Montalto Uffugo, droga e spaccio: ribaltate le richieste di condanna per gli imputati - QuiCosenza.it
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Montalto Uffugo, droga e spaccio: ribaltate le richieste di condanna per gli imputati

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L’accusa al termine della requisitoria aveva chiesto pene superiori ai tre anni. La sentenza di condanna ne conferma solo una. Per gli altri condanne miti. Cinelli assolto da tutte le accuse

 

MONTALTO UFFUGO (CS) – Detenzione e spaccio di droga, tra Montalto Uffugo e Lattarico, venerdì mattina è stata emessa sentenza per quattro imputati che hanno scelto il rito abbreviato: Alushi Claudio e Marion, Luciano Carnevale, Fabrizio Cinelli. Mattia Marino ha scelto di patteggiare la pena. . I fatti risalgono tra luglio e settembre 2017. Pene pesanti sono state chieste dal pubblico ministero al termine della requisitoria. Per Claudio e Marion Alushi e Luciano Carnevale una pena a tre anni e otto mesi,  mentre per Fabrizio Cinelli tre anni e dieci mesi. Per Marino un anno e sei mesi.

Richieste di pena in gran parte ribaltate. La sentenza emessa dal Gup ha confermato la pena richiesta per Claudio Alushi a tre anni e otto mesi, mentre ha ritenuto valevole la tesi della difesa di Cinelli, rappresentato dall’avvocato Francesco Boccia assolto da tutti i capi di imputazione. Riconosciuto solo il possesso delle dosi rinvenute durante la perquisizione in casa per cui la richiesta di condanna da tre anni e dieci mesi  scende a soli dieci mesi, pena sospesa. Carnevale, sempre difeso dall’avvocato Boccia, da tre anni e otto mesi scende a due anni. Anche in questo caso la difesa ha evidenziato l’insussistenza di alcune accuse mosse all’imputato. Marion Alushi è stato condannato ad un anno e due mesi e per Mattia Marino confermata la richiesta di patteggiamento.

I fatti

Al momento dell’arresto, nel 2017, nei comuni di Lattarico, Montalto Uffugo e Cosenza, i militari della Stazione carabinieri di Lattarico, unitamente a quelli della Compagnia di Rende, con il supporto di un’unità cinofila antidroga di Vibo Valentia, a conclusione di un’attività d’indagine coordinata dal procuratore della Repubblica di Cosenza, diedero esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza, che ha disposto la misure cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Luciano Carnevale, 22enne, residente a Lattarico e di Claudio Alushi, 21enne, residente a Montalto Uffugo, nonché la misura del divieto di dimora nel comune di Montalto Uffugo nei confronti di Marion Alushi 28enne, albanese, e di Mattia Marino 26enne, cosentino, tutti indagati in ordine al reato di detenzione e Spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Secondo gli inquirenti “con spregiudicatezza e sistematicità avrebbero spacciato, in più occasioni, sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana” ad innumerevoli giovani dell’hinterland della “Valle del Crati” ed, in particolare, nei comuni di Rende, Montalto Uffugo, Rose e Lattarico.

Nel corso dell’operazione, a conclusione delle perquisizioni domiciliari effettuate nelle abitazioni degli indagati, fu tratto in arresto per il reato di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”, un altro giovane, fabrizio Cinelli 24enne, residente a Montalto Uffugo – già denunciato nell’ambito della medesima attività d’indagine, ma non destinatario di misura cautelare – trovato in possesso di diverse tipologie di sostanze stupefacenti (5 grammi di “marijuana”; 1 grammo di “cocaina”; 1 grammo di “hashish”), sostanze da taglio (25 grammi di “mannitolo”), materiale per il confezionamento della droga, nonché della somma di 2.700 euro in banconote da piccolo taglio, probabile provento della pregressa attività di spaccio al minuto.

Nel quadro dell’intera attività investigativa, i militari dell’Arma denunciarono all’Autorità Giudiziaria ulteriori 2 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; segnalarono alla Prefettura di Cosenza 6 giovani assuntori di sostanze stupefacenti; furono sequestrati consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana”.

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Acri, arrestato insegnante sorpreso con droga e 60mila euro in casa

I carabinieri della Compagnia di Rende, hanno tratto in arresto l’uomo di 56 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio

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ACRI (CS) – E’ un insegnante di un istituto superiore della provincia di Cosenza il 56enne di Acri arrestato dai carabinieri a seguito di una perquisizione domiciliare. In casa dell’uomo infatti, i militari di Rende hanno trovato 137 grammi di cocaina, 90 grammi di hashish e oltre 60mila euro in contanti. Sin dall’ingresso dei carabinieri nell’abitazione dell’uomo, il fiuto di “Manco”, il pastore tedesco in servizio presso il Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Vibo, ha consentito di rinvenire tutta la droga, in parte trovata sul tavolo della cucina, unitamente a 72 dosi già confezionate e pronte da immettere sul mercato. Altra sostanza invece è stata trovata in diversi cassetti del soggiorno e della camera da letto.

