Truffa al Santuario di Paola, la banca non avrebbe vigilato sui bonifici

Per la Iw Bank pare fosse normale che i frati giocassero in borsa e facessero bonifici a sconosciuti.

 

PAOLA (CS) – Sono stati ascoltati stamattina in aula i teste dell’accusa nel processo sulla presunta truffa ai danni delle casse del Santuario di San Francesco di Paola. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati padre Rocco responsabile provinciale all’epoca dei fatti, l’ex economo padre Michele Veltri e il dirigente della Banca d’Italia che condusse un’ispezione sui conti correnti dei frati. Conti affidati ad un promotore finanziario cosentino Massimo Cedolia, ex dipendente dell’Asp di Cosenza. Cedolia avrebbe trasferito tutto il denaro del Santuario di Paola da una banca di Amantea ad un conto corrente on line dal quale sarebbe riuscito a far sparire, secondo l’accusa, oltre un milione di euro. Soldi frutto delle offerte dei fedeli usati per giocare in borsa e fare bonifici da migliaia di euro a parenti ed amici.

 

Non a caso tra i beneficiari dei trasferimenti di denaro giustificati con la criptica causale ’emarginazione contratti liquidità future’ appaiono il papà e la mamma Adua Preite ed Attilio Cedolia assolti ‘perchè il fatto non costituisce reato’. Gli altri fortunati benefattori scelti dal promotore finanziario cosentino furono Carmelina Preite, Grazia Magurno e Giancarlo Muselli. Insieme a loro Maria Rosaria Punzo, Francesco Vidiri, Ofelia Vidiri, Francesca Paola Vidiri e Salvatore Magurno sulla cui posizione i giudici devono ancora esprimersi. Il tesoriere e il legale rappresentante del Santuario Giovanni Sposato e Franco Russo nell’udienza si sono difesi affermando di non sapere quanti soldi ci fossero in banca. L’affidamento  a Cedolia della gestione di tutto il denaro del Santuario avvenne a cavallo del cambio dell’amministrazione della contabilità che passò da Michele Veltri a Franco Russo.

 

Veltri e padre Rocco oggi in aula hanno affermato di non avere mai fatto operazioni in borsa e di non conoscere nessuna delle persone a favore delle quali sono stati effettuati i bonifici. L’ispettore della Banca d’Italia durante la propria testimonianza in aula ha spiegato che vi sarebbe stata qualche inadempienza nel sistema di sicurezza della Iw Bank. L’istituto di credito secondo il teste che ha spulciato tra i conti dei frati non avrebbe vigilato a dovere sulle operazioni compiute da Cedolia. Viste le insolite operazioni in borsa e i bonifici a favore di sconosciuti secondo la normativa antiriciclaggio, da quanto dichiarato dal dirigente della Banca d’Italia, l’Iw Bank avrebbe dovuto bloccare il conto on line e verificare se ci fossero delle anomalie. Un elemento nuovo sul quale la magistratura dovrà lavorare nei prossimi mesi.

 

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