo umano e sono state elevate pesanti sanzioni a carico dei trasgressori.

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