Sequestrato anche l’occorrente per il confezionamento delle dosi come bilancini di precisione per pesare lo stupefacente e bustine di plastica. Il denaro rinvenuto, tutto in contanti ed in banconote di piccolo taglio, è stato sottoposto a sequestro. La droga se venduta al dettaglio, avrebbe avuto un valore di oltre 15.000 euro.
L’arrestato è stato tradotto presso la Casa circondariale di Cosenza.

Il massiccio controllo messo in campo dai Carabinieri della Compagnia di Rende ha consentito anche di segnalare alla Prefettura di Cosenza per uso personale di sostanze stupefacenti, due ragazzi di 39 e 23 anni, trovati in possesso rispettivamente di 0,2 grammi di cocaina e di 4,90 grammi di marjuana.

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Fuscaldo: scoperta piantagione di marijuana, la droga del valore di 150mila euro

Gli agenti del commissariato di Paola hanno scoperto la piantagione in un’area demaniale del centro tirrenico

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FUSCALDO (CS) – Sono 850 le piante di un’altezza variabile da 1,5 a 3,5 metri che erano in ottime condizioni vegetative e pronte per la raccolta. A scoprire gli agenti della Polizia di Stato di Paola. La coltivazione era stata realizzata in un’area poco accessibile di circa 1.000 metri quadrati ed era occultata tra la fitta vegetazione. Composta da 35 filari perfettamente allineati ed innaffiate attraverso un sistema di irrigazione rudimentale ma perfettamente funzionante, collegato ad un vicino ruscello, il tutto perimetrato da filo spinato.

Previe intese con l’Autorità Giudiziaria competente, la piantagione, dopo essere stata campionata, è stata estirpata e sono in corso attività investigative finalizzate all’individuazione dei responsabili della coltivazione della sostanza stupefacente che se immessa sul mercato avrebbe fruttato un guadagno superiore ai 150mila euro.

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San Giovanni in Fiore, Succurro su bilancio: “evitato nuovo dissesto”

Il sindaco del popoloso comune silano ha ringraziato la Giunta, la maggioranza e gli uffici: “Possiamo ripartire e alla fine dei nostri 5 anni restituire una città cambiata”

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Con l’approvazione del conto consuntivo 2020 e del bilancio comunale di previsione per gli anni 2021-2023 “abbiamo evitato che il Comune tornasse in dissesto finanziario. Perciò possiamo ripartire e alla fine dei nostri 5 anni restituire una città cambiata, in cui i giovani abbiano voglia di rimanere ed investire”. Sono le parole di Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore a seguito dell’approvazione del bilancio nel Consiglio comunale dello scorso 15 settembre.

Partivamo – ha spiegato Succurro in Consiglio comunale – da una situazione allarmante, per via dei chiarimenti richiesti dalla della Corte dei Conti rispetto alla gestione precedente, problema che per tre mesi ha impegnato gli uffici del municipio. Dopo il nostro insediamento nell’ottobre 2020, l’Organo straordinario di liquidazione ci aveva trasferito 1,9 milioni, da noi subito vincolati. Restavano da coprire 2,1 milioni. In dieci mesi abbiamo fatto ciò che i nostri predecessori non avevano realizzato in tanti anni: abbiamo ottenuto la chiusura certa della discarica di Vetrano entro 24 mesi e relativi ristori per circa 3 milioni in due anni, salvandoci dal dissesto”.

“Inoltre, tra Iva e Irap abbiamo recuperato oltre un milione e mezzo di euro. Ancora, abbiamo regolarizzato – sottolinea la sindaca – il taglio boschivo con entrate, a base d’asta, per 2 milioni in dieci anni. Con i parcheggi realizzati a Lorica, poi, nel solo agosto scorso abbiamo incassato 30 mila euro e 3.500 dai biglietti introdotti per le visite nell’Abbazia florense. Abbiamo fissato la tassa di soggiorno e peraltro siamo riusciti a moltiplicare gli arrivi turistici, con importanti ricadute per il commercio locale, non soltanto a Lorica. Abbiamo stabilizzato 103 persone tra Lsu ed Lpu, il che per legge si poteva fare già dal 2015, e stabilito sgravi significativi per le attività bloccate dal Covid nel 2020. In appena 10 mesi, abbiamo intercettato – rimarca Succurro – 15 milioni di finanziamenti, aperto più cantieri e recuperato risorse preziose per gli interventi nel sociale, avviando progetti di assistenza domiciliare e di educazione dei minori e sostegno delle famiglie, senza toccare il bilancio comunale. Abbiamo annullato interessi moratori per 100 mila euro, che gravavano su contenziosi del tutto ignorati”.

“Questi sono i fatti, documentati e documentabili. Ma c’è chi si ostina a non vederli, a negarli, a ridurre il Consiglio comunale a teatro del ridicolo, senza rispetto per le istituzioni. Continuiamo a lavorare a testa bassa, nonostante – conclude la sindaca Succurro – le insinuazioni, le offese, le falsità e le bassezze di una certa opposizione, priva di obiettività e di spirito costruttivo”.

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