Diritti Civili: “Ci siamo, a Tarsia si farà il cimitero dei migranti”

Il governo Renzi si appresta a realizzare a Tarsia, in Calabria, il cimitero internazionale dei migranti, “per dare una degna sepoltura alle vittime dei tragici naufragi nel Mediterraneo”. È quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da tempo si batte per l’intervento e che ha messo a disposizione un terreno di sua proprietà.
 

COSENZA – “L’opera, che sarà realizzata, con procedura d’urgenza, dal Ministero degli Interni di concerto con il Comune di Tarsia e la Regione Calabria, dovrebbe essere – dice Corbelli – ultimata entro il prossimo mese di giugno per poter accogliere tutte le vittime della tragedia del 18 aprile 2015 che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, così come aveva promesso, sta facendo, dalla fine di giugno dello scorso anno, recuperare dalla Marina Militare (sino ad oggi ne sono state recuperate più della metà, oltre 400). Il Governo italiano e il Comune di Tarsia stanno dunque per realizzare la grande opera umanitaria universale, fortemente voluta dal Movimento Diritti Civili, e per scrivere così una delle più belle, importanti e significative pagine di solidarietà e civiltà del nostro Paese destinate non solo a commuovere, a far riflettere il mondo e a restare nella storia dell’umanità, ma a rappresentare sicuramente anche un segnale preciso, un contributo importante per la pace nel mondo. Voglio per questo ringraziare pubblicamente il premier Matteo Renzi, per aver accolto i miei appelli per il recupero delle salme e per la loro sepoltura nel cimitero dei migranti che il Governo costruirà a Tarsia.

 

“Questa grande iniziativa e opera umanitaria – conclude Corbelli – fa onore all’Italia, all’intero Paese. È un esempio di solidarietà e accoglienza per tutto il mondo. Il cimitero, ricorda Corbelli, sorgerà su un’area di quasi 10mila metri quadrati, in un luogo di grande valore simbolico, su una collina che domina il lago di Tarsia, a poca distanza dall’ex campo di internamento fascista (più grande d’Italia e anche più ‘umano’) di Ferramonti“.