Manifestazione antifascista nel cosentino contro l’apertura della sede di Forza Nuova

Il piccolo centro del Pollino sarà blindato dalle forze dell’ordine per l’arrivo del leader neofascista Roberto Fiore già indagato per concorso ispirativo nel delitto di strage.

 

VERBICARO (CS) – ”Verbicaro dice no al nazista Roberto Fiore che provocatoriamente chiede la piazza di Verbicaro per un comizio domani alle 16,00. Il fascismo non è mai entrato nella storia dei verbicaresi e di Verbicaro. Il popolo di Verbicaro è popolo di emigranti e di ribellione e non accetta che la propria memoria venga insultata da provocatori quale è Roberto Fiore. Il suo è un passato di terrorista protetto a più livelli da servizi segreti italiani e inglesi. Fin da giovane milita in gruppi di matrice nera. Nel 1977 diventa leader del gruppo di estrema destra Lotta Studentesca e in seguito di Terza Posizione (associazione poi dissolta perché accusata di essere di impronta neofascista). Nella sentenza N. 2001/0034 a carico del terrorista Luigi Ciavardini si trova scritto “Terza Posizione intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale.” Negli anni l’uomo viene sospettato di aver progettato e/o eseguito numerosi attentati sopratutto contro obiettivi definiti “comunisti”.

 

Il 2 agosto 1980 alle 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra. Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associazione sovversiva ed altro”. Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi. Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale. Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del Fiotr, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’Adinolfi, per organizzare attentati”.

 

Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage. Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccettabile. Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese. La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva. A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus. Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri.

 

Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua. In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico. Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova. Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza. Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster. Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato. Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”. Questo personaggio dovrebbe parlare a Verbicaro. Questo personaggio non è gradito a Verbicaro e nelle piazze dell’antifascismo.Domani alle 16,00 a Verbicaro presidio e manifestazione antifascista.

 

“Si sono riunite a Verbicaro nella sede locale dell’ANPI le rappresentanze di molte realtà che si riconoscono nella “Calabria antifascista e antirazzista”. Presenti i circoli ANPI del Tirreno Cosentino, cittadini e forze politiche che si riconoscono negli ideali fondativi della nostra Repubblica e della Costituzione Italiana, collettivi e studenti dell’Università Bruzia. Oggetto della riunione era l’ennesima manifestazione che si voleva tenere a Verbicaro Venerdì 18 per l’inaugurazione della sede locale di Forza Nuova. La stessa prevedeva la presenza e l’intervento pubblico del neofascista Roberto Fiore che già altrove in Calabria ha scatenato reazioni ferme in altre parti della Regione ed era stata vietata per motivi di ordine pubblico dal Sindaco della Cittadina. Dopo l’intervento del Prefetto perchè il Sindaco rivedesse la sua posizione, la decisione era stata ribadita dal Consiglio Comunale. Di fronte a tutto ciò il Questore, prevedendo non si sa quali pericoli derivanti da una posizione ferma contro l’iniziativa di Forza Nuova, e dando così maggior corpo alle motivazioni del Consiglio Comunale, sembra che abbia provveduto a blindare il paese.

 

Ciò, non a causa di una manifestazione dichiaratamente contraria ai principi dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’accoglienza, costituzionalmente protetti, ma contro chi vuole protestare per la presenza ingombrante di personaggi altrimenti e altrove non tollerati. Queste persone inoltre, come è risultato dalle cronache locali, sfruttano il malcontento generato dalla situazione economica, politica e sociale a livello nazionale ed europeo, soprattutto tra i giovani, la cui confusione ideale viene acuita da pochi mestatori per basse motivazioni locali. Di fronte a tutto questo l’assemblea ha deciso di indire per il pomeriggio del 18, in Piazza Carlomagno a Verbicaro, una manifestazione-presidio sulla scia delle molte manifestazioni che in tutta la Calabria hanno contrastato la presenza di Roberto Fiore. Il presidio sarà testimonianza contro la sua presenza e ribaltandone la logica proporrà in positivo cronache ed esempi di politiche antirazziste ed antifasciste. Alla stessa sono invitate tutte le realtà regionali motivate dagli stessi ideali per un risveglio di civiltà. Calabria antifascista ed antirazzista”