bossio magorno

Accesso antimafia a San Giovanni in Fiore, il Pd non ci sta

I parlamentari calabresi del Partito democratico: “Il sindaco Belcastro, la Giunta, il consiglio e i dipendenti, non hanno nulla da nascondere sull’operato amministrativo e finanziario”.
 
COSENZA – “Un’interrogazione che lascia basiti”. I parlamentari calabresi del Pd Ernesto Magorno, Ferdinando Aiello, Enza Bruno Bossio, Stefania Covello replicano così al Movimento 5 Stelle che ieri attraverso i deputati Dalila Nesci Paolo Parentela e Federica Dieni, ha chiesto al ministro dell’Interno Angelino Alfano di disporre l’accesso antimafia nel Comune di San Giovanni in Fiore.
 
“Evidentemente non conoscono abbastanza il territorio – dichiarano i deputati del Partito democratico – da non sapere che San Giovanni in Fiore non è un paese mafioso e che legalità e trasparenza sono da sempre al primo posto nell’agenda del sindaco Giuseppe Belcastro e della sua Giunta. Bastava una richiesta di atti agli uffici competenti per avere informazioni su qualsiasi procedimento amministrativo comunale, senza gettare fango sulla comunità e sulla credibilità di amministratori che hanno sempre agito secondo le regole e con responsabilità”.
 
“Belcastro, la Giunta, il consiglio e tutti i dipendenti, non hanno nulla da nascondere sull’operato amministrativo e finanziario – proseguono i deputati –. Sollecitati su questioni come gara dei rifiuti gli uffici, oppure sui sei lavoratori inclusi nella clausola di salvaguardia, avrebbero risposto carte alla mano senza che, sollevando lo spettro dell’accesso antimafia, si attivasse in maniera ingiusta la macchina del sospetto. Il sindaco Belcastro, oltretutto, ha dato sempre piena disponibilità a documentare in maniera chiara e trasparente ogni scelta politica-amministrativa fatta e finalizzata a tutelare il livello occupazionale, il buon funzionamento dell’Ente e il mantenimento di uno standard elevato di servizi nell’esclusivo interesse dei cittadini. Iniziative come quella dei deputati M5S – conclude la nota dei deputati democratici calabresi – servono solo a depotenziare e a rendere poco credibile il ricorso all’accesso antimafia nel momento in cui di tale istituto se ne fa un uso strumentale, finalizzato alla lotta e alla propaganda politica”.
 

Guglielmelli

“Chiedere, da parte di tre parlamentari del Movimento 5 Stelle, l’accesso antimafia al comune di San Giovanni in Fiore significa non conoscere la storia democratica di quella comunità e dei suoi amministratori”. È quanto ha dichiarato il segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Guglielmelli, il quale ha aggiunto: “Bastava chiedere agli uffici comunali e i tre deputati avrebbero avuto le risposte. Evidentemente si vuole buttare fango su una giunta che, invece, della legalità e della trasparenza ne ha fatto una ragione di vita. Siamo vicini al sindaco, alla giunta, al consiglio è a tutta la comunità sangiovannese perché ne riconosciamo una grande integrità. La contesa politica – ha concluso il segretario provinciale dei democratici – è una cosa, il fango lo rispediamo al mittente. Nessuno potrà mai stravolgere il voto popolare che i sangiovannesi hanno espresso giusto un anno fa”.